giuseppe conte

ALTRO CHE STATI GENERALI! DOMANI ‘GIUSEPPI’ POTREBBE ENTRARE IN PROCURA A BERGAMO COME PERSONA INFORMATA SUI FATTI E USCIRE INDAGATO PER EPIDEMIA COLPOSA PER LA MANCATA ZONA ROSSA A NEMBRO E ALZANO – LO SCHIAVO DI CASALINO FA FINTA DI ESSERE TRANQUILLO: “NON C’ERA UN MANUALE DA SEGUIRE”, MA È MOLTO NERVOSO  PERCHE' IL DIRITTO DICE TUTT'ALTRO. IL PROCURATORE DI BERGAMO, MARIA CRISTINA ROTA, AL TG3: "DA QUELLO CHE CI RISULTA È UNA DECISIONE GOVERNATIVA"

 

1 – “NON AVEVAMO IL MANUALE”. IL PREMIER DIFENDE LE SCELTE MA TEME L’AVVISO DI GARANZIA

Estratto dell’articolo di Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica” 

(INTEGRALE: https://rep.repubblica.it/ws/detail/generale/2020/06/10/news/ora_il_premier_teme_l_avviso_ma_difende_tutte_le_scelte_non_avevamo_il_manuale_-258902228/)

 

giuseppe conte

(…) "Non sono affatto preoccupato", ha detto ieri Conte. Lo ha fatto uscendo apposta da Palazzo Chigi per una dichiarazione alla stampa che, inevitabilmente, non poteva che partire da qui.

 

Da un’indagine che ora lo vede testimone, ma che potrebbe trasformarlo — già durante il colloquio con i magistrati — in indagato. Per un reato che segnerebbe simbolicamente l’intera gestione dell’emergenza Coronavirus: epidemia colposa.

 

ospedale pesenti fenaroli di alzano lombardo

(…) Chi ha parlato con lui in queste ore, parla di «scelta politica insindacabile». Perché "non c’era un manuale da seguire nella gestione della crisi, ma decisioni da prendere giorno per giorno".

 

Decisioni difficili. Sofferte. Contrarie a quella che in quel momento era la volontà del tessuto produttivo o degli amministratori locali. Eppure, ci sono molti punti da chiarire.

 

Attilio Fontana e Giulio Gallera mejo di Bob Behnken e Doug Hurley di Space x by lughino

(...) Il viceministro all’Economia Antonio Misiani (...) ricorda: "Sono più di 60 i comuni isolati come zone rosse dalle regioni, è successo in Emilia-Romagna, in Abruzzo, in Calabria".

 

In quelle ore, però, ricorda un altro esponente di governo, "non è stato fatto neanche un Cdm come per Codogno. Erano i giorni dei dpcm, delle scelte solitarie". Nell’esecutivo c’è chi avanza il sospetto che non ci fossero abbastanza forze dell’ordine per istituire una nuova zona rossa. (…)

 

antonio misiani giuseppe conte

2 – "ZONA ROSSA? NON AVEVO IL MANUALE". ORA CONTE TEME L'AVVISO DI GARANZIA

Valentina Dardari per www.ilgiornale.it

 

Per il premier Giuseppe Conte si preannuncia una ripartenza in salita. Venerdì il presidente del Consiglio verrà sentito dalla procura di Bergamo riguardo all’inchiesta sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in quanto persona informata sui fatti.

 

conte meme

Parlando con i giornalisti che lo attendevano fuori da Palazzo Chigi, si è detto tranquillo e per nulla preoccupato. “Il mio è un atteggiamento sereno, ma non frutto di sicumera: abbiamo preso delle decisioni difficili, ma sono sereno con la mia coscienza”.

 

Per il momento il suo ruolo è quello di testimone, ma non è detto che la sua posizione non possa trasformarsi in futuro. Se ciò avvenisse, verrebbe messa in discussione tutta la gestione dell’emergenza coronavirus e il reato potrebbe essere quello di epidemia colposa.

 

La tranquillità del premier

Conte continua ripetere di essere assolutamente sereno, ricordando, come riportato da Repubblica, che quello di venerdì non sarà un interrogatorio ma un’audizione. Nulla di cui preoccuparsi, quindi. Praticamente una chiacchierata.

attilio fontana meme

 

Certo di aver fatto le scelte giuste in un momento difficile da riuscire a gestire. Ma non è arroganza la sua, ha tenuto a precisare, perché il governo e gli esperti hanno fatto tutto ciò che era possibile fare. Conte ha poi sottolineato di non aver avuto un manuale da poter seguire e che ogni decisione presa è stata scelta di volta in volta.

