1- IL COMUNE DI ROMA CELEBRA, CON UNA MOSTRA INTITOLATA NIENTEMENO “RISVEGLIO RIVOLUZIONARIO”, IL NOSTRO DITTATORE PREFERITO, IL MITOLOGICO HUGO CHAVEZ E IL PRODIANO SANTAGATA S’INCAZZA. E CHI DIFENDE L’AMMINISTRAZIONE DI ALE-DANNO? “IL MANIFESTO”! 2- L’AMBASCIATORE VENEZUELANO SI INALBERA A DIFESA DEL SUO LÌDER MAXIMO (“DISINFORMAZIONE POLITICA”) MA IL “CORRIERE” (BY GAGGI) LO INFILZA: “CHAVEZ ELETTO DEMOCRATICAMENTE? COME SADDAM, MUBARAK, HITLER… IN VENEZUELA SISTEMATICA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI, MAGISTRATURA AZZERATA, STAMPA PERSEGUITATA E LE TV COSTRETTE A TRASMETTERE DUEMILA DISCORSI DI CHAVEZ…” 3- “IL MANIFESTO” RINCARA: “L’AMBASCIATA VENEZUELANA È MOLTO SOFT E TROPPO BUONA ATTRIBUENDO SIMILI MISERIE POLITICHE-POLITICANTI (NON NUOVE DENTRO AL PD SUL VENEZUELA CHAVISTA) A DISINFORMAZIONE E IMMATURITÀ. NO, È PROPRIO SQUALLORE”

1- "IL MANIFESTO" DIFENDE LA MOSTRA PRO-CHAVEZ ORGANIZZATA DAL COMUNE DI ROMA BY ALE-DANNO
Da "il manifesto"


Dall'ambasciata venezuelana ieri abbiamo ricevuto questa missiva: «In relazione alle dichiarazioni dell'on. Giulio Santagata - Partito democratico -, espresse in occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica realizzata dall'ambasciata della Repubblica bolivariana del Venezuela presso la Repubblica italiana per commemorare il 27 febbraio del 1989, la nostra missione diplomatica preferisce pensare che si tratti di disinformazione politica più che di immaturità».

L'ambasciata si riferisce alla esilarante esternazione dell'on. Santagata, di cui anche il manifesto ha dato notizia il 2 marzo, in cui l'onorevole ex-margheritino, indignato, annunciava un'interrogazione parlamentare al ministro degli esteri dopo aver sentito di «una mostra a Roma sul dittatore Chàvez in collaborazione con il Comune», per sapere «se si ritenga opportuno celebrare un dittatore condannato da tutte le ong che si occupano di diritti civili».

L'ambasciata venezuelana è molto soft e troppo buona attribuendo simili miserie politiche-politicanti (non nuove dentro al Pd sul Venezuela chavista) a «disinformazione» più che a «immaturità».

Loro non sanno, logico, che un consigliere economico di Romano Prodi a Roma e Bruxelles, un ex-ministro dello stesso Prodi, non può essere così «disinformato» (o «immaturo»), come non si fosse mai mosso dal natìo borgo di Zocca. Lui è informatissimo sul Venezuela del «dittatore» Chavez e che sia stato eletto e rieletto in elezioni non meno democratiche che negli Usa o in Italia, non importa: lui sa che è stato «condannato», gliel'hanno detto «tutte» le ong impegnate sui diritti civili. Disinformazione? Immaturità? No, è proprio squallore. (m.m.)


2- "RISVEGLIO RIVOLUZIONARIO" - LA MOSTRA SUL SITO UFFICIALE DELL'ASSESSORATO CULTURA DEL CAMPIDOGLIO
http://www.culturaroma.it/12?evento=519


Il 27 febbraio del 1989 una grande protesta popolare contro le misure neoliberali del governo di Carlos Andres Perez terminò con un bagno di sangue: il Caracazo.
Lunedì 27 febbraio 2012, ore 19:00 presso il Nuovo Cinema Aquila in occasione dell'anniversario di "El Caracazo", in programma la proiezione del documentario "Dalla Concertazione allo sconcerto" di Liliane Blaser, e l'inaugurazione della mostra fotografica "Risveglio Rivoluzionario... Il popolo contro il neoliberalismo" in esposizione sino al 4 marzo 2012.
L'iniziativa, ad ingresso libero, è organizzata dall'Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana, in collaborazione con Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e Nuovo Cinema Aquila.

