palamara cosimo ferri

“PALAMARA SA MOLTO PIÙ DI QUANTO HA DETTO ALL'ANM” - COSIMO FERRI, FINITO NELLE INTERCETTAZIONI DEL 2019: “HANNO SCELTO DI CACCIARLO DALL’ANM SENZA CONSENTIRGLI DI POTER PARLARE. E ADESSO SONO PROBLEMI - ALL'ANM SI TRINCERERANNO DIETRO LO STATUTO PER GIUSTIFICARE LA SCELTA DI NON CONSENTIRGLI DI DIFENDERSI. MA DA UN GIUDICE CI SI ASPETTA CHE USI IL BUON SENSO. E COMUNQUE, CHE CI SIA STATA UN'ACCELERAZIONE NELLA SCELTA DI ESPELLERLO È FUORI DI DUBBIO”

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

cosimo ferri 2

«La verità è che adesso non c'è trojan che tenga. Il pallino è in mano a lui. Resta da vedere se e che cosa Palamara avrà voglia di ricostruire, di dire, di raccontare. Francesco Cossiga, che non l'aveva in grande simpatia, lo chiamava Tonno Palamara. Se fosse vivo oggi, il presidente emerito magari avrebbe iniziato a stimarlo e a spingerlo ad andare avanti con le sue picconate Sa, le sue rivelazioni magari aiuterebbero sia la magistratura che la politica a procedere verso una vera separazione dei poteri. Chissà se lo farà. Certo, le cose che ha iniziato a dire e i nomi che ha iniziato a fare? Non serve grandissimo fiuto per capire che non siamo neanche all'inizio».

luca palamara

 

La chiacchierata con Cosimo Maria Ferri era iniziata sotto ben altri auspici. Il deputato di Italia Viva - il terzo nome del tridente, insieme a Palamara e Luca Lotti, finito nelle intercettazioni del 2019, all'alba della grande inchiesta i cui rivoli stanno mettendo in subbuglio la magistratura - usa un tono fermo e cortese per scandire che «io interviste non ne faccio; e poi, mi scusi, ma sto scappando in commissione Giustizia».

 

luca palamara

Dalle ultime dichiarazioni in ordine cronologico dell'ex presidente appena espulso dall'Associazione nazionale magistrati - ieri mattina a Omnibus , su La7 - sono passate poche ore. Nomi e nomine, nomine e nomi. Pedine su una scacchiera di cui Ferri è stato una pedina importante: giovanissimo membro del Csm dal 2006, poi leader di Magistratura indipendente, quindi recordman tutt' ora imbattuto di preferenze alle elezioni dell'Anm del 2012, poi sottosegretario alla Giustizia nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Se Palamara iniziasse a fare i nomi, difficile che «Alt, qui la fermo. Palamara stesso ha chiarito che col sottoscritto c'era un rapporto di amore e odio. La parte relativa all'odio, glielo confesso, mi incuriosisce.

 

cosimo ferri

Se parlasse e facesse i nomi, per esempio, chiarirebbe perché nel 2012 hanno mandato me, che pure ero stato il più eletto della storia dell'Anm, all'opposizione», ribatte Ferri. Unicost e Area, che con i rispettivi leader Palamara e Cascini avevano guidato l'associazione nel quadriennio precedente, rinnovano il patto ed eleggono Rodolfo Sabelli. Certo, visto che le loro conversazioni negli anni successivi sarebbero tornate ad essere tante e continue - de visu al ristorante o in chat - avrebbe potuto chiederglielo.

 

RODOLFO SABELLI

«Eh no», ribatte il magistrato deputato di Italia Viva, «certe cose non si chiedono. Però sarei curioso di sapere le cose che Palamara avrebbe voglia di raccontare su quel periodo Visto che, ripeto, io venni spedito all'opposizione dell'Anm». La domanda delle domande rimane quasi sospesa nell'aria, mentre Ferri accelera il passo verso l'appuntamento con la seduta della commissione Giustizia. Palamara parlerà oppure no? Siamo all'alba di uno scandalo di proporzioni indefinite oppure nel bel mezzo di un grande bluff?

 

luca palamara

«Questa, in effetti, è una bella domanda», risponde Ferri. Che, per esempio, avrebbe concesso all'ex presidente dell'Anm la facoltà di potersi difendere prima dell'espulsione. «Hanno scelto di cacciarlo senza consentirgli di poter parlare. E adesso sono problemi». Secondo lei, per paura di quello che poteva dire? «Io non ho una risposta a questa domanda. Di certo Palamara di cose ne sa, e parecchie. Molte ma molte di più di quelle che ha iniziato a dire. Vede, adesso all'Anm si trincereranno dietro lo statuto per giustificare la scelta di non consentirgli di difendersi. Ma da un giudice ci si aspetta che usi il buon senso e la terzietà anche andando oltre lo statuto.

 

palamara ferri

Parlo da cittadino, non da magistrato o deputato: io l'avrei fatto parlare. E comunque, che ci sia stata un'accelerazione nella scelta di espellerlo è fuori di dubbio. Da quando ha iniziato a parlare in tv e sui giornali, c'è stata una grande accelerazione». C'è anche una questione che riguarda l'uomo, prima ancora che il magistrato. «La famiglia, il dolore che possono procurare le intercettazioni sui giornali. Io ho tre figli. Di tredici, undici e otto anni», scandisce Ferri. «Ovvio che leggevo i giornali con una certa apprensione, la mattina. La cosa che fa paura a me è la stessa che temo oggi per lui. La famiglia».

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