raffaele cantone

CHIAMATEMI CANTONE, SARO’ IL VOSTRO TORQUEMADA. E FINO AL 2020 NON MI TOCCA NESSUNO – VIA LA POLITICA DA GARE E APPALTI – SLALOM GIGANTE DEL COMMISSARIO ANTI CORRUZIONE FRA RENZI, LOTTI, BOCCHINO, FINI, CONSIP ED IL FRATELLO CHE LAVORAVA PER ALFREDO ROMEO

Liana Milella per la Repubblica

 

«La Politica continua a occuparsi di gare e appalti. La corruzione nasce qui». Il presidente dell' Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone parla di Consip e di Romeo. E sui politici sotto inchiesta dice: «Si valuti, a prescindere dagli interventi giudiziari, se sono compatibili con ruoli di responsabilità per il Paese».

CANTONE G7CANTONE G7

 

Lei è qui da tre anni. Sempre sulla ribalta. Troppo, dicono i suoi detrattori. Non è pessimista sulla corruzione in Italia. Ma come la mette con Romeo e l' inchiesta Consip?

«Non ho mai detto che il contrasto alla corruzione sarebbe stata una passeggiata e non ho neppure lontanamente pensato che potessero bastare tre anni di Anac per invertire il trend. Abbiamo avviato un percorso, che è ancora lungo, tortuoso, irto di ostacoli. Vicende come quelle di Consip non saranno certo le ultime che emergeranno in questo Paese. La corruzione è tutt' altro che vincibile domani o dopodomani».

 

Decine di politici nelle carte giudiziarie su Consip. Dopo averle lette lei vede ancora positivo?

«Resto ottimista e mi attengo ai fatti. C' è un' indagine molto seria tra Napoli e Roma che ha fatto emergere allo stato un unico, seppur grave, episodio di corruzione che potrebbe lasciar intravedere altro. Per parlare di sistema c' è bisogno di attendere gli sviluppi giudiziari».

 

Non sta sminuendo troppo?

MARRONI CANTONEMARRONI CANTONE

«Assolutamente no, sono abituato a ragionare da magistrato e a pensare che i fatti sono quelli accertati giudiziariamente, mentre le ricostruzioni sono utili sul piano sociologico ».

 

Da quegli atti non emerge un sistema in cui corrono in parallelo appalti e politica?

«Il vero problema è che una parte della politica continua a occuparsi di appalti e gare pubbliche. Se questo non ci fosse tutto sommato avremmo una corruzione fisiologica».

 

Avremmo pure imprenditori che cercano sempre di corrompere...

«Contesto assolutamente quest' affermazione. Se fosse davvero così dovremmo rinunciare a qualsiasi possibilità di scardinare la corruzione. Il punto vero è garantire agli imprenditori onesti ed estranei alla politica la possibilità di accedere agli appalti importanti, quelli che contano».

Italo Bocchino Italo Bocchino

 

Guardi Bocchino, un ex politico usato da Romeo che arriva a lamentarsi degli appalti troppo concentrati nella Consip perché le chance di dividere la torta si riducono.

«Questa storia evidenzia un' enorme ipocrisia. I grandi imprenditori hanno bisogno di utilizzare meccanismi lobbistici per promuovere la loro attività. Ma la parola lobby in Italia è sempre stata intesa in senso negativo perché non si è mai avuto il coraggio di affrontarla e regolarla».

 

Bocchino vuole arrivare a lei e ottenere la sua benevolenza.

«Sui giornali ho letto cose fantasiose, per esempio che mi avrebbe cercato Fini, falso perché per telefono non ci ho mai parlato, né l' ho mai incontrato tranne in un' occasione pubblica in cui ci siamo appena salutati».

 

La lettura delle intercettazioni di Bocchino però è chiara

«Quello poteva essere il loro intendimento, ma non ci sono riusciti. Su questo sfido chiunque a dimostrare che il tentativo di avvicinamento a me sia anche solo iniziato».

 

Alfredo Romeo 3Alfredo Romeo 3

Il sindaco di Napoli De Magistris dice di aver tolto a Romeo la gestione del patrimonio. Perché Consip non lo ha fatto?

«Romeo ha partecipato e vinto gli appalti, in molti casi oggetto di ricorsi al Tar che li ha confermati. Romeo è stato assolto con formula piena nel caso Global Service. Se non ci sono condanne, un soggetto non può essere escluso. Il singolo può decidere di non frequentare un imprenditore chiacchierato, e l' uomo delle istituzioni fa bene a non farlo, ma sul piano formale il soggetto assolto è definitivamente riabilitato».

 

Pure lei ha notato anomalie nelle gare Consip di Romeo. Perché non le ha fermate?