3- IL "DITTATORE" CHAVEZ: L'AMBASCIATA PROTESTA, MASSIMO GAGGI SUL "CORRIERE" LA IMPALLINA
Dal "Corriere della Sera" di ieri, 6 marzo 2012


Lettera di Julian Isaias Rodriguez Diaz, Ambasciatore Venezuela in Italia

L' Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia dissente e rifiuta i giudizi di Massimo Gaggi, il quale, nell' articolo «Le Superstar di Hollywood crociati delle cause perdute» ( Corriere , 17 febbraio) offende il presidente democratico della Repubblica Bolivariana del Venezuela chiamandolo «dittatore Hugo Chávez». Il «radicalismo» di Gaggi è malato e racconta secondo una prospettiva del tutto unilaterale la sua versione personale del processo sociale venezuelano. Nel 1998 il presidente Hugo Chávez è stato eletto democraticamente con più del 60% dei voti; in seguito, sono stati realizzati 14 processi elettorali (equivalenti, fino al 2012, a un processo elettorale l' anno), avallati e presenziati da organizzazioni internazionali e addirittura dall' ex presidente Jimmy Carter. L' opinione di Gaggi dimostra una manifesta parzialità e un chiaro disconoscimento della situazione politica in Venezuela o, ancora peggio, uno strumento in più del piano per screditare, disinformare e avversare con odio la vera realtà venezuelana: un processo socio-politico libero, sovrano, rivoluzionario, partecipativo, antioligarchico e assolutamente democratico.

Risposta di Massimo Gaggi

Di dittatori che hanno vinto elezioni ce ne sono molti: da Saddam Hussein a Mubarak, a Hitler. In Venezuela, è vero, si vota e c' è un' opposizione. Basta questo a qualificare come una democrazia un regime autoritario accusato dalle principali organizzazioni internazionali indipendenti di violazioni sistematiche dei diritti umani, di aver azzerato l' autonomia della magistratura (celebre la «purga» dei giudici della Corte Suprema)? Uno Stato nel quale la stampa è perseguitata, gli oppositori e le stesse organizzazioni non governative vivono sotto continua minaccia, mentre le tv, comprese quelle private, sono state costrette a trasmettere 2.000 (duemila) discorsi di Chavez? Non mi pare il caso di andare oltre (e si potrebbe), perché il mio articolo si occupava di tutt' altro (nucleare iraniano, Falkland) e citava Chávez solo incidentalmente.

MARADONA,PREGO PER CHAVEZ PERCHE' GLI VOGLIO BENE CHAVEZ VISITATO DAI FRATELLI CASTRO E TELEFONATA DALLA ROUSSEFF
(ANSA) - ''Gli voglio tanto bene e prego tutti i giorni per lui'', ha assicurato oggi Diego Maradona, interpellato a Baniyas, negli Emirati Arabi, in riferimento al presidente Hugo Chavez che si trova a Cuba dove, martedi' scorso, gli e' stato estirpato un secondo cancro. Lo riferisce la statale Agencia Venezolana de Noticias, precisando che l'attuale tecnico del Al Wasl, da tempo amico del capo dello Stato, ha anche affermato di essere in contatto con i suoi collaboratori per conoscere la sua evoluzione postoperatoria.

Intanto proseguono intensi i passi di Chavez e del governo per fronteggiare - come per altro aveva previsto lo stesso presidente -, l'ondata di gossip sulle presunte pericolose conseguenze di questo suo terzo intervento (il primo, un anno fa, sempre a Cuba, per l'estirpazione di un ascesso pelvico). Al di la' dei messaggi Twitter ed una telefonata alla tv statale, in cui ha assicurato che ''grazie all'appoggio di tanti sto riprendendo il volo come un condor'', ieri, e' stato visitato nella clinica dove si trova da Fidel Castro, a cui si e' poi sommato il fratello e presidente del Paese Raul.

Durante il colloquio, prolungatosi per due ore, ha riferito il ministro della Comunicazione Andres Izarra, Chavez ha anche ricevuto la telefonata della collega brasiliana Dilma Rousseff, che gli ha trasmesso i saluti del suo predecessore Luiz Inacio Lula da Silva, a sua volta colpito da un cancro che, pero', ha gia' superato.

 

HUGO CHAVEZHUGO CHAVEZgiulio santagata001 lapIL MANIFESTO PD PAURA DI VOTARECLAUDIO SABELLI FIORETTI NORMA RANGERI ROMANO PRODI Julian Isaias Rodriguez DiazChavez e Julian Isaias Rodriguez DiazGIANNI ALEMANNO FIDEL CASTRO IN VISITA DA CHAVEZ DOPO L'OPERAZIONE

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