di maio becchi salvini

COME MAI È USCITO SOLO ORA IL DOCUMENTO SU DI MAIO E CASALEGGIO CAPI DEL M5S? LO SPIEGA BECCHI, CHE NON È PIÙ NEL MOVIMENTO MA LO CONOSCE COME POCHI: ''DI MAIO, IN EVIDENTE DEBOLEZZA, VOLEVA RIBADIRE CHE IL CAPO È LUI E SOLO LUI PER 5 ANNI''. IL RISCHIO È CHE UNA FETTA DI MOVIMENTO DOPO LE EUROPEE VOGLIA FARLO CADERE PER ALLEARSI CON UN PD DE-RENZIZZATO IN MANO A ZINGARETTI - FINCHÉ STA IN PIEDI DI MAIO, STA IN PIEDI CASALINO

 

1. FINCHÉ STA IN PIEDI DI MAIO, STA IN PIEDI CASALINO

PAOLO BECCHI

DAGONEWS - Una pioggia di foto sporcaccione non li seppellirà, non solo perché quasi tutti hanno la foto di qualcun altro, ma anche perché Rocco Casalino fin quando Gigi Di Maio sarà al governo, e al potere del movimento, è considerato inamovibile. Aspiranti portavoce veri o millantati devono per ora trovarsi altre occupazioni, mormorano dal M5S...

 

Diverso è il discorso sulla solidità del potere di Giggino e sul nervosismo del padre fondatore Beppe Grillo per la crisi della sua amata creatura. Ufficialmente Grillo è fuori ma continua ad essere il garante.

 

E' significativa l'intervista qui sotto a Paolo Becchi, che fu ideologo dei 5 Stelle della prima ora e poi ha abbandonato il movimento, ma continua a conoscerlo come pochi.

 

Becchi fa notare che è stato evidenziato come cosa nuova un documento del 2017. Perché, se non per ribadire che Di Maio e’ per 5 anni saldamente in sella e nessuno lo può insidiare? E chi potrebbe insidiarlo se non il garante ex fondatore, insieme a Di Battista, che non a caso per il momento rifiuta qualsiasi partecipazione, compresa la candidatura al Parlamento Europeo, con l'attuale gestione?

grillo di maio casaleggio

 

A Genova si fanno due conti. È vero che oggi tutti i contenziosi e i conti di Grillo  li paga la Casaleggio, che sostiene Di Maio, e che l'uomo è genovese e molto attento al denaro.

 

 Ma è anche vero che le scadenze rimaste sono solo due: le elezioni in Basilicata, dove il Movimento rischia di scendere sotto il 10%, e quelle europee, nelle quali l'incubo è un rovesciamento dei rapporti di forza del 4 marzo 2018.

 

Se i 5stelle passassero dal 32 al 17 e la Lega dal 17 al 32 – mentre il PD recupera consensi, e soprattutto non c'è più il detestato Matteo Renzi ma il tollerato Nicola Zingaretti alla guida – la tentazione di rovesciare Di Maio con la motivazione che sta distruggendo nella morsa del governo la forza e la potenza del movimento, potrebbe essere forte. In fin dei conti qualche anno fa l'accordo non si chiuse per un soffio e a rappresentare il PD, piu forte e temibile,  c'era il dinosauro Bersani.

 

 

GRILLO DI MAIO DI BATTISTA

2. M5S, PARLA BECCHI: “DI MAIO HA ARCHIVIATO GRILLO. COME BEPPE REAGIRÀ”

Americo Mascarucci per https://www.lospecialegiornale.it/

 

Luigi Di Maio e Davide Casaleggio sono i fondatori dell’associazione “Movimento 5 stelle 2017”. E’ quanto emerge nell’atto costitutivo dell’associazione, firmato a Milano il 20 dicembre del 2017, e depositato presso il Tribunale di Genova nell’ambito del processo che vede contrapposta l’associazione del 2009 e quella creata a fine 2017. Nel testo divulgato da Corriere della sera e da varie agenzie di stampa, si legge che “i costituiti signori Di Maio Luigi e Casaleggio Davide Federico Dante dichiarano di costituire un’associazione denominata ‘Movimento 5 Stelle”.

 

Nel documento precedente che nel 2014 dava vita all’associazione Movimento 5 stelle, come soci fondatori comparivano invece Beppe Grillo, suo nipote Enrico Grillo e Enrico Maria Nadasi. Nell’atto costitutivo della nuova associazione Beppe Grillo non figura più come fondatore. Un modo per liberarsi dell’ingombrante figura del padre nobile? Lo Speciale lo ha chiesto al filosofo Paolo Becchi che ha partecipato attivamente alla costituzione del Movimento 5Stelle delle origini, quello targato Grillo e Gianroberto Casaleggio e che ha poi separato i suoi destini da quelli dei pentastellati. E’ inoltre autore del libro Cinquestelle & Associati. Il movimento dopo Grillo.