«Le abbiamo evidenziate anche pubblicamente, ma si trattava di rischi che di per sé non erano tali da far pensare alla corruzione ».

 

È giusto che l' ad di Consip Marroni resti al suo posto?

«I magistrati lo considerano fino a oggi un testimone attendibile. E chi collabora con la giustizia in modo corretto e leale fa il suo dovere; non spettano a me valutazioni diverse, di opportunità connesse anche alla serenità di svolgere un ruolo tanto difficile; è compito del ministro dell' Economia e dello stesso Marroni ».

 

angelino alfano saluta luigi marroni della consipangelino alfano saluta luigi marroni della consip

Ha parlato con lui?

«Anac ha fatto accertamenti su molte gare di Consip. Ora Marroni ci ha chiesto alcuni pareri. Risponderemo analizzando le questioni giuridiche, ma non ci sostituiremo certo alle valutazioni che spettano a Consip».

 

E Lotti? Dovrebbe farsi da parte come Renzi aveva chiesto per Idem e Cancellieri?

«Su questo non ho nulla da dire perché sono in ballo valutazioni politiche da cui è necessario che mi tenga lontano. In generale, come ho detto tante volte, non basta un avviso di garanzia per imporre il passo indietro, ma la politica deve valutare se i fatti, a prescindere perfino da interventi giudiziari, siano più o meno compatibili con ruoli di responsabilità per il Paese».

 

tiziano renzi luca lottitiziano renzi luca lotti

Renzi ha puntato molto su di lei. Ora che il padre è indagato e Lotti pure, vede ricaschi negativi?

«Renzi, da premier, non ha in nessun modo interferito nella mia attività. Personalmente credo sia giusto aver rispetto per una persona che sta vivendo un momento difficile. Le valutazioni complessive sulla vicenda potranno essere fatte quando si diraderà la cortina fumogena delle chiacchiere e i fatti saranno portati all' attenzione dei giudici».

 

Lei è napoletano come Romeo. Come si comportava con lei?

«Non ho avuto alcun rapporto con lui che non fosse puramente formale e l' ho conosciuto quando la sede dell' Avcp passò all' Anac e avemmo l' esigenza di rescindere il contratto».

 

Possibile? Per anni a Napoli senza conoscerlo?

«Ho saputo dell' esistenza di Romeo solo quando è stato arrestato per la vicenda Global Service e ho visto la sua foto per la prima volta sui giornali».

renzi cantonerenzi cantone

 

A leggere le carte dell' inchiesta risulta evidente il suo tentativo di avvicinarla. Il convegno del Cresme, la consulenza a suo fratello Bruno, le telefonate di Bocchino con Fini. Lei cosa ha fatto?

«Da quando sono magistrato sono attentissimo alle frequentazioni, non vado a feste, pranzi o cene con nessuno. I rapporti istituzionali sono sempre pubblici o passano per l' Anac. Al convengo del Cresme sono andato e ci tornerei perché si discuteva di un tema di grande interesse per l' Anac, c' erano relatori importanti, mi sono trattenuto per il mio intervento e sono andato via. Credo sia doveroso per una persona che ha la mia carica esprimere la propria opinione non certo in conventicole private ma in convegni pubblici. Quanto alla vicenda di mio fratello, Bruno ha avuto un incarico professionale per pochi mesi per aver conosciuto Romeo per via della vicinanza dei rispettivi studi, ma non si è mai occupato di vicende che neanche lontanamente interferivano con Anac. E io ne ho avuto notizia solo quando ne hanno parlato i giornali».

CARLA RAINERI CARLA RAINERI

 

Una sua "nemica", Carla Raineri, ci vede un conflitto di interesse.

«Non considero la dottoressa Raineri una mia "nemica". A titolo personale non ho fatto nulla contro di lei. Il consiglio dell' Anac ha espresso un parere sulle modalità della nomina a capo di gabinetto che la dottoressa avrebbe ben potuto contestare in via giudiziaria o amministrative. Quelle sul conflitto di interesse sono insinuazioni prive di ogni fondamento e sull' incarico sia io che mio fratello, come fanno le persone per bene, abbiamo riferito tutto quello che c' era da dire all' autorità giudiziaria di Napoli».

 

Quanti Romeo ci sono in giro che cercano di circuire Cantone?

«Credo ce ne siano tanti, ma io sono tranquillo, e sono sicuro che gli eventuali tentativi non vanno da nessuna parte».

gianfranco fini gianfranco fini

 

Sarà la Procura nazionale anticorruzione il suo prossimo incarico?

«Non credo che una simile struttura sia necessaria. E al mio prossimo incarico in magistratura penserò a partire dalla fine del 2019 quando si avvicinerà l' aprile 2020, mese in cui scade il mio mandato non rinnovabile all' Anac».

 

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