mario draghi

DRAGHISPIA - NEMMENO IL TEMPO DI METABOLIZZARE IL BOMBASTICO VOTO DELLE AMMINISTRATIVE, UN GONGOLANTE DRAGHI HA DECISO CHE È GIUNTA L’ORA DI METTERE IL TURBO AL GOVERNO: DUE CDM ALLA SETTIMANA. SUL TAVOLO, IL DDL FISCALE, IL DDL CONCORRENZA, QUINDI RIMETTERE LE MANI SULLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI. IL PREMIER STA LAVORANDO A UN DECRETO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO (L’HA PROMESSO AI SINDACATI). VUOLE FARE TUTTO E SUBITO, APPROFITTANDO DELLO SBALLOTTAGGIO DEI PARTITI - DOPO IL 18, VUOLE METTERE MANO ALLE NOMINE DEI TGRAI

1 - DAGONOTA

mario draghi

Nemmeno il tempo di metabolizzare il bombastico voto delle Amministrative, un gongolante Draghi ha deciso che è giunta l’ora di mettere il turbo al governo: due Cdm alla settimana.

 

In agenda il ddl concorrenza (energia, porti, rifiuti e sanità, solo per citarne alcuni), il ddl fiscale, quindi rimettere le mani sulle concessioni autostradali soprattutto dopo l’esperienza disastrosa (rispetto alla bozza di Giovannini) del ddl trasporti.

 

enrico giovannini mario draghi

Infine il premier sta lavorando a un decreto sulla sicurezza sul lavoro, cosa a cui tiene personalmente tant’è che l’ha promesso ai sindacati. Vuole fare tutto e subito approfittando dello sballottaggio dei partiti. Dopo il 18 ottobre, vuole mettere mano alle nomine dei TgRai.

 

2 - IL SEGNALE DEL PREMIER: OGGI LA RIFORMA DEL FISCO

Marco Iasevoli per “Avvenire”

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

In altri tempi il premier in carica avrebbe atteso che ai capipartito passasse la sbornia da vittoria o il capogiro da sconfitta. Mario Draghi ha voluto segnare la differenza: pochi minuti dopo la chiusure delle urne, Palazzo Chigi ha fatto sapere che oggi non solo si terrà la cabina sulla delega fiscale, ma la riforma sbarcherà in Consiglio dei ministri per il varo.

 

sergio mattarella e mario draghi

Chi conosce il premier, sa che ha masticato amaro per la necessità di rinviare alcuni dossier che nel cronoprogramma andavano chiusi a fine settembre. Alla fine Draghi ha compreso le ragioni della campagna elettorale. Ma non così a fondo da lasciare alla politica altri giorni di decantazione. Bisogna correre e bisogna farlo a maggior ragione se la complessa partita del Quirinale, a metà gennaio, lo chiamerà in causa, volente o nolente, da co-protagonista.

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

A maggior ragione, insomma, entro fine anno bisogna lasciare i 'compiti fatti'. C'è una lista di investimenti e riforme promesse all'Europa per il 2021 ed entro il 31 dicembre va 'consegnata'. Questa la linea dettata e oggi quindi si riparte con una brusca accelerazione. Non solo la riforma fiscale dovrebbe finire oggi in Cdm, ma ci dovrebbe finire con tutti i capitoli più spinosi e controversi: l'Irpef, l'Irap, la revisione dei regimi catastali, la lotta all'evasione e - novità dell'ultimo secondo - i ritocchi delle aliquote Iva.

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

Nessuno dimentica che Draghi è firmatario, da presidente della Bce, di numerose lettere e raccomandazioni all'Italia perché provvedesse a riequilibrare il fisco dal lavoro alle rendite. La promessa fatta dal premier anche recentemente è di non aumentare l'imposizione ma di procedere comunque a correggere le distorsioni.

 

Anche sulla lotta all'evasione si annunciano interventi per rendere più agevoli i controlli e gli incrociati delle banche-dati da parte delle Entrate, un'attività che a volte si ferma di fronte ad alcuni aspetti legati alla privacy. Alla legge delega poi dovrebbe seguire, la settimana prossima, la legge sulla concorrenza, anch' essa 'vittima' di una campagna elettorale che non poteva reggere troppe tensioni.

