giuseppe conte

CONTE, CHI? "GIUSEPPI" NON SE LO FILANO PIU’ NEANCHE I PENTASTELLATI - UN ELETTORE M5S SU DUE NON È ANDATO A VOTARE OPPURE HA VOTATO PER IL CENTRODESTRA NON SEGUENDO LE INDICAZIONI DEL LEADER A FAVORE DEL CAMPO LARGO COL PD (I CASI DI MONZA E GENOVA) - A PARMA, LA PRIMA CITTA' A ELEGGERE UN SINDACO GRILLINO, IL M5S NON C'E' PIU' - I FLUSSI NELLE CITTÀ: CALA L'ASTENSIONE NEL CENTRODESTRA

Adriana Logroscino per il Corriere della Sera

 

giuseppe conte 1

Gli elettori di centrodestra si sono astenuti meno che nel recente passato. Gli elettori del Movimento Cinque Stelle, in maggioranza, non hanno seguito le indicazioni del leader, Giuseppe Conte, di sostenere i candidati di centrosinistra, ma hanno votato altri o, in una proporzione addirittura di uno su due in diverse città, si sono astenuti. Sono i due aspetti principali che emergono dall'analisi dei flussi elaborata dall'Istituto Cattaneo. Oltre a un generale «elevato grado di libertà di movimento di tutti gli elettori», commenta il direttore Salvatore Vassallo.

 

Consensi in libertà L'analisi ha studiato i flussi in sei città tra il voto per il sindaco del 2017 e quello espresso domenica: Monza, Genova, Padova, Parma, Catanzaro e Palermo. «Abbiamo cercato di verificare se e come il nuovo bipolarismo ha preso forma in ambito locale - spiega Vassallo - e rilevato una grande difficoltà a definire uno schieramento vincente sull'altro».

 

Osservata speciale la convergenza di Pd e Movimento Cinque Stelle nel cosiddetto campo largo. Che, nelle urne, si è concretizzata in minima parte, non risultando determinante neppure nell'unica città, delle sei monitorate, in cui il centrosinistra ha chiuso la partita: Padova.

 

giuseppe conte 3

 

Nel generale calo di consensi, l'elettorato che era stato grillino cinque anni fa, è andato in direzioni differenti, spesso scegliendo il candidato di centrodestra o ancora più spesso non votando.

 

A Monza, per esempio, a questa tornata gli elettori Cinque Stelle hanno scelto il centrodestra dell'uscente Allevi in proporzione schiacciante: 33,2% contro l'1% andato a Pilotto, mentre il 46,2% si è astenuto. Anche a Genova l'elettorato grillino ha puntato sull'uscente (rieletto) di centrodestra Bucci per il 29,8%, lasciando allo sfidante di centrosinistra Dello Strologo solo il 12,4%. Il 46,4% ha fatto la scelta di disertare i seggi.

 

 

giuseppe conte 5

A Palermo il 10% del voto ex Cinque Stelle è andato a Miceli (candidato di centrosinistra), l'8,3% a Lagalla (eletto sindaco al primo turno per il centrodestra) e ben il 56,8% è finito nell'astensione. «Si conferma una propensione all'astensione di quell'elettorato - dice Vassallo - già rilevata. Lo spirito che li mobilitava fino al 2018 e anche al 2019, si è perso».

 

Più fedeli all'indicazione dall'alto gli elettori di Padova: dal M5S si è spostato su Giordani il 51,8% del non particolarmente consistente (3,1% il risultato di cinque anni fa) pacchetto di voti grillino. Determinante nella città veneta è stato lo spostamento di voti dal centrodestra (12%) e soprattutto dal candidato outsider di cinque anni fa Lorenzoni (83%).

 

giuseppe conte

Il caso Catanzaro I ndecifrabile, se non con criteri iper territoriali, l'analisi dei flussi per Catanzaro. M5S e Pd presentavano un candidato unico, Fiorita, e gli elettori grillini non si sono astenuti. Ma si sono divisi, quasi perfettamente, tra i tre competitor principali: Donato del centrodestra (30,6%), Fiorita (26,4%) e il civico arrivato terzo, Talerico (27,1%). A gonfiare le vele del candidato del «campo largo», ora al ballottaggio, neppure gli elettori del centrosinistra nel 2017 - solo il 3,2% di loro domenica ha scelto Fiorita, mentre la metà ha scelto il candidato di centrodestra - ma quelli in fuga dal centrodestra (20,7%) e gli elettori che l'avevano già scelto nel 2017, quando era un candidato civico (59,6%).

 

Infine Parma: nella prima città, nel 2012, a eleggere un sindaco grillino, il M5S non c'è più. Pizzarotti lasciò presto il partito, riconfermandosi sindaco nel 2017 ma alla guida di un coalizione civica. Gli elettori che lo rielessero adesso non hanno sostenuto compattamente Guerra, il suo delfino, candidato però con il centrosinistra. I loro voti sono andati anche all'outsider Costi (12,7%) e all'esponente di FdI, Bocchi (12,1%).

giuseppe conte al seggio per il referendum sulla giustizia

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