giorgia meloni aldo cazzullo

“GIORGIA MELONI COMINCIA FORSE A PERDERE IL POLSO DELLA SITUAZIONE, SE NON ADDIRITTURA DI QUEL POPOLO DI CUI SI SENTE CAMPIONE” - ALDO CAZZULLO: “SONO RIMASTO COLPITO DAL MESSAGGIO CHE MELONI HA INVIATO AI TELESPETTATORI DE LA7. NON STAVA PARLANDO CON LORO MA CON I SUOI ELETTORI, COME A DIRE: GUARDATE COME MALTRATTO, O IRRIDO, I NOSTRI NEMICI. NON HA CAPITO DUE COSE. LA PRIMA: DEVE GOVERNARE IN NOME DI TUTTO IL POPOLO ITALIANO, NON SOLO DEI SUOI FAN. LA SECONDA: UN PAESE CHE PERDE ABITANTI E REDDITO, E HA UN DEBITO PUBBLICO AVVIATO A SUPERARE I TREMILA MILIARDI DI EURO, HA BISOGNO DI ANDARE D’ACCORDO CON CHI COMANDA IN EUROPA, CIOÈ TEDESCHI E FRANCESI”

 

Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera”

 

aldo cazzullo

Caro Aldo, la nostra premier sta raggiungendo livelli di arroganza preoccupanti. I sermoni che ci propina grondano odio, spesso gratuito, contro chiunque: avversari politici, giornalisti, personaggi pubblici: se non basta l’odio, arriva anche la querela. L’ultima uscita contro il Pd che durante la pandemia avrebbe chiuso in casa gli italiani è di una volgarità assoluta, con una strizzata d’occhio ai no vax, giusto per raschiare il barile in campagna elettorale. E con mancanza totale di rispetto per tanti italiani che nell’emergenza Covid ci hanno lasciato la pelle.

Alberto Composta

il videomessaggio di giorgia meloni per la7 5

 

Il solo pensiero che il capo del governo si serva di certi video per fare propaganda mi fa rabbrividire oltre a indignarmi.

Marco Dieci

 

Risposta di Aldo Cazzullo

Cari lettori,

siamo in campagna elettorale, e vale tutto. Anche rinfacciare il lockdown, visto che fu deciso quando Fratelli d’Italia era all’opposizione, e non sapremo mai cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato. Sono comunque rimasto colpito dal messaggio che Giorgia Meloni ha inviato ai telespettatori de La7. Palesemente, non stava parlando con loro, che considera perduti alla causa, ma con i suoi elettori, come a dire: guardate come maltratto, o come irrido, i nostri nemici.

il videomessaggio di giorgia meloni per la7 4

 

Ma, a parte il fatto che tra i milioni di spettatori de La7 ci sono senz’altro anche simpatizzanti della Meloni, o comunque donne e uomini che non si riconoscono a priori in uno schieramento politico (ad esempio c’è il 20% dei laureati italiani, categoria notoriamente antipatica alla premier, ma che qualcosa in termini di potere d’acquisto e influenza politica conta), Giorgia Meloni comincia forse a perdere il polso della situazione, se non addirittura di quel popolo di cui si sente campione.

 

Perché le cose in Italia non vanno bene. L’economia non va bene. La demografia non va bene. Non è certo colpa di Giorgia Meloni, che a Palazzo Chigi ha confermato le sue doti personali di calore umano e di empatia, e non ha commesso grossi errori (tranne forse la gestione del Pnrr), anzi ha riparato a qualche errore altrui, tipo Reddito di cittadinanza o Superbonus. Infatti le elezioni europee saranno per lei un successo. Dopo però verrà il difficile. Perché Giorgia Meloni non ha capito due cose fondamentali.

il videomessaggio di giorgia meloni per la7 6

 

La prima: deve governare in nome e nell’interesse di tutto il popolo italiano, non soltanto dei suoi fan, che oggi ci sono e magari domani non ci sono più (chiedere a Renzi e a Salvini). La seconda: un Paese che perde abitanti e reddito, e ha un debito pubblico avviato a superare i tremila miliardi di euro, ha bisogno come dell’aria di andare d’accordo con chi comanda in Europa, cioè i tedeschi e i francesi. Non di sottomettersi, per carità; ma andare d’accordo.

 

il videomessaggio di giorgia meloni per la7 3

Se invece tu dici al liberale Macron che è molto meglio Marine Le Pen e che sei contenta per il golpe antifrancese in Niger (questo l’ha detto ai comici russi), e al socialista Scholz che non farai mai accordi con i socialisti, e magari al socialista Sánchez che ha ragione Abascal che vorrebbe appenderlo a testa in giù, delle due l’una: o nel giro di poco tempo, meglio ancora di pochissimo tempo, a Parigi, Berlino, Madrid e ovviamente Bruxelles vanno al potere gli amici tuoi; oppure, appena possono, quegli altri fanno valere il loro peso politico ed economico e ti possono creare problemi.

 

il videomessaggio di giorgia meloni per la7 2

Tanto più che il capo del Partito popolare europeo Manfred Weber ha chiarito che lui vuole continuare a governare l’Europa con i socialisti e i liberali. Senza la Banca centrale europea che compra i titoli di Stato e garantisce il nostro debito pubblico, l’Italia farebbe la fine dell’Argentina di Milei. Ora, o noi decidiamo che Milei con la motosega è il nostro modello politico, morale e umano; oppure dobbiamo tenerci ben stretta l’Europa, non capovolgendola, ma migliorandola.

il videomessaggio di giorgia meloni per la7 1

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)