 

matteo salvini giorgia meloni

L'accelerazione fa intendere che Draghi reputa tutto sommato favorevole al governo l'esito del voto. Il premier non si lancia certo a condividere le analisi di questo o quel leader politico, ma si osserva ad occhio nudo che chi ha ostacolato 'meno' l'esecutivo ha avuto un riscontro nelle urne, chi ha posto più problemi sull'azione economico-sanitario non ne ha tratto giovamento. In fondo ne escono bene il Pd, ma anche Forza Italia e in alcune città Italia Viva, insomma il motore 'draghiano' della maggioranza.

 

giorgia meloni enrico letta foto di bacco (2)

Non vuol dire che da oggi la Lega deporrà le armi in Parlamento, e infatti il primo rilancio di Salvini è contro «aumenti delle tasse che gli italiani non meritano». Però la vicenda interna al Carroccio certamente spunta le armi del leader e fa diventare più imponente la voce dei governisti. In quel curioso gioco dei paradossi che è la politica, però, ora il governo deve guardarsi da altre potenziali e strane alleanze.

 

La sconfitta elettorale dei 5s potrebbe aprire nuove defezioni nei gruppi pentastellati, e Meloni si candida ad accogliere delusi anche guardando ai ballottaggi di Roma e Torino. E la stessa Fdi cerca di smuovere il Pd, vincitore ieri nelle urne, dalla linea della stabilità istituzionale. Meloni chiede a Letta di portare Draghi al Quirinale e sfidarsi alle urne nel nome di un nuovo bipolarismo. Il segretario dem non raccoglie però ricorda a tutti che ora converrebbe a lui andare alle urne anticipate. Draghi ha compreso che di tante partite può avere il controllo, tranne che di quella del Colle, totalmente nelle mani del Parlamento, dei partiti e dei delegati regionali.

 

matteo salvini e giancarlo giorgetti 8

3 - RIFORMA FISCALE, OK CDM SENZA LEGA. RIORDINO CATASTO, DRAGHI: «TASSE NON CAMBIANO». FRANCO: «TAGLIARE CUNEO»

Da www.ilsole24ore.com

 

Dalla revisione dell’Irpef e dell’Ires alla razionalizzazione dell’Iva. È composta da 10 articoli la bozza di delega al governo per la revisione del sistema fiscale, che è stata prima discussa in una riunione della cabina di regia, alla quale hanno partecipato il premier Mario Draghi, il ministro dell’Economia Daniele Franco e i capi delegazione delle forze politiche che sostengono l'esecutivo, e poi approvata dal Consiglio dei ministri, al quale però non hanno partecipato i ministri della Lega.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni

 

Nella delega compare infatti anche un articolo per la modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto di fabbricati, soluzione su cui però il Carroccio è contrario.

 

Draghi: su fisco oggi non è ultima parola, ci vorranno anni

Terminato il Cdm, si è svolta una conferenza stampa del presidente del Consiglio e del responsabile del Tesoro. «Riformulazione del catasto per quello che oggi non è accatastato», ha spiegato il presidente del Consiglio.

 

«Con delega riformulazione Catasto nessuno paga di più o di meno», ha aggiunto. «Si può avere la sensazione che questa sua l’ultima parola sul fisco ma per fortuna o purtroppo il processo non è così semplice, prenderà molti anni».

 

riforma del catasto 9

Sulla riforme del catasto, ha continuato, ci sono due decisioni completamente diverse: «la prima è costruire una base di informazioni adeguata, la seconda è decidere se cambiare le tasse e questa decisione oggi non la abbiamo fatta. Ci vorranno 5 anni”. Insomma, sulle rendite “ci sono accertamenti in questo periodo e solo nel 2026 se ne riparlerà».

 

Più in generale, sulla delega fiscale ci saranno altri momenti di confronto, è stato il messaggio del premier. «La sostanza del Cdm di oggi - ha detto - è stata la discussione e l’approvazione della delega fiscale. Vorrei puntualizzare che la legge è una legge delega e quindi è una legge generale che poi andrà riempita da contenuti con un ulteriore momento di confronto».

 

Franco: riduciamo cuneo, è 5 punti sopra media Ue

daniele franco a cernobbio

Il ministro Franco ha invece posto l’accento sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale. Il governo intende «ridurre il cuneo fiscale sul lavoro che in Italia è relativamente elevato, per un lavoratore di reddito medio è di 5 punti superiore a quello della media europea», ha anticipato. «Larga parte del cuneo è imputabile all’imposta sulle persone fisiche», ha aggiunto.

