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COME FINIRÀ LA DISFIDA LOMBARDA TRA LA RUSSA E LE MELONI? – AHÒ, LE SORELLINE DELLA GARBATELLA NUN CE VONNO STA’ A METTERCI SOPRA UNA CROCE: NELLA SUA MILANO, NON SI MUOVE FOGLIA CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO NON VOGLIA – SUI CANDIDATI AL COMUNE E ALLA REGIONE SARÀ ANCORA ‘GNAZIO-STRAZIO A DARE LE CARTE: MAURIZIO LUPI A PALAZZO MARINO E GIOVANNI BOZZETTI (FONDAZIONE FIERA MILANO) AL PIRELLONE – MA LE SORELLINE MELONI, COTONATE D’ONNIPOTENZA, TIRANO FUORI FIDANZA, PRANDINI, TATARELLA E RISCHIANO DAVVERO DI SBATTERE DI BRUTTO…

Articolo di Francesca Del Vecchio e Francesco Moscatelli per “La Stampa” - Estratti

 

giorgia meloni e ignazio la russa alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse

Ignazio La Russa accelera. Giorgia e Arianna Meloni frenano. La partita per Milano e la Lombardia sta diventando uno dei dossier più delicati dentro Fratelli d’Italia.

 

Da una parte il presidente del Senato, convinto che candidature e alleanze vadano definite in fretta e che nella sua Milano vuole ancora “dare le carte”.

 

Dall’altra le sorelle Meloni, decise più che mai a far valere il loro peso nel cuore produttivo del Paese. Anche se finora, vedi la sostituzione dell’assessora al Turismo Barbara Mazzali, vicina a Daniela Santanchè e dunque a La Russa, con Debora Massari, vicina alle “sorelle”, è sembrata più che altro un escamotage di marketing.

 

ignazio la russa arianna meloni (2)

La distanza si è intravista anche ieri alla Sala Biagi della Regione Lombardia, durante il convegno dedicato a Giorgio Almirante. Arianna Meloni, attesa inizialmente in presenza, ha affidato il suo intervento a un videomessaggio registrato.

 

In prima fila, invece, c’era La Russa. Una differenza apparentemente marginale che, nelle stesse ore in cui si discute del futuro della città e della Regione, viene letta come qualcosa di più di una questione di agenda.

 

Da settimane il presidente del Senato incontra alleati, sonda candidature e prova a costruire una soluzione sia per Palazzo Marino sia per Palazzo Lombardia. Un protagonismo che qualcuno continua a considerare irrituale per la seconda carica dello Stato in trattative tutte politiche.

 

ignazio la russa maurizio lupi mariastella gelmini - congresso di noi moderati

A Roma, però, non intendono aprire alcuna polemica. «Lo lasciano lavorare, ma questo non significa che le decisioni siano state prese», sintetizza un dirigente. La Russa, d’altronde, è convinto che il centrodestra non possa perdere altro tempo.

 

Milano resta il punto più debole per la coalizione - e anche l’argomento che più interessa all’ex missino. Non a caso, più di un anno fa aveva fatto il nome di Maurizio Lupi come candidato politico per il centrodestra.

 

Senza un nome spendibile e condiviso in FdI prima che tra gli alleati, la campagna elettorale rischia di non partire nemmeno. E oggi, infatti, i parlamentari lombardi di Fratelli d’Italia si ritroveranno al Pirellone per fare il punto. Una tappa propedeutica per il tavolo del centrodestra cittadino previsto per il prossimo 6 luglio.

 

giovanni bozzetti foto lapresse

Tra le ipotesi che stanno prendendo quota c’è quella dell’ex consigliere comunale Pietro Tatarella, assolto dopo sette anni dall’inchiesta “Mensa dei poveri”. Un nome che, oltre a consentire di uscire dallo stallo, rappresenta anche una precisa idea di classe dirigente.

 

[...]

 

Ma il vero obiettivo del partito resta Palazzo Lombardia. Fratelli d’Italia è il primo gruppo della maggioranza regionale ma non esprime il governatore, ruolo ancora affidato al leghista Attilio Fontana.

 

francesco lollobrigida - ettore prandini

Tra i nomi che continuano a circolare ci sono Ettore Prandini, presidente della Coldiretti e vicino al ministro Francesco Lollobrigida, Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano sponsorizzato da La Russa. In corsa, però, c’è anche l’eurodeputato Carlo Fidanza, molto in vista nella Ue.

 

Tutto, però, dipenderà dal calendario. Se le elezioni politiche dovessero essere anticipate alla primavera del 2027, Fontana potrebbe candidarsi al Parlamento e lasciare Palazzo Lombardia, aprendo la strada a un voto regionale già nell’autunno del 2027.

 

carlo fidanza

Se invece la legislatura arrivasse alla scadenza naturale, la Lombardia voterebbe tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Sullo sfondo pesano anche le altre partite della coalizione, dal Veneto alla Sicilia, fino al Friuli Venezia Giulia. È proprio questa incertezza a spiegare la prudenza di Giorgia Meloni.

 

La premier vuole capire quale candidato possa consentire al centrodestra di recuperare terreno nell’elettorato moderato senza scoprire il fianco alla destra. Anche tenendo conto della minaccia Roberto Vannacci, che considera la Lombardia una regione strategica e continua a rafforzare la propria presenza sul territorio (altri due consiglieri regionali potrebbero presto passare con lui).

 

giorgia e arianna meloni 2

Così, mentre La Russa continua a spingere sull’acceleratore per non farsi trovare impreparato, le sorelle Meloni tengono il punto. Non perché Milano e la Lombardia non siano una priorità, ma perché la convinzione è che una partita di questo peso si giochi una volta sola. E che, quando arriverà il momento, sarà la premier a decidere tempi, candidato e strategia. Non sono ammessi fallimenti.

attilio fontana giorgia meloniETTORE PRANDINI GIORGIA MELONI

ignazio la russa arianna meloni italo bocchino

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