‘FAI’ IL BOTTO? - GLI ANARCHICI MINACCIANO LE OLIMPIADI DI LONDRA: “UN’OSTENTAZIONE DI RICCHEZZA” - IL MINISTERO DELLA DIFESA BRITANNICO HA SCHIERATO MISSILI TERRA-ARIA SUI TETTI, AEREI NEI CIELI, NAVI DA GUERRA SUL TAMIGI E 13 MILA UOMINI PER LE STRADE, MA È BASTATO TAGLIARE UN CAVO DELLE FERROVIE PER MANDARE IN TILT LONDRA: “LA LORO TECNICA APPARENTEMENTE ELEMENTARE È IN GRADO DI PRODURRE ENORMI GUAI AL SISTEMA DI PROTEZIONE DEI GIOCHI”…

Andrea Malaguti per "La Stampa"

E se il pericolo arrivasse dall'insurrezionalismo italiano? Dopo avere speso un miliardo per garantire la sicurezza dei Giochi, addestrato tredicimila uomini (cinquemila in più di quelli impiegati in Afghanistan), definito un sistema di missili terra-aria posizionati sui tetti delle case davanti al Villaggio Olimpico, organizzato la presenza di navi da guerra sul Tamigi, preparato la chiusura dello spazio aereo londinese assegnandone il controllo alla Raf per la prima volta dalla Seconda Guerra mondiale, adesso il ministero della Difesa britannico ha paura della «guerra a bassa intensità» promessa dal Fai, la Federazione Anarchica Informale, la cui cellula Olga ha rivendicato il ferimento dell'amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, colpito a Genova il 7 maggio.

«La loro tecnica apparentemente elementare è potenzialmente in grado di produrre enormi guai al sistema di protezione dei Giochi», ha spiegato al «Mail on Sunday» un consulente privato per la sicurezza che collabora con il governo di Sua Maestà.

Il topolino che spaventa l'elefante - corazzatosi per prevenire, contrastare e rispondere alle azioni di Al Qaeda, ma non per arginare la guerriglia di periferia pensata dai ribelli della Federazione - ha dato prova della sua pericolosità laterale già in due occasioni. La prima l'11 aprile. Un'antenna radio della polizia di Dundry Hill è stata messa fuori uso impedendo le comunicazioni per un giorno intero. Scotland Yard ha cercato di non dare pubblicità alla cosa, finché martedì scorso il disagio è diventato timore. É arrivato il secondo colpo. Nella stessa zona. Alla periferia di Bristol.

Il sistema di segnalazione della linea ferroviaria è stato danneggiato. Un gruppo di persone ha divelto le lastre di cemento che proteggono i cavi e ha fatto saltare l'impianto elettrico. I convogli sono rimasti fermi per ore. La rivendicazione da parte del Fai non si è fatta attendere: «Queste azioni sono un modo per mettere in discussione il mito della pace sociale». Il sito del gruppo chiarisce che i nemici sono i governi e le banche. Tutti indistintamente. Gli obiettivi non sono solo persone in carne e ossa ma anche le infrastrutture, le comunicazioni, i trasporti. La linea ferroviaria sabotata a Bristol non è stata scelta a caso. Porta al Business Park, dove c'è la sede di aziende che lavorano con il Ministero della Difesa come la QuinetiQ, la Raytheon e la Thales. «É su quei treni che viaggiano i loro dirigenti».

L'ispettore capo John Pike ha convocato una conferenza stampa: «Troveremo i responsabili di questi attacchi. Invitiamo chiunque sappia qualcosa a contattarci, in cambio garantiamo l'anonimato». Anche i servizi segreti hanno confermato la credibilità delle rivendicazioni. Le preoccupazioni per i Giochi sono figlie di un comunicato diffuso sul sito «325.nostate»

«Nel Regno Unito del controllo a orologeria del lavoro e dell'addomesticamento, noi siamo alcuni degli antipatriottici che considerano le Olimpiadi 2012, con la loro ostentazione di ricchezza, francamente offensive. Non abbiamo inibizioni nel fare ricorso alla guerriglia per danneggiare l'immagine nazionale e paralizzare l'economia in tutti i modi possibili. Perché, per dirla semplicemente, non vogliamo turisti ricchi, vogliamo la guerra civile». Vogliamo la guerra civile. Da portare ovunque. Su obiettivi vitali ma apparentemente secondari. Quindi più difficili da difendere.

Due giorni fa, in Italia, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha spiegato che «l'anarco-insurrezionalismo è un'emergenza prioritaria». Aveva in mente la violenza del comunicato inviato al «Corriere della Sera» con cui la Cellula Olga spiegava l'attentato Adinolfi. «Con piacere abbiamo riempito il caricatore». In Europa i bersagli sono ovunque. Da Atene a Londra. E la domanda è identica per tutti: come si ferma la guerriglia?

 

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