draghi salvini 1

COME DAGO-RIVELATO, DRAGHI NON HA INTENZIONE DI DARE PESO ALLE INTEMERATE DI SALVINI. ANZI, IL PREMIER DOPO LE AMMINISTRATIVE VUOLE METTERE IL TURBO AL GOVERNO: DUE CDM A SETTIMANA. SUL TAVOLO NON SOLO IL DDL FISCALE, MA ANCHE IL TEMUTISSIMO (DAI PARTITI) PROVVEDIMENTO SULLA CONCORRENZA - DOMANI, AL MASSIMO SABATO “MARIOPIO” INCONTRERÀ IL CAPITONE, MA LA CRISI SULLA DELEGA FISCALE È RIENTRATA

 

MARIO DRAGHI

DRAGHISPIA - NEMMENO IL TEMPO DI METABOLIZZARE IL BOMBASTICO VOTO DELLE AMMINISTRATIVE, UN GONGOLANTE DRAGHI HA DECISO CHE È GIUNTA L’ORA DI METTERE IL TURBO AL GOVERNO: DUE CDM ALLA SETTIMANA. SUL TAVOLO, IL DDL FISCALE, IL DDL CONCORRENZA, QUINDI RIMETTERE LE MANI SULLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI. IL PREMIER STA LAVORANDO A UN DECRETO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO (L’HA PROMESSO AI SINDACATI). VUOLE FARE TUTTO E SUBITO, APPROFITTANDO DELLO SBALLOTTAGGIO DEI PARTITI - DOPO IL 18, VUOLE METTERE MANO ALLE NOMINE DEI TGRAI

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/draghispia-nemmeno-tempo-metabolizzare-bombastico-voto-285021.htm

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

1 - IL PREMIER LO INCONTRERÀ MA ACCELERA: OGNI SETTIMANA DUE CONSIGLI DEI MINISTRI

Marco Galluzzo per il "Corriere della Sera"

 

Mario Draghi e Matteo Salvini non si sono ancora parlati. Ma hanno deciso di farlo. Gli staff hanno già preso contatti. Si vedranno domani, o forse sabato, ma non per sancire una pace, quella è già stata acquisita, piuttosto per discutere delle prossime scadenze del governo.

 

MARIO DRAGHI AL SUMMIT DI BRDO

Il leader della Lega ha apprezzato non solo le rassicurazioni del presidente del Consiglio a margine del summit europeo, nel castello di Brdo, in Slovenia, quel rimarcare che nella delega fiscale non esiste alcuna patrimoniale o tassa aggiuntiva, ma anche alcune decisioni che sono imminenti e che lasciano più che soddisfatto l'ex ministro dell'Interno.

 

Per alcuni saranno lette come concessioni che il premier ha deciso per rabbonire Salvini, e ovviamente a Palazzo Chigi smentiscono: non leggono l'azione di governo come strumento di composizione del conflitto politico.

salvini papeete

 

Eppure dal provvedimento sulla concorrenza, che toccherà interessi consolidati dei partiti e dei loro apparati di interesse, un testo di riforma che Draghi ha promesso di portare in Consiglio dei ministri prima della fine del mese, sembra sia sparito l'argomento concessioni balneari: l'Europa ci ha messo in mora da anni, il premier ha deciso che ci sono argomenti più urgenti e importanti, a cominciare dalle partecipate locali e dalle loro regole.

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Il leader della Lega aveva sparato a zero qualche settimana fa alla sola ipotesi che le concessioni degli stabilimenti balneari fossero riviste: che la bozza del provvedimento non contenga l'argomento è una dato da registrare.

 

Sia all'andata che al ritorno da Lubiana, nell'aereo che lo porta al vertice europeo, questi argomenti rimbalzano in modo disteso: si discute di un'agenda fittissima di qui a fine anno, di contenuti ad alta caratura politica, di un metodo di lavoro, quello impresso da Draghi alla macchina dell'esecutivo, che si conferma per accelerazione.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Almeno due Consigli dei ministri a settimana, ha deciso il premier, sino al 31 dicembre, non si può rallentare, semmai andare ancora più di corsa. Ci sono più di 50 adempimenti da varare o coordinare per l'attuazione del Pnrr, e poi la legge di Bilancio, quella della concorrenza, un capitolo, quello della pandemia, che si è ridotto, ma non azzerato.

 

Correre dunque, anche a scapito di qualche corto circuito come quello sulla delega fiscale: è vero che la Lega si è trovata con soli 20 minuti per leggere la bozza della delega, ma è anche vero che il premier aveva un impegno europeo e che ha deciso, ma non da ora, che se i documenti circolano fuori da Palazzo Chigi (per «fuori» si intende anche presso i ministeri) aumenta il rischio di una fuga di notizie. Infinitamente dannose, a suo giudizio, e per il buon governo e per la celerità della sua azione.

 

MARIO DRAGHI AL SUMMIT DI BRDO

Un'azione che oggi avrà un altro tassello significativo nelle decisioni del Consiglio dei ministri, il secondo della settimana, sulle capienze di locali pubblici e discoteche. Il Comitato tecnico scientifico ha dato il suo parere, Draghi ha deciso che è arrivato il momento di fare passi in avanti anche su questo tema, che da mesi è uno dei cavalli di battaglia di Salvini.

 

È certamente solo una coincidenza, ma per chi segue da vicino il lavoro del premier è anche la conferma che prima o poi gli interessi dell'esecutivo e quelli della Lega possono coincidere. Del resto il voto amministrativo - soprattutto nella grandi città - sembra aver confermato che gli italiani apprezzano più il taglio pragmatico e sin qui efficace del governo piuttosto che una continua propaganda politica capace di imporsi nel dibattito mediatico, ma senza conseguenze sul piano pratico.

