COSE DELL’ALTRO UMUNNA - “L’OBAMA INGLESE” SI RITIRA DALLA CORSA PER LA LEADERSHIP DEL LABOUR: “TROPPE PRESSIONI” - MA SI VOCIFERA DI UN ARTICOLONE-SCOOP DI ALCUNI TABLOID SUL SUO VERO ORIENTAMENTO SESSUALE…

Gaia Cesare per “il Giornale”

 

CHUKA UMUNNA CHUKA UMUNNA

Nemmeno nei sogni più lieti David Cameron avrebbe potuto immaginare un inizio di secondo mandato più roseo. La stretta di mano con la leader dei nazionalisti scozzesi Nicola Sturgeon, da cui il premier britannico è volato per la prima volta ieri a Edimburgo, è la fotografia politica di quel che sta accadendo al leader conservatore dopo il voto del 7 maggio: contro di lui una sola opposizione, quella degli indipendentisti di Scozia. Attorno, praticamente il vuoto.

 

Tre partiti da ricostruire, a caccia di una leadership forte, persi in lotte interne e impegnati a risolvere fastidiosi incidenti di percorso. In un colpo solo, gli avversari già a pezzi dopo l'esito elettorale, sembrano annientati. Il Labour perde il cavallo di razza scelto per affrontare il dopo-Miliband, l'Ukip mette in discussione il ruolo di «re» Farage e si spacca in una guerra per bande e i LibDem risultano al momento non-pervenuti, ancora in attesa di riprendersi dallo shock elettorale.

CHUKA UMUNNA  CHUKA UMUNNA

 

Ecco cosa accade a Londra a otto giorni dalle elezioni in cui i Conservatori hanno strappato, a sorpresa, la maggioranza assoluta. Mentre il primo ministro discuteva in Scozia della devolution - garantendo a Edimburgo maggiore autonomia fiscale e sul welfare ma chiudendo la porta a un secondo referendum sull'indipendenza - nel Partito laburista si consumava uno psicodramma politico e umano.

 

Chuka Umunna, 36 anni, origini nigeriane e l'appellativo di «Obama britannico», ha gettato la spugna a sorpresa, cinque giorni dopo essersi candidato alla successione di Ed Miliband per traghettare il Labour fuori dal pantano. La ragione? «Ho provato il livello di pressione che deriva dall'essere candidato alla leadership, non è stato piacevole» spiega lui, mentre gli amici riferiscono dell'escalation di «intrusioni giornalistiche» su Umunna e la sua famiglia dopo la candidatura.

 

CHUKA UMUNNA CHUKA UMUNNA

Il sospetto è che contro il favorito fosse pronto un servizio scandalistico dei tabloid - quasi tutti (tranne il Mirror) nemici del Labour - pronti ad azzannare il nuovo uomo di punta della sinistra inglese. Alcune fonti riferiscono di giornalisti che avrebbero bussato alla porta della bisnonna di 102 anni della fidanzata, un pressing che il candidato laburista proprio non avrebbe digerito.

 

Ma altri sospettano che gli squali dei tabloid stiano scavando nella vita sessuale di Umunna per metterne in discussione l'orientamento sessuale dopo che il giovane ha esibito, a candidatura appena annunciata, la sua fiamma bionda Alice Sullivan, avvocato, destando qualche sospetto sullo sfoggio a orologeria. «Siamo abituati a trattare con storie stupide che non hanno alcun fondamento di verità - ha spiegato ieri un amico di Umunna, che ha parlato dietro anonimato -. Ma non c'è nulla che ti prepari davvero a questa cosa, quando accade».

 

Per i blairiani, che nell'Obama britannico vedevano le proprie chance di riscossa, è l'ennesimo schiaffo dopo il flop di Miliband, da sempre mal digerito dall'ala più centrista del partito. Tanto più che ora in corsa restano solo nomi della vecchia guardia, a partire da Yvette Cooper, ministro ombra dell'Interno, passando per Andy Burnham, ministro ombra della Sanità, fino a Mary Creagh, responsabile per lo Sviluppo internazionale. Il Labour non fa in tempo a leccarsi le ferite per la batosta elettorale che già esplode un altro caso.

CHUKA UMUNNA ICE BUCKET CHALLENGECHUKA UMUNNA ICE BUCKET CHALLENGE

 

E i Tory gongolano. Perché intanto, anche nell'Ukip che ha fatto tremare i Conservatori prima del voto ma ha poi portato a casa un solo deputato, sembra arrivata la resa dei conti. Il partito è diviso in due anime, lacerato da una guerra tra i fan di Farage e quelli dell'unico parlamentare eletto, Douglas Carswell.

 

Una fronda interna mette in discussione la leadership di Farage, dipinto sul Times dall'eurodeputato e responsabile economico del partito Patrick O'Flynn (che poi ha fatto marcia indietro) come un «iracondo, permaloso e aggressivo», parziale artefice della trasformazione del partito in una «monarchia assoluta» con il «culto della personalità».

 

CHUKA UMUNNACHUKA UMUNNA

In molti - tra cui il miliardario Stuart Wheeler, fra i maggiori finanziatori dell'Ukip - chiedono che Farage si dimetta e si apra una democratica partita per la leadership. Invece l'ex broker della City alza la posta e intima alle sue truppe: seguitemi o andatevene. Farage è addirittura convinto che per il bene del partito dovrà diventare un leader più «autocratico». Quanto basta per rendere la prima settimana del Cameron-bis la più lieta che i Tory ricordino.

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