giorgia meloni ignazio la russa matteo hallissey riccardo magi

IL REFERENDUM? CENSURANDUM! - +EUROPA MINACCIA AZIONI LEGALI CONTRO LA RAI SEMPRE PIU' IN FORMATO "TELE-MELONI": NON HA DEDICATO UN SOLO MINUTO DI APPROFONDIMENTO SUI QUESITI REFERENDARI IN PROGRAMMA L’8 E IL 9 GIUGNO. IL PARTITO HA PRESENTATO UN ESPOSTO CONTRO IGNAZIO LA RUSSA, CHE FA CAMPAGNA PER L'ASTENSIONE (TUTTO IL CENTRODESTRA INVITA A RIMANERE CASA PER EVITARE CHE VENGA RAGGIUNTO IL QUORUM) - L'OPPOSIZIONE? È DIVISA: SOLO ALLEANZA VERDI-SINISTRA VOTERÀ SÌ AI CINQUE I QUESITI REFERENDARI - L'ATTACCO DI RENZI: "UNA CONSULTAZIONE PER ABOLIRE IL JOBS ACT È UNA COSA DEL PALEOLITICO"

“APPELLI ALL’ASTENSIONE MENTRE LA RAI CENSURA” DENUNCE SUI REFERENDUM

Estratto dell'articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

matteo hallissey aggredito a fiumicino 6

Un esposto alla procura della Repubblica contro le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, che giorni fa ha dichiarato di fare campagna per l’astensione al referendum. Questa la mossa del presidente di +Europa Matteo Hallissey, assieme al gruppo Boicotterai, contro quella che viene definita la “censura” contro la consultazione dell’8-9 giugno su diritti del lavoro e cittadinanza.

 

L’invito a disertare le urne è in «aperto contrasto con l’art. 48 della Costituzione», dove si definisce il voto “dovere civico”, sostiene Hallisey, che nell’esposto cita anche l’art. 98 del testo per l’elezione della Camera che vieta di indurre gli elettori all’astensione.

 

Contro il silenzio Rai il segretario di +Europa Riccardo Magi, che annuncia altre azioni legali in arrivo. «Nessuna trasmissione o confronto, nessuna informazione utile ai cittadini per capire di cosa si vota. Blackout informativo non casuale», è pure la denuncia del Pd in commissione di Vigilanza.

 

RICCARDO MAGI - REFERENDUM CITTADINANZA

La strategia del centrodestra per il referendum non cambia: invitare al tutti a casa, così che non venga raggiunto il quorum. Anche due presidenti di Regione, entrambi della Lega, vanno in questa direzione: Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Attilio Fontana (Lombardia). Lontani i tempi in cui il Carroccio promuoveva i quesiti per l’autonomia in Lombardia e Veneto e raccoglieva firme per l’abolizione della legge Fornero.

 

Il resto dei presidenti di centrodestra ha scelto finora di non citare proprio l’appuntamento, mentre quelli del centrosinistra, con modalità e impegno differenti, difendono l’importanza dell’espressione del voto. Eugenio Giani (Toscana) ha partecipato anche a iniziative Cgil e nonostante il passato renziano sostiene il superamento del jobs act.

 

Michele De Pascale (Emilia-Romagna) è scettico su alcuni quesiti ma si recherà al seggio, Michele Emiliano (Puglia), Stefania Proietti (Umbria) e Alessandra Todde (Sardegna) sono schierati per i 5 sì. Cortocircuito a destra particolarmente interessante a Genova, dove per quel giorno potrebbe esserci il ballottaggio.

 

[...] Questo mentre arrivano alcuni numeri di fuorisede che si sono registrati per votare nel comune di domicilio: 10 mila a Roma e Milano, 9 mila a Torino, 7.300 a Bologna, 2.200 a Firenze. Voti “strappati” a una sicura astensione.

 

REFERENDUM IN ORDINE SPARSO

Estratto dell'articolo di Niccolò Carratelli per “la Repubblica”

 

Si fa molto prima a fare l'elenco di chi voterà a favore di tutti i quesiti. E, per chi spera nel quorum, non è un buon segno. Ma basta osservare i movimenti dentro le forze di opposizione, in vista del referendum dell'8 e 9 giugno. Di fatto, l'unica che può realisticamente assicurare cinque sì da parte di parlamentari, dirigenti locali e militanti è l'Alleanza Verdi-Sinistra.