 

matteo salvini e giancarlo giorgetti 7

Quanto all’Irpef, ha ricordato che il «contenimento dell’evasione è condizione per ridurre le aliquote». Uno degli obiettivi della delega fiscale è il «contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. È un problema non nuovo in Italia», ha aggiunto, spiegando che la differenza tra gettito teorico e gettito effettivo «si stima sia di circa 100 miliardi. Il contenimento è misura necessaria per ridurre le aliquote e avere una distribuzione del carico più favorevole alla crescita economica», ha detto ancora Franco. Insomma, ogni intervento di riduzione fiscale può avvenire solo con coperture certe.

 

riforma del catasto 8

Lega chiede tempo e lascia cabina regia

Ma il dato politico del Consiglio dei ministri di oggi, che si è tenuto a poche ore dalla partita elettorale delle amministrative, è lo “strappo” della Lega, forza politica che sostiene l’attuale esecutivo.

 

Contraria alla riforma del catasto, a cabina di regia in corso ha chiesto tempo per analizzare i contenuti della delega fiscale e ha lasciato la cabina di regia a riunione ancora in corso. In particolare il ministro Massimo Garavaglia che rappresentava il partito al tavolo al posto di Giancarlo Giorgetti, ha lasciato in anticipo la riunione dicendo ai colleghi che la Lega avrebbe approfondito la bozza, che contiene anche la riforma del catasto.

 

matteo salvini

Secondo quanto si è poi appreso da fonti della Lega, il problema non è solo la revisione del catasto, osteggiata fin dall’inizio, ma anche una questione “di metodo”. Non si possono ricevere «le carte» solo all’ultimo, non è «serio» votare “sulla fiducia”, senza avere avuto modo di leggere i testi, ragionano le fonti interpellate. Tra i dubbi sollevati nello specifico sul fisco anche quello delle coperture necessarie per dare attuazione alla riforma dell’Irpef.

 

Il percorso: ok Camere poi 18 mesi per attuare riforma

Una volta che sarà stata approvata dal Parlamento, il Governo avrà 18 mesi per attuare la delega fiscale emanando i decreti attuativi. Gli obiettivi fondamentali sono la crescita dell’economia, attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione; la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, preservandone la progressività, da attuarsi anche attraverso la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei cosiddetti “micro-tributi”, la riduzione dell’evasione.

 

TASSE IRAP CORONAVIRUS

Da fondo per riforma 2 miliardi nel 2022, un miliardo 2023

Alcune soluzioni potrebbero essere adottate in tempi più brevi. Per l’attuazione delle delega fiscale si potranno infatti utilizzare «2 miliardi nel 2022» e «1 miliardo» nel 2023 dal fondo per la riforma fiscale creato con l’ultima manovra.

 

È quanto si legge nella bozza del provvedimento giunto sul tavolo del Consiglio dei ministri. Le risorse del fondo, si precisa, potranno essere integrate con le nuove entrate strutturali derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. L’attuazione della delega non dovrà comunque pesare sui conti pubblici ed eventuali decreti che richiedano fondi andranno varati contestualmente o dopo i provvedimenti che reperiscono le risorse necessarie.

pressione fiscale in rapporto al pil

 

Fisco, bozza: ridurre aliquote medie per favorire lavoro

Ridurre gradualmente le aliquote medie Irpef «anche al fine di incentivare l’offerta di lavoro e partecipazione al mercato del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l’attività imprenditoriale e l’emersione degli imponibili».

 

È uno degli obiettivi indicati nella bozza della legge delega di riforma del fisco. Garantendo la progressività si deve inoltre puntare anche a ridurre gradualmente «le variazioni eccessive delle aliquote marginali».

 

Graduale superamento Irap, garantiti fondi sanità

Attuare un «graduale superamento dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap)» garantendo «in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario». Lo prevede la bozza della delega fiscale sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il superamento dell’Irap completa, si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, e la revisione dell’imposizione sui redditi personali e su quelli d’impresa.

 

Nuovi criteri catasto da 2026, non per calcolo tasse

la truffa dei rimborsi irpef

Il provvedimento delega il Governo ad adottare decreti legislativi finalizzati alla modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e alla revisione del catasto dei fabbricati. In particolare, stando alla bozza del disegno di legge giunta sul tavolo del Governo, le indicazioni per la riforma del catasto sono due.

