ECCO COME SI SALVANO I TROMBATI! E LA BOLDRINI DÀ L’ESEMPIO

Alberto D'Argenio per "la Repubblica"

Riassumeteli. Un esercito di trombati è pronto a rientrare nel Palazzo dalla finestra. Assunzioni semi-obbligatorie di chi in passato ha già goduto della rampa di lancio del Parlamento per dare il via a carriere più o meno sfavillanti e che oggi, se caduto in disgrazia, potrà godere di una corsia preferenziale per rientrare in pista, per un secondo promettente giro al servizio dei deputati della Repubblica. C'è chi certamente non ne avrà bisogno come Sestino Giacomoni, ora assistente personale del cavalier Silvio Berlusconi.

O chi invece potrebbe essere uscito dai giochi. Ma alcuni casi sono certamente curiosi. Non tanto quello di Giorgio Stracquadanio, ex falco del Pdl che dopo la rottura con il leader è rimasto fuori dalle Camere, quanto quello di un sottosegretario ancora in carica con il governo Monti.

Chissà, se non dovesse trovare un lavoro dopo l'esperienza con i tecnici potrebbe tornare a fare l'assistente parlamentare, da dove tutto cominciò. Chissà poi se vorrà tornare alla Camera Veronica Cappellaro, giovane amica di Berlusconi già eletta nel listino Polverini alle penultime regionali. O Nicoletta Maggi, portavoce-bodyguard di Umberto Bossi, amatissimo pilastro del fu Cerchio Magico ma un po' meno dal resto dei lumbàrd.

La magagna è denunciata dalla capogruppo 5stelle alla Camera Roberta Lombardi. Che la pubblica in bella vista sul blog di Beppe Grillo. Dando la colpa all'immancabile asse del male "pdl-pdmenoelle". E ci sono le prove: la delibera è stata presa lo scorso dicembre dai tre questori di Montecitorio, un democratico, appunto, e due berlusconiani.

La logica forse era quella di aiutare chi per ragioni politiche dovesse aver perso il posto di lavoro (come Alessia Quiriconi, ex portavoce del gruppo leghista ai tempi di Reguzzoni che ha ricevuto il ruvido benservito dai nuovi capi maroniani) o semplicemente chi dopo cinque anni al servizio di un partito non è riuscito a rientrare nel mondo del lavoro o è rimasto precario una volta lasciato il Palazzo. Ma in effetti la norma ha prodotto alcuni casi a dir poco bizzarri.

La delibera dice che i nuovi gruppi parlamentari dovranno assumere almeno il 25% del proprio personale tra chi rientra in due liste (una con 103 nomi, l'altra con 506) di ex collaboratori in precedenza assunti dai partiti al di fuori dei funzionari della Camera. E se un partito non dovesse rispettare l'indicazione perderebbe parte dei contributi pubblici versati da Montecitorio per il funzionamento del gruppo. Così 150 dei fortunati ex troveranno certamente lavoro alla Camera, con i partiti che saranno costretti ad assumerli usando almeno il 55% del proprio bilancio.

Per questo la "cittadina" Lombardi denuncia che c'è una pletora di personaggi dal posto assicurato a spese dello Stato senza nemmeno avere passato il concorso da funzionario. «Sicuramente - riconosce - tra costoro ci sono seri professionisti, ma il sistema non consente di verificarne con esattezza identità visto che accanto ai nomi non sono presenti né i dati anagrafici né i curricula.

Ciò vale a dire che se i partiti impediranno al Movimento di avere almeno un questore, continueranno ad esistere cittadini di serie A che potranno lavorare per il Parlamento a prescindere dalle competenze e cittadini di serie B che, pur avendone tutti i titoli, non potranno essere impiegati». In effetti alcuni casi fanno sorridere tanto sono eclatanti. Tra questi appunto il sottosegretario all'Economia del governo Monti, e dunque ancora in carica, Gianfranco Polillo.

Oppure il fedelissimo berlusconiano e parlamentare del Pdl Sestino Giacomoni, uno degli uomini ombra del Cavaliere che sicuramente non ha bisogno di trovare un nuovo lavoro da portaborse. Ci sono poi Rino Piscitello, ex parlamentare della Margherita, e Roberto Rao, centrista, braccio destro e spin doctor di Casini che alle ultime elezioni è rimasto fuori dal Parlamento.

 

Laura Boldrini article GIORGIO STRACQUADANIO ROBERTO RAOSestino GiacomoniROBERTO NATALE

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