TROVATO L’INGANNO, SI PROCEDE ALLA LEGGE – IL CENTRODESTRA VUOLE ACCELERARE PER LA NUOVA LEGGE ELETTORALE: L’ACCORDO DI MASSIMA NELLA MAGGIORANZA E’ STATO TROVATO SU UN PROPORZIONALE CON PREMIO DI MAGGIORANZA (55% DEI SEGGI PER CHI OTTIENE ALMENO IL 40% DEI CONSENSI, FINO AL 60% SE LA COALIZIONE RAGGIUNGE IL 45%) – CI SONO 4 PUNTI CONTROVERSI: 1) LE PREFERENZE (SPINTE DA GIORGIA MELONI MA INDIGESTE ALLA LEGA E A UNA PARTE DI FORZA ITALIA); 2) L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SULLA SCHEDA, IDEA ACCAREZZATA DA FRATELLI D’ITALIA E BOCCIATA DA TAJANI; 3) LA SOGLIA DI SBARRAMENTO AL 3% PER TUTTE LE FORZE POLITICHE DENTRO E FUORI DALLE COALIZIONI; 4) L'AMPIEZZA DEI COLLEGI PLURINOMINALI…
Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
È molto più di un buon proposito per l'anno nuovo: alla riapertura delle Camere, dopo l'Epifania, il centrodestra imprimerà uno sprint al dossier legge elettorale. Con l'intenzione di chiudere quanto prima il confronto all'interno della maggioranza e aprire quello con le opposizioni, già inasprite dalle ipotesi circolate senza che potessero toccare palla.
[…] L'ultimo incontro con gli alleati – la questione è in mano a Giovanni Donzelli per FdI, Andrea Paganella e Roberto Calderoli per la Lega – si è tenuto ai primi di dicembre. Poi lo stop per il rush finale sulla legge di Bilancio. Dopo aver vagliato tre modelli in uno studio intitolato "Analisi sulla legge elettorale per il 2027", un accordo di massima, nel centrodestra, è già stato raggiunto.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse.
La proposta si svilupperà intorno a un proporzionale con premio di maggioranza: del 55% dei seggi per chi ottiene almeno il 40% dei consensi, fino al 60% se la coalizione raggiunge il 45%. Questo lo scheletro.
Restano però da sciogliere nodi di prima grandezza. Quattro principalmente. In testa: le preferenze, spinte da Giorgia Meloni ma indigeste alla Lega e a una parte di FI («Ci sarebbe il rischio di incidenti parlamentari con il voto segreto», si sibila tra gli alleati).
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani
E poi ancora: l'indicazione del candidato premier sulla scheda, idea accarezzata dai Fratelli e bocciata esplicitamente dal leader azzurro Antonio Tajani. La soglia di sbarramento definita al 3% per tutte le forze politiche dentro e fuori dalle coalizioni. E un'ultima questione tecnica: l'ampiezza dei collegi plurinominali, da confermare o rivedere alla luce dell'ultimo censimento.
Da questi punti riprenderà la trattativa. Senza l'ambizione di definire tutti i dettagli. […] L'urgenza è mettere i primi mattoni. Arrivare a una bozza. Perché il conto alla rovescia è iniziato: «Mancano circa 500 giorni alle elezioni del 2027», ragiona il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri, convinto che l'iter non debba aspettare il referendum sulla giustizia di primavera […]
MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI ANTONIO TAJANI
Le opposizioni aspettano il testo e intanto storcono il naso sul metodo. «Sulle riforme abbiamo visto solo forzature, se avvieranno un confronto in maniera trasparente porteremo le nostre idee come facemmo all'inizio della legislatura, incontrando Meloni», dice Alessandro Alfieri, responsabile Riforme della segreteria Pd. […]