fabrizio cicchitto

“CRAXI FU VITTIMA DI UN COLPO DI STATO” – FABRIZIO CICCHITTO RACCONTA “L’ODISSEA SOCIALISTA” IN UN LIBRO E DIFENDE BETTINO “NON UN LADRO MA UN GRANDE LEADER": “RIFIUTÒ L’OFFERTA DI CUCCIA CHE GLI CHIEDEVA DI FARSI INTERPRETE DELLA NUOVA FASE ANTI-PARTITOCRATICA E NEO-GOLLISTA. PENSÒ CHE LA DEMOCRAZIA POTESSE ANCORA ESSERE ASSICURATA DAI PARTITI. CUCCIA COMMENTÒ: “PECCATO, ERA LA SUA ULTIMA OCCASIONE” - "I SOCIALISTI FURONO ABBATTUTI DAI LORO AVVERSARI MA ANCHE DA SÉ STESSI. C’ERA FORSE CHI AVREBBE POTUTO SALVARE IL PARTITO MA PENSÒ DI SALVARE SOLO SE STESSO: GIULIANO AMATO" – LE BORDATE A D’ALEMA E VELTRONI CHE…

 

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

«La storia del Psi è una storia spesso drammatica e in alcune fasi dannata». E Fabrizio Cicchitto — che di quel partito è stato dirigente — ha deciso di raccontare «L’Odissea socialista», dalle origini alla fine.

fabrizio cicchitto

 

Edito da Rubbettino, il libro ripercorre un’esperienza politica e umana che si è dipanata «a cavallo di due colpi di Stato: quello di Benito Mussolini e quello di Tangentopoli». 

 

Dalla marcia su Roma ai girotondi davanti al palazzo di giustizia di Milano, viene descritto un viaggio che «si è concluso con un naufragio. E io naufrago mi sento». Anche se il destino del Psi, per il suo esito, non sembra ricalcare la sorte di Ulisse quanto la fine di Crono, il dio greco che generò i suoi più fieri nemici: perché «dal socialismo italiano — come ricorda Cicchitto — sono nati il fascismo e il comunismo. Il primo ci ha combattuto. Il secondo ci ha disprezzato». 

 

Il Psi ferito dai fascisti e ucciso dai comunisti? 

«Sì, ma contestato anche dai suoi stessi compagni: un tratto distintivo della follia socialista che è emersa nel corso della sua storia. Quando il compagno massimalista Mussolini si mise alla guida della reazione con il fascismo, per esempio, Filippo Turati pensò si trattasse di un fenomeno transitorio. Giacomo Matteotti invece vide il disegno di un’operazione organica che puntava alla conquista del potere attraverso la violenza. Perciò fu ucciso». 

fabrizio cicchitto foto di bacco

 

Matteotti, il più anti-comunista dei socialisti. 

«Quando venne scoperto il suo cadavere, Antonio Gramsci lo definì “pellegrino del nulla”. D’altronde, quando scomparve Turati, Palmiro Togliatti scrisse: “È morto il dirigente più corrotto del movimento operaio”. Per dire del disprezzo. Terminato il Ventennio in Italia sembrava ci fosse solo il Pci. Ma alle elezioni del 1946 il Psi giunse secondo dietro la Dc.

 

Dalle classi operaie del Nord e dai professionisti del Sud era arrivata la richiesta di un partito autonomo dai comunisti. Invece la follia socialista prese il sopravvento: Pietro Nenni e Rodolfo Morandi tradirono quel voto e scelsero la via del Fronte popolare. Così il Psi diventò stalinista. E nel 1948 subì un tracollo elettorale. Quell’anno ci fu un’operazione autonomista guidata da Riccardo Lombardi, il partigiano che sopravvisse al fascismo grazie a Mussolini». 

 

(...) non si può far politica senza finanziamenti? 

craxi amato

«È così. Quando nacque il Psiup nel 1964, gli scissionisti avevano ricevuto fondi dal Pcus per andare avanti due anni. Lo stesso Psi prima venne finanziato dal Pci con le cooperative rosse, poi dalla Dc con l’Iri e l’Eni. Fino all’avvento di Bettino Craxi, che aveva appreso la lezione. Fu lui a dire: “L’autonomia socialista è ideologica, politica, culturale, organizzativa e finanziaria. Altrimenti non lo è”». 

 

Craxi: il «cinghialone», il «ladro». 

fabrizio cicchitto cover

«Se la mettiamo così allora tutti sono stati ladri. Il finanziamento irregolare partì da quando Alcide De Gasperi e Togliatti, che fece “la svolta di Salerno” su mandato di Josip Stalin, scongiurarono la guerra civile. Da quel momento ognuno prese i soldi dal proprio mondo. Francesco Cossiga raccontava che il governo sapeva dei soldi di Mosca al Pci: “Conoscevamo persino i cambisti che prendevano i rubli e li convertivano in dollari. 

