kirk trump

CHARLIE KIRK ERA UN "MINISTRO OMBRA" DELL'AMMINISTRAZIONE TRUMP - L'ATTIVISTA DI ESTREMA DESTRA UCCISO NELLO UTAH FU UNO DI COLORO CHE INSEGNO' AL MILIARDARIO TRUMP, FIN TROPPO LONTANO DALLA VITA REALE DEGLI AMERICANI POVERI E INCAZZATI, A PARLARE AI "NON-COLLEGE WHITES", CIOÈ AGLI ELETTORI BIANCHI CHE NON HANNO MAI FREQUENTATO L'UNIVERSITÀ - DURANTE IL PRIMO MANDATO DEL TYCOON, KIRK VISITO' LA CASA BIANCA PIU' DI 100 VOLTE, PARTECIPANDO ALLE RIUNIONI IN CUI "THE DONALD" PROGRAMMAVA LE SUE SCELTE POLITICHE - KIRK E LA SUA ORGANIZZAZIONE STUDENTESCA "TURNING POINT" AIUTARONO TRUMP A DIFFONDERE IL VERBO "MAGA" TRA I GIOVANI, LONTANI DALLA POLITICA - LE IDEE DEL 31ENNE: ANTIABORTISTA, A FAVORE DELLE ARMI E DIFENSORE DEL LIBERO MERCATO...

RAZZISTA E ANTI-ABORTO LA STAR DELL'ULTRADESTRA CHE VOLEVA ARMI LIBERE 

Estratto dell'articolo di Enrico Franceschini per “la Repubblica” 

 

DONALD TRUMP CHARLIE KIRK

Star dei social con milioni di follower, attivista del movimento Maga e amico di Donald Trump, Charles Kirk era uno dei sostenitori del diritto degli americani di avere armi di ogni tipo senza restrizioni ed è stata un'arma simile, un fucile ad alta precisione, a ucciderlo mercoledì pomeriggio da un tetto a duecento metri di distanza dal comizio che stava facendo nel campus di un college dello Utah.

 

Ma il New York Times elogia la sua capacità di andare a parlare con gli studenti universitari e ricorda che Gavin Newsom, governatore democratico della California, attualmente in testa nei sondaggi su chi sarà il candidato alla Casa Bianca del suo partito nel 2028, aveva invitato proprio Kirk alla puntata inaugurale del proprio podcast, riconoscendo che perfino suo figlio era tra i fan di Charles. [...]

 

DONALD TRUMP CHARLIE KIRK

Dopo gli assassinii di John Kennedy e Martin Luther King negli anni Sessanta, aggiunge il commentatore, una scia di recenti violenze e minacce ha risvegliato tale pericolo, dal complotto del 2020 per rapire la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, all'assalto dei sostenitori di Trump al Congresso il 6 gennaio 2021 per rovesciare il risultato delle presidenziali, al tentato assassinio di Trump poco più di un anno fa. 

 

Nato 31 anni fa in un sobborgo di Chicago, padre architetto, madre psicologa, mentre fa le medie superiori Kirk entra nei boy scout e comincia a impegnarsi in politica come volontario per la campagna elettorale di un senatore repubblicano. Poi l'incontro con un leader del Tea Party, il movimento del 2007 antesignano del Maga, diventa un attivista a tempo pieno, fonda nel 2012 "Turning Point" (Punto di svolta), un'organizzazione studentesca ultraconservatrice, oggi presente in 3500 scuole e università, che si batte contro il pensiero liberal e woke, ma è finita sotto accusa per alcune posizioni considerate neonazi, antisemite e razziste.

FUCILE USATO PER UCCIDERE CHARLIE KIRK

 

Nel 2016 Kirk fa un intervento alla convention repubblicana che consacra la nomination di Trump alla Casa Bianca. Nel 2021 si sposa con una ex-miss Arizona, dalla quale ha due figli. Conduttore di The Charlie Kirk Show, un programma radiofonico di cui Trump è più volte ospite, si fa conoscere per idee complottiste no vax durante la pandemia, teorie della cospirazione, negazionismo del cambiamento climatico e crociate antiabortiste.  [...]