 

mario draghi angela merkel

Oltre a vedere la Merkel, a presiedere il Consiglio dei ministri, oggi Mario Draghi avrà anche una cabina di regia necessaria per definire i finanziamenti ad alcuni progetti contenuti nel Pnrr: i primi miliardi di euro, già arrivati da Bruxelles, destinati a scuole, hub universitari, ricerca. Se la Lega può chiamarsi fuori da tutto questo, la risposta del premier, non ufficiale, è assolutamente negativa.

 

2 - DRAGHI ALL'ATTACCO

Ilario Lombardo per "La Stampa"

 

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI LEGGONO DAGOSPIA

La conferenza stampa viene improvvisata in un corridoio dell'hotel di Brdo, Slovenia. Mario Draghi dà ordine di trovare una soluzione dopo aver visto i giornalisti ammassati in una stanzetta, impossibilitati a mantenere la distanza di un metro, un metro e mezzo, l'uno dall'altro.

 

Il premier parte dalle intemperanze di Matteo Salvini: «Il governo va avanti - scandisce - Non possiamo seguire il calendario elettorale». Ha già aspettato il voto delle città, come gli aveva chiesto il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, non lo rifarà per i ballottaggi di Torino e Roma solo perché il tonfo del Carroccio è stato violento.

 

MATTEO SALVINI AL PAPEETE

«Dobbiamo seguire il calendario negoziato con la Commissione Ue per il Pnrr (il piano di salvataggio economico concordato con l'Europa, ndr) e con tutte leriforme da realizzare». Draghi non nega che sia difficile continuare a lavorare sotto le picconate di Salvini ma esclude una crisi di governo. La vivrebbe come uno stop dalle conseguenze potenzialmente disastrose.

 

«Avevo detto che avrebbe spiegato Salvini, oggi ha detto che non è in discussione». Si va avanti, si vedranno e si spiegheranno ancora una volta come poter convivere. Intanto, però, Il capo del governo è obbligato a contenere lo straripare del leghista, smentendolo: «La riforma del catasto non è una patrimoniale, il governo non aumenterà le tasse né toccherà le case degli italiani».

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

 

Ed entrando più nel dettaglio: «Perché nascondersi dietro l'opacità, perché calcolare le tasse sulla base di numeri che non hanno senso? Non è meglio essere trasparenti? Poi la decisione se far pagare o meno è una decisione diversa. Una è una operazione trasparenza, l'altra è una decisione di politica fiscale».

 

Una decisione che rinvia a chi siederà al suo posto tra cinque anni. Per Draghi l'orizzonte è e deve restare il governo di unità nazionale. Al di là dei capricci elettorali di Salvini e delle manie di protagonismo che costringono il premier a motivare le scelte del governo, e a smentire il leghista.

 

MATTEO SALVINI

Perché è la formula in base alla quale ha accettato di ricevere dal capo dello Stato l'incarico da presidente del Consiglio ed è quella che, a suo avviso, mette a riparo il cammino delle riforme dagli umori della politica. In un vertice nel castello di Brdo, non distante da Lubiana, si discute di Balcani e di difesa comune europea. Draghi viene informato delle dichiarazioni di Matteo Salvini mentre è riunito con i colleghi e fuori la pioggia batte con insistenza biblica.

 

Il leader della Lega lo sfida. Lo aveva fatto già la sera prima, avvertendolo di «cambiare metodo», dopo aver ritirato i ministri dal Cdm. Lo rifà poche ore dopo con una scenetta davanti alla Camera: di fronte alle telecamere legge il testo della delega fiscale approvata martedì, e definisce il passaggio sul riordino dei valori catastali «una patrimoniale nascosta».

 

matteo salvini giorgia meloni

Poi minaccia: «Va cancellata subito». Nelle stesse ore, a Palazzo Chigi, i tecnici in quota Lega sono costretti a spiegare ai colleghi di non poter assumere alcuna decisione sul testo della riforma della concorrenza.

 

Non fino a quando Salvini non avrà ritrovato pace con il capo del governo. La drammatizzazione non sembra però preludere a una nuova crisi del Papeete. Nell'aria c'è altro e lo confermano le ricostruzioni di varie fonti interne al governo. Draghi ha avuto modo di confrontarsi con Giorgetti e di capire che con i suoi avvertimenti Salvini «può solo girare a vuoto».

matteo salvini e giancarlo giorgetti 8

 

Il banchiere non capisce davvero «quale sia il senso di impuntarsi su una delega generica per sostenere che stiamo alzando le tasse» cosa che «non è vera, tra l'altro». Il premier è irritato, certo, ma non vuole alimentare uno scontro. Non vuole, soprattutto, che anche il Pd ne approfitti per scatenare una resa dei conti con l'obiettivo di spingere fuori dal governo Salvini. Il governissimo va preservato con questa maggioranza.

MIRKOLINO DJ E SALVINI

 

E, in questo senso, le parole del leader della Lega, che ha detto di non voler abbandonare l'esecutivo, lo tranquillizzano. E così Draghi si prende il tempo per articolare una risposta che suoni definitiva e eviti il prolungarsi del botta e risposta. Sentirà il leghista e lo vedrà di persona, forse all'inizio della prossima settimana.

 

Il premier ha bisogno anche di rassicurare gli italiani disorientati dalle affermazioni di Salvini sulle tasse. Deve chiarire in maniera inequivocabile che non aumenteranno e che la casa non verrà toccata, come continua a dire il capo del Carroccio. Solo così, ne è convinto il premier, riuscirà a smontare la strategia di Salvini e a sgonfiarne gli effetti sull'opinione pubblica.

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