 

giuseppe conte con rocco casalino alla conferenza stampa

Che idea si è fatto di questa storia?

“Non capisco francamente dove sia la notizia. Si tratta di cose che in parte erano già note. E’ vero che parte dei documenti divulgati dalla stampa nelle ultime ore non erano stati mai pubblicati in precedenza, ma a questo punto la domanda interessante da porsi è perché sono usciti proprio adesso. Non credo si tratti di una semplice casualità”.

 

Chi ha avuto interesse a renderli pubblici e soprattutto perchè?

“Mi pare chiaro il tentativo di evidenziare come Beppe Grillo sia stato messo da parte: il messaggio che si vuole far passare è che ormai il M5S è andato oltre Grillo. Si sta verificando ciò che io avevo previsto nel mio libro uscito nel 2016. Penso che Di Maio oggi, in una situazione per lui di debolezza, abbia voluto ribadire che il capo politico è soltanto lui. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, il M5S era al 32% e la Lega al 17. Oggi non sappiamo come stanno effettivamente le cose. Abbiamo soltanto dei sondaggi indicativi che registrano un ribaltamento della situazione, ma ci sono le europee che saranno un test elettorale sicuramente molto più significativo delle regionali. Qui si che si potrà fare un serio raffronto con le politiche dello scorso anno”.

 

Un tentativo di Di Maio di escludere Grillo dalla possibilità di intervenire e magari insidiare la sua leadership?

“Penso di sì. Lui ha enormi difficoltà a gestire il rapporto di governo con la Lega come dimostra la vicenda Tav e inoltre ha seri problemi di tenuta interna. L’uscita di questi documenti certifica che il M5S ha soltanto un capo politico, Di Maio per l’appunto, che agisce di concerto con Davide Casaleggio. Quest’ultimo stando così le cose non sarebbe più soltanto l’esperto di marketing o il gestore della Piattaforma Rousseau, ma di fatto viene ad assumere un ruolo apicale. Sulla base di quale autorità è difficile stabilirlo, visto che Davide Casaleggio è soltanto il figlio di Gianroberto fondatore del M5S insieme a Grillo”.

davide casaleggio partecipa alla battaglia delle arance del carnevale di ivrea 1

 

A questo punto quale sarebbe il ruolo di Grillo?

“Leggendo i documenti pubblicati dai giornali appare evidente come lui non sia a capo di questa associazione. Ma non si tratta soltanto di un’interpretazione data dal giornalista che ha pubblicato le carte, ma del chiaro tentativo di Di Maio di ribadire che Grillo resta soltanto il garante, senza alcun ruolo di ordine politico. Ma a questo punto si aprono degli scenari interessanti”.

 

Quali?

“La storia non si cambia, e senza Grillo non ci sarebbe stato Di Maio, né il M5S. Questo mi pare evidente. E’ vero che il Movimento era stato pensato da Gianroberto Casaleggio, ma senza la capacità comunicativa di Beppe non avrebbe mai raggiunto le percentuali ottenute. Far filtrare la notizia che Grillo di fatto non ha più potere, è il segno di una rottura molto forte fra lui e Di Maio.

 

Un contrasto al momento che sembra covare soltanto sotto la cenere ma che potrebbe esplodere dopo le europee. Fino a che punto Grillo potrà sopportare che il Movimento da lui creato si autodistrugga? Se i risultati dei sondaggi dovessero essere confermati con un evidente ribaltamento di rapporti di forza  fra Lega e 5Stelle, farà molta fatica Di Maio ad appellarsi allo statuto che gli riconosce la leadership per cinque anni. La politica è sostanza, non regolamenti e statuti”.

 

Cosa potrebbe fare a quel punto Grillo?

davide casaleggio partecipa alla battaglia delle arance del carnevale di ivrea 8

“Il garante a norma di statuto svolge una funzione di controllo e potrebbe sfiduciare il leader, anche se poi la decisione dovrà essere ratificata dagli iscritti. Grillo potrebbe anche riprendersi il Movimento mettendo sotto accusa Di Maio sulla base dei deludenti risultati elettorali, oppure riesumare il Movimento precedente che non è mai stato sciolto pur essendo subentrata la nuova associazione del 2017. In questo caso potrebbe ispirare una nuova area movimentista, legata alla prima esperienza, quella delle origini.

 

Quello che farà però è imprevedibile. Potrebbe anche decidere di non fare niente e mandare tutti a quel paese, ma questo lo capiremo soltanto a maggio dopo le europee. Grillo è un uomo di pancia, ma alla fine ragiona anche con la testa e non penso possa gioire nel vedere il movimento creato insieme a Gianroberto Casaleggio andare in rovina. Anche per rispetto alla memoria dello stesso Gianroberto”. 

 

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