sergio mattarella giorgia meloni francesco saverio garofani

"CON MATTARELLA NON SIAMO SEMPRE D’ACCORDO" – MELONI NELLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO CONFERMA L’AMORE MAI NATO CON IL COLLE – “LA STAMPA”: “C'È UNA POSTURA VAGAMENTE TRUMPIANA IN RELAZIONE AL TEMA ISTITUZIONALE. IL CASO GAROFANI HA CERTO LASCIATO UNO STRASCICO DI FREDDEZZA E DIFFIDENZA. SULLA DATA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA IL SUGGERIMENTO DI RISPETTARE I TEMPI PER LA RACCOLTA DELLE FIRME POPOLARI È STATO MALIZIOSAMENTE LETTO DA QUALCHE FALCO DI PALAZZO CHIGI COME UN MODO PER FAVORIRE IL FRONTE DEL NO, DANDOGLI PIÙ TEMPO. ORA MELONI TEME SGAMBETTI SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE ANNOVERA SERGIO MATTARELLA TRA I MASSIMI ESPERTI. ECCO, LA PIEGA TRUMPIANA È TUTTA QUI. NELL'IDEA CHE..."

Estratto dell'articolo di Alessandro De Angelis per "la Stampa"

 

IL VIDEO CON CUI GIORGIA MELONI, NEL 2018, CHIEDEVA LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DI SERGIO MATTARELLA

C'è una postura vagamente trumpiana, nella parte italiana della conferenza stampa di Giorgia Meloni, in relazione al tema istituzionale. Sia pur con accentuazioni diverse. Sui giudici non ci sono freni. Sono loro il vero "nemico" su cui costruire il racconto in vista del referendum costituzionale. Accusati financo di vanificare l'operato del Parlamento e delle forze dell'ordine in materia di sicurezza.

 

Sul capo dello Stato, invece, il freno c'è. Più per necessità, però, che per convinzione. Da un lato è irrituale, rispetto a una grammatica d'antan, mettere agli atti, come in un rapporto alla pari che non riconosce all'arbitro l'ultima parola, il «non siamo sempre d'accordo».

 

Dall'altra però la premier parla di rapporti «ottimi», di una consonanza sull'interesse nazionale e, passaggio forse riferibile anche alla grancassa delle gazzette d'ordine del suo campo, smonta la retorica del conflitto.

 

La necessità, ad esempio, è arrivare in un clima sereno alla discussione sulla legge elettorale. Giorgia Meloni teme sgambetti sull'argomento che annovera Sergio Mattarella tra i massimi esperti: costituzionalista, padre del Mattarellum in vigore dal 1993 al 2005, e membro della Corte costituzionale che bocciò il Porcellum, proprio a causa di un premio di maggioranza abnorme. [...]

sergio mattarella giorgia meloni altare della patria 2 giugno 2025

 

Insomma, siamo all'ennesimo capitolo di un rapporto ambivalente. Diciamocelo: la scintilla della sintonia, sin dall'inizio, non è scoccata, lo scontro aperto però non è mai deflagrato. I lustri che abbiamo alle spalle raccontano di momenti di tensione ben maggiore. [...]

 

E tuttavia è evidente che ci sono tutta una serie di non detti e retropensieri. Il caso Garofani, per le modalità con cui si è sviluppato, ha certo lasciato uno strascico di freddezza e diffidenza.

 

Ma il punto di fondo irrisolto, tra palazzo Chigi e il Colle è istituzionale e segna una discontinuità rispetto agli ultimi governi. La maggior parte dei quali si sono piuttosto affidati al Quirinale, riconoscendolo come punto di riferimento. Qui invece (a palazzo Chigi) aleggia un certo pregiudizio, tutto politico, che lo fa percepire come un freno politicamente orientato. Al Colle la sensazione è che questo pregiudizio non faccia cogliere quanto gli interventi, palesi e non, siano un invito alla collaborazione, per il bene di tutti.

 

FRANCESCO SAVERIO GAROFANI

È un film che si ripete da anni su parecchi interventi legislativi. Chi ha dimestichezza con i Palazzi sa che c'è una fitta interlocuzione tra uffici. Durante l'iter legislativo ci si confronta e si approfondisce. Le questioni, molto spesso, non arrivano nemmeno sul tavolo di Sergio Mattarella, c'è tutto un lavorio che precede e accompagna i provvedimenti, fatto di contatti informali.

 

È quel che è accaduto, ad esempio, su alcuni "ritocchi" ad emendamenti all'ultima manovra già approvati, e prima ancora, sulle norme in materia di sicurezza, rese potabili, nell'ambito di questo lavorio, rispetto agli aspetti più critici in termini di costituzionalità. O sul decreto Albania, sistemato (mica bloccato) dopo le vibranti proteste delle Corti d'appello.

 

MELONI MATTARELLA

L'ultimo caso è proprio la data del referendum sulla giustizia. Ove il suggerimento di rispettare i tempi per la raccolta delle firme popolari – dispensato ai tempi anche a Matteo Renzi che tentò una analoga accelerazione – è stato maliziosamente letto da qualche falco di palazzo Chigi come un modo per favorire il fronte del no, dandogli più tempo. E infatti è stato rispettato a metà indicando la data del 22 marzo (la via maestra era il 29).

 

Ecco, la piega trumpiana è tutta qui. Nell'idea che questa interlocuzione sia un ostacolo, rispetto a un potere che, in virtù della sua unzione popolare, si sente immune da vincoli. Concezione recepita nella "madre di tutte le riforme", il premierato. C'è il leader e c'è il popolo. Tutto ciò che è in mezzo è un impiccio, dal Parlamento al capo dello Stato, con cui evidentemente si creano – per legge - le premesse di un conflitto istituzionale permanente, tra una figura legittimata dal voto popolare e l'altra dal voto parlamentare. Ecco, il punto non è se vanno d'accordo. Ma lo schema di fondo.  [...]

Consiglio supremo di difesa - CERCHIATO IN ROSSO FRANCESCO SAVERIO GAROFANIGIORGIA MELONI - LAURA E SERGIO MATTARELLA

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO CONSIGLIO DEI MINISTRI DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...