RICCARDO MAGI - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - FOTO LAPRESSE

 

Per altri è solo una possibilità, come nel caso del Pd e del Movimento 5 stelle. Per altri ancora è una scelta precisa votare sì solo a uno o due quesiti, come faranno Italia viva, Azione e Più Europa. Ne viene fuori una campagna referendaria in ordine sparso, che certo non contribuisce a spingere la partecipazione e a chiarire le idee ai cittadini.

 

Quelli del Pd, in teoria, hanno una linea decisa dalla Direzione del partito e ribadita ogni giorno da Elly Schlein: cinque sì. La segretaria è convinta che larga parte della base dem nei territori condivida questa scelta e finge indifferenza per lo smarcamento della minoranza riformista. Che, però, al Nazareno ha suscitato una certa irritazione, soprattutto per come è stato annunciato ai giornali.

ROBERTO SERGIO - MARINELLA SOLDI

 

[...] In realtà, nella stessa minoranza non c'è un orientamento condiviso, perché qualcuno (pochi) dovrebbe votare sì anche al quesito sui contratti a termine, da Stefano Bonaccini a Piero De Luca. E altri stanno riflettendo se astenersi su Jobs Act e licenziamenti, oppure votare no e contribuire comunque al raggiungimento del quorum. Fatto sta che una ventina di parlamentari a Roma e circa metà della delegazione a Bruxelles, non seguirà la linea dei «cinque sì» e nessuno può davvero sapere quanti elettori del Pd nutrano gli stessi dubbi.

 

Allo stesso modo, Giuseppe Conte non sa quanta presa effettiva abbia questo referendum sugli iscritti del Movimento 5 stelle. Ma «non mi sembra proprio che le forze principali di opposizione come la nostra vadano in ordine sparso, abbiamo preso chiaramente posizione», assicura il presidente. Dopo una prudenza iniziale, negli ultimi giorni ha rilanciato l'impegno per far votare quattro sì ai quesiti presentati dalla Cgil e ha precisato che personalmente si esprimerà a favore anche di quello sulla cittadinanza. Sul quale ha lasciato «libertà di voto», visto che la proposta ufficiale M5s è per lo "ius scholae".

 

SIMONE CICALONE - MATTEO HALLISSEY

Ben sapendo che questa sua dichiarazione inciderà sulle scelte di parlamentari e attivisti. Ma l'incognita, come detto, è più sulla partecipazione della base 5 stelle. Non ha dubbi, invece, sulla partecipazione dei suoi Riccardo Magi, promotore del quesito sulla cittadinanza. Ma quella di Più Europa sarà una partecipazione molto focalizzata su questo tema, come del resto è stata finora la loro campagna referendaria. Un grande sì, a cui se ne aggiungerà un altro su appalti e sicurezza.

 

Mentre Magi e soci voteranno no sugli altri tre quesiti. Scelta simile a quella di Matteo Renzi e Carlo Calenda, decisi a dire sì solo sulla cittadinanza, ma a ritirare le altre schede per votare no, dando una mano sul quorum: questa l'indicazione per i seguaci di Italia viva e Azione.

 

benedetto della vedova e riccardo magi al roma pride

Secondo Renzi, «un referendum contro il Jobs Act è una cosa del passato, del Paleolitico». Ai distinguo dei partiti, bisogna aggiungere la voluta ambiguità della Cisl, per non mettere un dito nell'occhio alla Cgil: «Abbiamo avanzato la nostra critica sui contenuti dei referendum lavoristici – spiega la segretaria Daniela Fumarola –. Non siamo promotori di sì o di no, ma non invitiamo a disertare le urne». Di certo, non è un appello alla partecipazione. Mentre da destra continuano a fioccare le dichiarazioni di astensione. [...]

STEFANO BONACCINI - MICHELE DE PASCALE matteo renzi alla mondadori duomo milano foto lapresseSTEFANO BONACCINI - MICHELE DE PASCALEMATTEO RENZI - FOTO LAPRESSE matteo renzi - question time al senato - foto lapresse

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?