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A CINECITTA’ SI GIRANO SOLO LEGAL THRILLER! PER IL CASO TAX CREDIT INDAGATA PER TRUFFA L'AD MANUELA CACCIAMANI, CARA ALLE MELONI SISTERS E A LUNGO PARTNER DI FRANCESCO RUTELLI IN "VIDEOCITTA'" - L’ACCUSA, IN UN FILONE DELL’INDAGINE SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI A FILM E SERIE TV, RIGUARDA IL PERIODO IN CUI CACCIAMANI ERA AL VERTICE DELLA CASA DI PRODUZIONE “ONE MORE PICTURES”, DA LEI FONDATA E DIRETTA FINO AL 2024 – IL CONNUBIO CHE HA “PARTORITO” IL FILM 'ALBATROSS', REGIA DI GIULIO BASE, DIRETTORE DEL 'TORINO FILM FESTIVAL' (CELEBRATO IN UN’ANTEPRIMA CON ARIANNA MELONI, LA RUSSA E GIULI), LA SORELLA, MARIA GRAZIA CACCIAMANI CHE LAVORA NELLO STAFF DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO FRANCESCO ROCCA E GLI ACCERTAMENTI DELLA FINANZA SUI FILM PRODOTTI DA FREMANTLE E "THE APARTMENT" ("M - IL FIGLIO DEL SECOLO" E "QUEER")…

Giuseppe Scarpa, Giovanna Vitale per repubblica.it

 

manuela cacciamani

Era nell’aria già da mesi: una possibilità messa in conto, l’iscrizione nel registro degli indagati, dopo le incursioni della Guardia di Finanza e l’inchiesta aperta dalla procura di Roma.

 

Ma nessuno immaginava potesse coinvolgere l’attuale catena di comando di Cinecittà. E invece. Il caso tax credit ha scalato tutti i gradini degli Studios fino a raggiungere Manuela Cacciamani, l’amministratrice delegata imposta dal centrodestra.

 

La manager, scelta nell’estate di due anni fa alla guida della società controllata dal Tesoro su impulso di Fratelli d’Italia — con il sostegno decisivo di Arianna Meloni, sorella della premier — è indagata per truffa in un filone dell’indagine sui finanziamenti pubblici a film e serie tv.

 

L’accusa riguarda il periodo in cui era al vertice della casa di produzione One More Pictures, da lei fondata e diretta fino a poche settimane prima della nomina a Cinecittà.

 

giorgia meloni manuela cacciamani

Il fascicolo nasce all’interno dell’inchiesta sui crediti d’imposta, il sistema di sgravi fiscali che consente alle produzioni cinematografiche di recuperare una quota consistente delle spese sostenute in Italia.

 

Un meccanismo studiato per offrire un sostegno decisivo al settore, ma di recente finito sotto la lente dei magistrati per il sospetto che, in alcuni casi, i benefici fiscali possano essere stati ottenuti attraverso costi gonfiati o rendicontazioni irregolari.

 

A coordinare gli accertamenti è la pm Eliana Dolce, con la supervisione degli aggiunti Giuseppe Cascini e Stefano Pesci. I quali ad agosto avevano inviato il Nucleo di polizia valutaria delle Fiamme Gialle ad acquisire una serie di documenti relativi ai finanziamenti e agli incentivi pubblici ricevuti da alcune produzioni riconducibili alla One More Pictures. Azienda che negli ultimi anni è risultata parecchio attiva, spesso in coproduzione con RaiCinema.

 

Un connubio che l’estate scorsa ha “partorito” il film Albatross, regia di Giulio Base, direttore del Torino Film Festival, sulla vita del giornalista Almerigo Grilz, controversa figura mitizzata dalla destra post-missina, celebrato con un’anteprima partecipata da tutto lo stato maggiore di FdI: Arianna Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

MANUELA CACCIAMANI - FOTO LAPRESSE

 

È proprio su alcune di queste operazioni che si concentrano ora gli approfondimenti degli investigatori. In grado di provocare un terremoto anche sul piano politico. Il rapporto dell’ad di Cinecittà con Fratelli d’Italia è infatti strettissimo.

 

La sorella, Maria Grazia Cacciamani, è stata candidata con il partito di Giorgia Meloni alle elezioni del 2018 e oggi lavora nello staff del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. La stessa manager conosce la presidente del Consiglio da molti anni: il primo contatto risale all’epoca in cui lei era ministra della Gioventù e l’altra collaborava con la società Direct 2 Brains alla realizzazione di uno spot per la sua campagna elettorale.

 

Donna di grandi relazioni, Cacciamani è però riuscita a costruirsi nel tempo un profilo trasversale. Ha collaborato a lungo con Francesco Rutelli, quando l’ex vicepremier guidava l’Anica. Anche se è l’approdo a Cinecittà a consacrarla nel mondo dell’audiovisivo. Perciò l’inchiesta giudiziaria rappresenta un macigno. Tanto più alla luce dei veleni e delle tensioni che attraversano da mesi il ministero della Cultura, scosso dalle verifiche sul tax credit.

Manuela Cacciamani

 

Ieri il Pef della Finanza è tornato negli uffici di Cinecittà per acquisire documentazione su altre produzioni che hanno beneficiato degli incentivi fiscali. In questo caso al centro degli accertamenti ci sono due opere prodotte dalla società The Apartment, controllata dal gruppo Fremantle: M — Il figlio del secolo e Queer.

 

Anche qui il sospetto degli investigatori è lo stesso, verificare se i crediti d’imposta siano stati richiesti e ottenuti correttamente, oppure se le produzioni abbiano dichiarato costi superiori a quelli effettivamente sostenuti. I fascicoli sono seguiti dalla stessa pm e potrebbero confluire in un’unica maxi-inchiesta. 

 

MANUELA CACCIAMANI - ALESSANDRO GIULI - FOTO LAPRESSE LUCIA BORGONZONI MANUELA CACCIAMANI - FOTO LAPRESSEmanuela cacciamani report manuela cacciamaniManuela Cacciamanilucia borgonzoni manuela cacciamani federico mollicone (2)manuela cacciamanigianmarco mazzi lucia borgonzoni manuela cacciamanimanuela cacciamani lucia borgonzonigiorgia meloni manuela cacciamani antonio sacconimanuela cacciamani (2)manuela cacciamani (4)MANUELA CACCIAMANI AD ATREJU - FOTO LAPRESSE manuela cacciamanilucia borgonzoni manuela cacciamani (4)MANUELA CACCIAMANI - FRANCESCO RUTELLIMANUELA CACCIAMANI - ALESSANDRO GIULI - FOTO LAPRESSE

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