 

I CONSIGLI A DONALD JR E L’AMICIZIA CON ERIC PER IL CLAN DEI TRUMP KIRK ERA «DI FAMIGLIA» 

Estratto dell'articolo di Matteo Persivale per il “Corriere della Sera” 

 

OMICIDIO DI CHARLIE KIRK

Dire che Charlie Kirk fosse, dietro le quinte, il ministro senza portafoglio per le politiche giovanili dell’amministrazione Trump spiega qualcosa ma non tutto, se si vuole considerare la sua enorme importanza nel movimento Maga creato dal presidente. 

 

Perché Kirk — fondatore di Turning Point Usa, quand’era appena diciottenne — aveva un rapporto personale di lunga data e stretto con Donald e il resto della famiglia: otto anni di collaborazione politica, frequenti incontri e reciproco sostegno. Era, quello tra Kirk e Trump, un rapporto di reciproca stima e soprattutto di reciproca utilità:

 

foto diffuse da fbi del killer di charlie kirk 3

l’allora candidato alla Casa Bianca aprì nel 2015-16 le porte di una campagna presidenziale a un ragazzino da poco uscito dal liceo (e che peraltro l’università non la finì mai), Kirk diede a Trump una delle poche cose che gli mancavano: le chiavi del mondo giovanile, dei campus (americani e non solo: fu invitato anche alla Oxford Union) e dei social media. 

 

Perché Trump è stato bravissimo, fin dall’inizio, a mobilitare il suo popolo attraverso Twitter (poi sul suo Truth Social) e i comizi-show, ma Kirk lo illuminò citandogli uno dei suoi riferimenti, il grande pubblicitario David Ogilvy (1911-1999): se vuoi vendere qualcosa a una persona, ripeteva spesso quel genio del marketing, devi parlare la sua lingua. E allora se Trump da subito ha modulato il suo linguaggio su misura per quelli che i sondaggisti americani chiamano seccamente «non-college whites», il consigliere ragazzino ha tradotto il messaggio Maga nella lingua dei suoi coetanei. 

 

complottari sull omicidio di charlie kirk 1

I campus, da anni, venivano da Kirk attaccati perché «presi per il collo dalla sinistra radicale»; le veementi proteste anti-israeliane (e, secondo alcune cause attualmente al vaglio dei tribunali, anche antisemite) seguite nelle università al 7 ottobre 2023 avevano cementato in Trump la convinzione della bontà del messaggio di Kirk. 

 

La filosofia trumpiana è fluida, strutturata intorno a due capisaldi: America First, cioè interesse nazionale e isolazionismo con morte del vecchio internazionalismo atlantico, e blocco dell’immigrazione. I capisaldi di Kirk erano il libero mercato e i «First Principles» dei padri fondatori (cioè sostanzialmente il vecchio stoicismo greco-romano). Il resto? Classiche posizioni conservatrici americane: Stato leggero, no all’aborto e alle quote riservate alle minoranze etniche, supporto a Israele e massima allerta contro i jihadisti. 

 

Durante il primo mandato di Trump, Kirk visitò la Casa Bianca più di cento volte, partecipando alla cosa che interessa a Trump più delle riunioni di gabinetto, cioè le «sessioni strategiche» che utilizza per concettualizzare le sue politiche (Kirk aveva anche lavorato come «assistente personale» di Donald Trump Jr. durante la campagna 2016, e dal 2020 in poi aveva collaborato a stretto contatto con lo staff presidenziale per eventi e iniziative di sensibilizzazione). 

 

charlie kirk prima dell omicidio 2

Per Eric Trump era un «caro amico di tutta la nostra famiglia», per Donald — a più riprese — un «ottimo amico». Perché a casa Trump la lealtà conta più di tutto il resto, e dopo la sconfitta elettorale del 2020 — da Donald mai accettata, contro la logica, ma il suo primo comandamento da quando faceva il palazzinaro è «non ammettere mai d’aver perso, mai» — Kirk fu tra quelli che, a destra, non fecero l’errore di considerarlo finito. Trump lo chiamò in diretta, in vivavoce, a una conferenza di Turning Point Usa a West Palm Beach.  [...]

charlie kirk 3charlie kirk 2charlie kirk 1charlie kirk 4

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