A BRINDISI SI BRANCOLA NEL BUIO - DOPO UNA SERIE DI SEGNALAZIONI CHE DAVANO GLI INQUIRENTI A UN PASSO DALLA SOLUZIONE, TUTTI GLI INDAGATI FERMATI, COMPRESO QUELLO CHE VENVA IDENTIFICATO COME PIÙ PROBABILE AUTORE DELLA STRAGE, HANNO DEGLI ALIBI DI FERRO, E ADESSO NON SI ESCLUDE PIÙ NESSUNA PISTA, TRANNE QUELLA CHE SEMBRAVA LA PIÙ OVVIA: LA SACRA CORONA UNITA - IL TEMPO PASSA E LE POSSIBILITÀ CHE IL COLPEVOLE SIA FUGGITO AUMENTANO…

Mariano Maugeri "Il Sole 24 Ore.com"

Si sono sfiorati momenti di fortissima tensione ieri sera davanti all'ingresso della questura di Brindisi, dove gli inquirenti continuano senza sosta la caccia agli autori della strage alla scuola Morvillo-Falcone. Un gruppo di facinorosi ha preso a calci e pugni un'auto civetta della polizia nella quale pensavano ci fosse uno degli arrestati. Un episodio che da solo misura l'attesa spasmodica del colpevole nel giorno in cui si sono celebrati i funerali di Melissa Bassi. In serata, la Questura ha diffuso un comunicato perentorio: «Non ci sono arrestati, non ci sono fermati, non ci sono indagati in questo momento e non ce ne saranno nelle prossime ore», ha dichiarato il capo di gabinetto del questore, Anna Palmisano, alle decine di giornalisti che da ore presidiavano gli uffici della Polizia in via Perrino.

Quella di ieri è stata una giornata convulsa, durante la quale si sono alternati momenti di ottimismo e altri di sconforto. In mattinata il ministro Paola Severino e la sua collega Anna Maria Cancellieri avevano partecipato a una conferenza stampa alla presenza del prefetto di Brindisi, Nicola Prete. Le due ministre hanno ripetuto che gli inquirenti lavorano a 360 gradi e non escludono alcuna pista. Dice la Cancellieri: «Occorre grande fermezza e determinazione: lo Stato c'è e andrà fino in fondo». L'incontro era stato convocato per fare il punto sulle indagini e, allo stesso tempo, per definire un modello investigativo che coinvolga le tre province di Brindisi, Lecce e Taranto col coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.

Dalla Questura, durante il giorno, sono entrati e usciti decine di indagati. Uno soprattutto con le caratteristiche fisiche che secondo gli inquirenti coinciderebbero con l'autore dell'attentato: un cinquantenne con il braccio destro offeso, la mano sempre in tasca e claudicante. Ma non sarebbe stato lui ad aver piazzato l'ordigno che sabato mattina ha ucciso Melissa e ferito cinque compagne di scuola.

Il presunto colpevole è stato fermato e condotto in Questura, dove gli investigatori coordinati dal procuratore Dda di Lecce Cataldo Motta, lo hanno interrogato. L'uomo però avrebbe fornito numerosi alibi confermati dai riscontri dei poliziotti e dalle perquisizioni nella sua abitazione. L'inchiesta dunque rischia di essere rallentata, soprattutto dopo le rivelazioni di domenica scorsa fatte dal procuratore capo di Brindisi, Marco Dinapoli, che avrebbero, secondo altri investigatori, anticipato alcuni elementi dell'indagine. Si teme, infatti, che l'esecutore materiale della strage sia fuggito dopo aver appreso i numerosi dettagli del video, acquisito dalla polizia scientifica dal chiosco "Il panino desideri", antistante la scuola Morvillo-Falcone. Non tutto è perduto: secondo fonti della Dda di Lecce, ci sarebbero altre piste in corso di verifica, anche se si teme che più passi il tempo più diventi difficile individuare e arrestare l'uomo autore della strage.

Al momento nell'inchiesta l'unica cosa che si tende a escludere è il ruolo della Sacra corona unita, una società mafiosa salentina nata alla fine degli anni '70 in Puglia per mano di Pino Rogoli, uomo d'onore di Mesagne battezzato dalla 'ndrangheta. Le modalità dell'attentato, infatti, non rientrano in quelle mafiose, anche alla luce del materiale usato per la fabbricazione dell'ordigno: 2-3 bombole al gpl collegate con un innesco di qualità. Gli stessi investigatori, infatti, ritengono che la Scu avrebbe potuto reperire senza difficoltà la dinamite, che da queste parti è addirittura utilizzata per la pesca di frodo.

 

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