 

Un aggiornamento del sistema della mappatura catastale - in particolare su immobili non censiti, abusivi, edificabili accatastati come agricoli - e nuovi criteri aggiuntivi per la descrizione degli immobili da utilizzare a partire «dal 1° gennaio 2026». Nel testo si precisa che «i nuovi criteri non» saranno utilizzati «per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali». Ci saranno un aggiornamento periodico di valori e rendite e norme ad hoc per gli immobili storico-artistici.

mario draghi in conferenza stampa 3

 

Riordino deduzioni e detrazioni per più equità

Tra gli obiettivi indicati, sempre in base a quanto prevede la bozza approdata sul tavolo della cabina di regia, il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’Irpef «tenendo conto della loro finalità e dei loro effetti sull'equità e sull'efficienza dell’imposta». Tra le indicazioni rientra anche l'armonizzazione della tassazione del risparmio «tenendo conto dell'obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell'imposta».

 

In delega semplificazione Iva per contrastare evasione

Nella Relazione illustrativa allegata alla bozza di delega fiscale al vaglio del Governo viene messo in evidenza che «un pilastro della riforma fiscale è costituito dagli interventi che si intendono introdurre in tema di Iva e altre imposte indirette».

 

irpef

Per i primi «particolare attenzione sarà posta alle finalità di semplificazione, e razionalizzazione (numero e livelli delle aliquote nonché distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote), di contrasto alla erosione ed evasione e di aumento del grado di efficienza del sistema coerentemente a quanto previsto dalla normativa unionale».

 

Quanto alla tassazione indiretta sulla produzione e sui consumi dei prodotti energetici e dell'energia elettrica, «il sistema sarà revisionato, in coerenza con l'European Green Deal, con l'obiettivo di contribuire alla riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti e alla promozione dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed ecocompatibili».

 

L'accelerazione di Draghi sulle riforme

mario draghi intervista tg1 5

Si delinea pertanto un'accelerazione del governo sulle riforme, un “uno due” a poche ore dal verdetto elettorale delle amministrative.

 

Prima la cabina di regia, poi il consiglio dei ministri per approvare la delega fiscale. Insomma Draghi tira dritto e, dopo la pausa concessa ai partiti per il primo turno elettorale, riaccende il motore della macchina e conferma quanto annunciato la settimana scorsa, ovvero che avrebbe portato il disegno di legge pper la riforma fiscale sul tavolo della riunione a Palazzo Chigi. E così è stato.

 

Una riforma in due tempi

mario draghi alla corte dei conti 7

L’obiettivo dell’esecutivo è non rallentare le riforme che la Commissione ha chiesto all’Italia, e che sono state messe nero su bianco nel Piano di ripresa e resilienza mandato a Bruxelles. Un disegno di legge quello che si avvia a ottenere il via libera dell’esecutivo che delineerà delle strategie, dalla riduzione del cuneo fiscale con un intervento sull’Irpef al riordino delle tax expenditures.

 

Come si scriveva in precedenza, saranno in un secondo momento i decreti attuativi a mettere a terra i principi guida. Per quanto riguarda la riforma del catasto il premier, confermano da Palazzo Chigi, intende procedere con un intervento di tipo statistico, per censire i beni ad oggi non accatastati e avviare una revisione complessiva a invarianza di tassazione.

 

assemblea di confindustria con mario draghi 37

Corte Conti: Irpef non equa, ma poche risorse per riforma

Nell’intervento in audizione sulla Nadef in commissione Bilancio della Camera Enrico Flaccadoro, presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti, ha messo in evidenza che l’Irpef «si caratterizza per eccessiva complessità, per insufficiente equità e per abnormi livelli di evasione». La magistratura contabile ha parlato di «una concentrazione quasi esclusiva» del tributo su lavoro dipendente e pensioni, «compromettendo» l’equità, «molto sbilanciata sui redditi medi».

 

Peraltro, le aspettative di una riduzione del carico fiscale «trovano un evidente limite nelle risorse disponibili, considerato che la Nadef quantifica in 4.357 milioni» il Fondo per il calo delle tasse. «Per un’organica riforma dell’Irpef esiste, dunque, un problema di risorse complessive a disposizione»,ha aggiunto la Corte dei Conti. Infine, un passaggio sulla riforma del catasto. «La Corte dei Conti - ha sottolineato Flaccadoro - ritiene che l’aggiornamento delle rendite catastali, per ovviare alle distorsioni create nel tempo, sia un obiettivo da perseguire nel medio periodo».

 

 

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