 

E li controllavamo perché non facessero pasticci”. La politica non può prescindere dai finanziamenti. Il Pci si è salvato da Tangentopoli grazie a una sanatoria votata in Parlamento. Il resto sono ipocrisie e menzogne». 

 

abrizio cicchitto durante i funerali di stato di arnaldo forlani

Non ha risposto alla domanda. 

«Craxi non è stato un ladro ma un grande leader. Un uomo di Stato come Amintore Fanfani, Aldo Moro e Cossiga per la Dc. Giuseppe Saragat per il Psdi, Ugo La Malfa per il Pri. Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano per il Pci. 

 

bettino craxi giuliano amato e giorgio benvenuto

Ognuno di loro si è dovuto occupare — direttamente o per interposta persona — del finanziamento del partito. Ma nessuno di loro è stato aggredito e distrutto come Craxi. 

Che risvegliò l’orgoglio del socialismo riformista, combattè il Pci con il dissenso sull’Unione Sovietica e contrastò la linea della fermezza ai tempi del caso Moro». 

 

Fu attaccato per questo. 

«La linea della fermezza per lui era la linea dell’inerzia. Rifuggiva l’idea che “tanto le Br lo ammazzeranno”. Ricordo che un giorno mi chiamò al partito. In silenzio mi diede una lettera in cui Moro gli chiedeva di tenere duro. E mentre leggevo si alzò in piedi e si commosse: “Noi non siamo né democristiani né comunisti. Dobbiamo salvarlo”. 

La verità è che Craxi è stato vittima di un colpo di Stato». 

 

Ora ha risposto. E chi avrebbe ordito questo «golpe»? 

cicchitto rinalduzzi foto mezzelani gmt 002

«Nel 1989 cadde il muro di Berlino. Gli Stati Uniti e i poteri forti italiani ritenevano che il vecchio sistema andasse liquidato. Un giorno Salvatore Ligresti chiese di incontrare Craxi per inoltrargli un messaggio di Enrico Cuccia.

 

Cuccia aveva apprezzato il fatto che — quando c’era stata la privatizzazione di Mediobanca — il segretario del Psi gli avesse dato una mano. Gratis. Il messaggio a Craxi fu di questo tenore: interpreta tu questa nuova fase anti-partitocratica e neo-gollista. Craxi si rifiutò». 

 

Perché? 

«Sottovalutò la crisi e pensò che la democrazia potesse ancora essere assicurata dai partiti. Cuccia commentò: “Peccato, era la sua ultima occasione”. E in breve tempo Craxi divenne “il cinghialone” da abbattere. Si mise in moto un ingranaggio che coinvolse un pezzo del Pci.

fabrizio cicchitto

 

I ragazzi di Berlinguer, Massimo D’Alema e Walter Veltroni — al contrario di Napolitano — si posero l’obiettivo di affossare il Psi e sostituirlo nei rapporti con i poteri forti. Loro volevano realizzare il progetto dell’unità dei socialisti proposto da Craxi: ma lo volevano fare senza Craxi e al posto di Craxi. Mani pulite aprì loro la strada». 

 

E i socialisti? 

«Riapparve il tratto distintivo della follia. Perché i socialisti furono abbattuti dai loro avversari ma anche da sé stessi. Non capirono che nel mirino non c’era solo Craxi ma tutto il Psi. C’era forse chi avrebbe potuto salvare il partito ma pensò di salvare solo se stesso: Giuliano Amato, che fino ad allora era stato il braccio destro e sinistro di Craxi. E che da Craxi era stato mandato a Milano come commissario del partito un po’ prima di Tangentopoli.

fabrizio cicchitto silvio berlusconi

 

Qualcuno credo gli avesse spiegato il disegno e lui si schierò con il Pds. Ma i post-comunisti dopo aver distrutto il Psi furono colpiti nel 1994 dai socialisti, che votarono in massa per Silvio Berlusconi.  Con Craxi finì il Psi. Resta in piedi la cultura socialista, che si ritrova nella difesa dell’Ucraina e nella battaglia per il Sì alla riforma della giustizia condotta dal Comitato Giuliano Vassalli, partigiano e grande giurista». 

 

ENRICO CUCCIA

fabrizio cicchittoFABRIZIO CICCHITTO - UN GIORNO DA PECORA giuliano amato bettino craxi bettino craxi giuliano amato bettino craxi giuliano amato fabrizio cicchitto foto di bacco (2)bettino craxi giuliano amato e giorgio benvenutocraxi giuliano amatocicchitto rinalduzzi foto mezzelani gmt 001FABRIZIO CICCHITTO- REPORT

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