UN CONSIGLIO PER LA VOSTRA MASCHERA DI HALLOWEEN? VESTITEVI DAL MOSTRO CHE TERRORIZZA L’ITALIA E L’EUROPA: LO SPREAD – CONTRO L’ENNESIMA SPARATA DEL BANANA INFINOCCHIATO DA NAPOLITANO-MONTI I “MERCATI” AGITANO IL SOLITO RICATTO DEL DIFFERENZIALE - C’È PERÒ CHI CREDE CHE, PIÙ DELL’INSTABILITÀ INTERNA ITALIANA, FACCIA PAURA LA SPAGNA…

Francesco Spini per "la Stampa"

Dalle parole (di Berlusconi) ai fatti (del mercato). Le minacce dell'ex premier di staccare la spina al governo Monti passano al vaglio di investitori, trader e dell'onnipresente speculazione. Che effetto farà nella City l'eco dell'ex premier ferito dalla condanna e pronto a giocare al muoia Sansone? Da settimane lo spread, la ben nota differenza tra il rendimento decennale del nostro Btp e il Bund fluttua sopra i 300 punti base, venerdì si è fissato a quota 336. E da oggi? Gli effetti della mossa del Cavaliere preoccupano il governo. Dopotutto la giravolta di Berlusconi non è stata accolta bene negli ambienti finanziari.

«Con questa mossa - è il commento di un influente banchiere della piazza milanese che preferisce non comparire - la credibilità dell'Italia si fa ancora più precaria perché sposta l'attenzione dal piano internazionale a quello interno». Negli ultimi tempi la questione italiana è rimasta sottotraccia. L'attenzione si è concentrata sulla Spagna «nell'attesa di capire cioè - spiega lo strategist di una primaria banca, anche in questo caso niente nomi - se effettivamente il combinato del fondo Salva-stati e del programma Omt della Bce (l'acquisto di bond per calmierare lo spread in seguito alla richiesta di soccorso, ndr) funzioneranno o meno».

Fino ad allora ci tocca quota 300, e «da moribondi che eravamo restiamo pur sempre malati gravi - dice un altro manager -: tale livello di differenziale non è sostenibile a 4-5 anni. Di certo non per il sistema bancario». Da sabato ecco una variabile in più.

Secondo Angelo Drusiani, gestore di Banca Albertini Syz, «senza dubbio la speculazione, sempre in agguato, cercherà di sfruttare questa situazione». Anche se giudica «difficile» il concretizzarsi della paventata sfiducia «ho l'impressione che sulle prime i mercati potrebbero reagire abbastanza male, perché i timori che il governo Monti se ne vada sono talmente alti da tener assai desta l'attenzione su ogni rischio». Possibile vedere lo spread raggiungere quota 350, «anche se non in tempi brevissimi». Altrove si sposa la tesi secondo cui i mercati interpreteranno la svolta del Cavaliere come uno sfogo e non una minaccia reale.

«Si tratta di tentativi velleitari da parte di Berlusconi a cui non credo verrà dato particolare credito dagli investitori», dice il direttore investimenti di Anima Sgr, Armando Carcaterra. Cauto anche Mario Spreafico, a capo degli investimenti italiani di Schroders, il quale è convinto che il tema spread resti «non tanto un problema domestico, ma legato all'Eurozona e alla questione spagnola». Poi certo, l'andamento dei titoli di Stato come della Borsa «terranno conto di diversi fattori, a cominciare dal voto in Sicilia». Il quale farà capire se esiste il rischiopopulismo sia da aggiungere alle variabili che decidono le scelte di investimento.

Non si creda però che in questo fine settimana il governo Monti sia stato esente da critiche da parte degli investitori. Sul tema della Tobin Tax, in attesa di vedere lo schema finale della tassa sulle transazioni, un importante banchiere si sfoga così: «Spesso da parte del governo e delle authority italiani si vede una corsa a far vedere che siamo i più rigoristi e i primi ad applicare le cose. Tenuto conto che abbiamo 2 mila miliardi di debiti, dobbiamo difenderci e non essere autolesionisti. Implementare per primi, in maniera ancora più penalizzante di quanto ha fatto la Francia, una tassa come la Tobin vuol dire mettere in ginocchio molti operatori e il mondo finanziario italiano».

 

BENNY SU BERLUSCONI E MONTI DA LIBERO MONTI E BERLUSCONISPREAD ATTENTI ALLO SPREAD Spread e dimissioni di Berlusconi

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