 

Ha poi aggiunto: “Ben vengano le indagini, i cittadini hanno il diritto di sapere, noi rappresentanti istituzionali abbiamo il dovere di rispondere. Se c’è un’inchiesta da parte di una procura, è giusto che il presidente del Consiglio si renda disponibile in quanto persona informata sui fatti”.

 

giuseppe conte meme

Intanto però, il governatore della Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Gallera, sono già stati sentiti in procura e la pm, dopo la loro audizione aveva detto, in riferimento alla mancata zona rossa, che era una decisione governativa.

 

Passando quindi la palla a Conte & C. Convocazione per il premier e i ministri Lamorgese e Speranza. Palazzo Chigi ha diffuso una dichiarazione, ribadendo che “anche la Regione poteva istituire zone rosse, come previsto dalla legge. In particolare, dall’articolo 32 della legge del 23 dicembre 1978 numero 833 richiamato dal decreto legge 6/2020".

 

SILVIO BRUSAFERRO

In realtà, il diritto dice tutt'altro. E, infatti, il procuratore facente funzione di Bergamo, Maria Cristina Rota, ha già fatto sapere di non coindividere affatto la posizione del presidente del Consiglio. "Da quello che ci risulta è una decisione governativa", ha spiegato in una intervista al Tg3.

 

Tutto ha avuto inizio il 25 febbraio. Quattro giorni dopo, nella zona di Alzano e Nembro, i positivi sono 103. Il 3 marzo, dei 372 casi totali registrati in provincia, ben 58 sono a Nembro e 26 ad Alzano.

 

Alzano Lombardo e Nembro

A Roma, nonostante i continui allert lanciati dal Pirellone, nessuno si prende la briga di adottare le stesse misure applicate a Codogno e a Vo' Euganeo.

 

E così si va avanti senza far nulla fino al 6 marzo, quando, invece, tutta la Lombardia diventa zona rossa.

 

Alla domanda sul perché sia stata presa questa decisione, il premier aveva spiegato che il virus si stava diffondendo in tutta la Regione. Il 28 aprile la giornalista Francesca Nava aveva provato a mettere alle strette Conte. Che, però, aveva così risposto: "Se lei un domani avrà la responsabilità del governo, scriverà lei i decreti e assumerà tutte le decisioni".

 

Nell’esecutivo qualcuno ha ipotizzato che non vi fossero abbastanza militari per controllare i confini. Repubblica parla invece di militari già mobilitati dalla Difesa, arrivati nella provincia e pronti a intervenire da un momento all’altro.

ROBERTO SPERANZA IN AUTO SENZA MASCHERINA

 

Sarà anche tranquillo Conte, ma è sembrato abbastanza irritato dal fatto di essere stato convocato proprio a due giorni dall'inizio degli Stati Generali.

 

Davanti ai pm dovrà, infatti, spiegare perché non erano state istituite le "zone rosse" per i due comuni colpiti, nonostante la richiesta esplicita del presidente dell'Iss Silvio Brusaferro.

 

ATTILIO FONTANA

Il premier probabilmente ribadirà che poteva la stessa Regione Lombardia istituire la zona rossa. Sosterrà inoltre di essere stato in continuo contatto con i vertici della Lombardia e che tutte le decisioni erano state prese di comune accordo. Ma la sua difesa ha già dimostrato di fare acqua da tutte le parti.

 

Anche il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, e il collega alla Salute, Roberto Speranza, dovranno comparire davanti ai pm per far luce sullo stesso fascicolo.

 

La numero uno del Viminale dovrà far avere ai pm anche le ordinanze che proprio in quei giorni furono trasmesse a prefetti e questori per potenziare il controllo del territorio.

 

conte lamorgese

Probabilmente le verrà anche chiesto di ricostruire tutto l'iter seguito per limitare la circolazione a Codogno il 23 febbraio. Si decise infatti di impiegare le forze dell'ordine per chiudere tutti gli accessi, non escludendo di fare ricorso anche all'esercito per i servizi di vigilanza.

 

“Penso che chiunque abbia avuto responsabilità dentro questa emergenza dal capo dell’Oms al sindaco del più piccolo paese coinvolto, passando per ciascuno di noi - ha commentato Speranza - debba essere pronto a rendere conto delle scelte fatte. È la bellezza della democrazia. È giusto così”.

giuseppe conteospedale pesenti fenaroli alzano lombardonembroluigi cajazzogiuseppe conte meme 1nembronembronembroGIULIO GALLERA ATTILIO FONTANA BY CARLIconte meme meme giuseppe contealzano lombardo nembroospedale pesenti fenaroli alzano lombardo 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...