CROCETTA AVRÀ ANCHE TROVATO LAVORO A INGROIA, MA MANCANO STIPENDIO E UFFICIO - SCAJOLA, IN MANCANZA DI ASSOLUZIONE, PUNTA ALLA PRESCRIZIONE PER LA CASA AL COLOSSEO

A cura di Gianluca Di Feo e Primo Di Nicola per "l'Espresso"

1. CONSIGLIO DEI MINISTRI - ASPETTANDO SCOPELLITI
Solitamente i Consigli dei ministri vengono sospesi per dissidi interni, quando non si trova un accordo su un provvedimento o sulle relative coperture. L'interruzione della riunione in programma il 29 ottobre scorso, però, non ha avuto nulla a che vedere con le misure in esame. A bloccare i lavori del Consiglio ci ha pensato Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria.

E non perché Scopelliti si sia opposto alla contestata nomina di Andrea Urbani a sub commissario per l'attuazione del piano di contenimento del deficit sanitario regionale, motivo per cui era stato invitato a partecipare alla riunione. Ma semplicemente perché il governatore calabrese non è riuscito ad arrivare in tempo a palazzo Chigi.

E così, avendo esaminato e archiviato tutti i punti elencati nell'ordine del giorno, il presidente Enrico Letta non ha potuto far altro che sospendere la seduta e attendere (per 45 lunghissimi minuti) l'arrivo di Scopelliti. «Scusate», si è limitato a dire il governatore entrando un po' trafelato in sala, senza fare alcun accenno alle ragioni del ritardo. G. Fed.

2. RISPARMI - SACCOMANNI BOCCIA ITALIA
Non solo privatizzazioni. Fabrizio Saccomanni ha intenzione di dare una sforbiciata agli enti inutili che gravano sulle finanze pubbliche. Il ministro dell'Economia ha puntato il radar verso Promuovi Italia. Agenzia tecnica controllata dall'Ente nazionale per il turismo e alle dipendenze di Palazzo Chigi, conta tra dirigenti, dipendenti e consulenti circa un centinaio di persone che nel 2012 hanno pesato per oltre 4 milioni di euro.

Promuovi Italia, nei suoi otto anni di vita, oltre a studiare piani per attrarre turisti è diventata però una vera calamita per politici e sindacalisti su viale del tramonto. Ma adesso al Tesoro hanno detto basta e come primo atto, attraverso la legge di stabilità, vogliono avere il controllo azionario diretto per procedere ad una vera razionalizzazione. S. G.

3. SICILIA - INGROIA LIQUIDA
Rosario Crocetta lo aveva nominato commissario liquidatore di Sicilia e-Servizi dopo il suo addio alla magistratura, ma Antonio Ingroia non riesce ancora a prendere possesso dell'incarico. La nomina dell'ex pm e leader di Rivoluzione civile, incaricato di chiudere la partecipata della Regione Sicilia in seguito a presunte anomalie sulla spesa di circa 200 milioni di euro di fondi europei, non può perfezionarsi: secondo il notaio dell'assemblea dei soci chiamata a mettere un punto alla storia del soggetto voluto nel 2005 dalla giunta Cuffaro, per chiudere la società serve infatti una legge dell'Assemblea regionale siciliana.

Ingroia, che nel frattempo resta senza ufficio e senza stipendio, non l'ha presa bene: «Solo in Sicilia possono accadere queste cose», sbotta, mentre Sicilia e-Servizi resta in funzione e i suoi dipendenti continuano a percepire stipendi d'oro. B. C.

4. OFFESE A 5 STELLE
Gli ospiti sono graditi, ma non sempre. È quello che devono aver pensato i deputati, soprattutto quelli del Pd, dopo che un senatore del M5S da una tribuna dell'Aula di Montecitorio riservata ai visitatori ha alzato il dito medio in segno di disprezzo. Intorno a mezzanotte, alla fine della seduta notturna per l'esame del decreto sulla Pubblica amministrazione, Gianluca Castaldi, che seguiva con altri colleghi arrivati da palazzo Madama l'ostruzionismo dei grillini dalla tribuna, ha prima salutato gli amici pentastellati e poi, in modo molto diverso, ha salutato i democratici. Per costoro ha alzato il dito medio, scatenando la reazione degli interessati.A. Be.

5. SCOMMESSE - CALCIO ALLO SCANDALO
Truccava le partite di calcio in Italia ma nelle vicina Svizzera sarà allenatore. Il romanzo criminale della banda degli zingari si arricchisce di un nuovo capitolo: Almir Gegic, il calciatore serbo arrestato nell'ambito dell'inchiesta di Cremona sulle scommesse farà il coach del Rancate Football Club, con sede in Canton Ticino. Proprio l'ex giocatore del Chiasso, considerato la mente del gruppo di slavi che avvicinavano i giocatori italiani per vendere le partite, è stato ingaggiato dalla squadra locale di Rancate, che milita nel campionato regionale.

Gegic, reduce da 4 mesi di arresti domiciliari e ancora in attesa di giudizio (probabilmente arriverà nel 2014) con l'accusa di associazione a delinquere e frode sportiva, ha ripreso da poco l'attività agonistica. «È ancora un giocatore del Rancate e quest'anno ha accumulato 2-3 presenze», lo difende il presidente della società ticinese Claudio Rinaldi: «Si tratta di uno che ha fatto la Champions League e che ha tanta esperienza». Calcio e affari, soprattutto. M. S.

6. PARLAMENTO IN CIFRE - A CURA DELL'ASSOCIAZIONE OPENPOLIS
7.813.009 euro è quanto ha speso lo scorso anno la Camera dei deputati per la stampa degli atti parlamentari a uso interno. In questo modo, nelle sedute di Aula e Commissione ogni deputato ha ricevuto una copia cartacea degli atti in discussione nonostante disponesse di un contributo di 2.500 euro per l'acquisto di prodotti informatici (notebook, tablet e telefonini) con i quali potrebbe comodamente consultare gli stessi documenti in formato digitale.

7. TANTE RICHIESTE NESSUNA SFIDUCIA
Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di sfiducia presentate contro ministri e sottosegretari. Sono state tutte respinte, tranne due che non sono state votate: Nicola Cosentino (Pdl) si dimise da sottosegretario prima che andasse in votazione la quarta mozione contro di lui; la Lega invece ritirò la mozione presentata contro Corrado Passera, ex ministro per lo Sviluppo

8. DEMOCRATICI IN BARCA
C'è stato un tempo in cui, Fabrizio Barca, già ministro per la Coesione territoriale nel governo dei tecnici, scriveva manifesti elettorali e programmatici per scalare il partito a cui si è iscritto formalmente lo scorso anno. Viaggi lungo la Penisola per parlare di un altro Pd possibile. Ma ad oggi l'unica cosa certa è il suo ingresso nel direttivo dello storico circolo romano di via dei Giubbonari. Per il suo staff è una ripartenza, per altri è la fine di un sogno.S. G.

9. SCANDALO MPS - BALDASSARI PAGA IL CONTO
D. L. - Dopo Mussari, anche Gianluca Baldassarri dovrà pagare la maxi-multa inflitta dalla Banca d'Italia per lo scandalo Mps. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta dell'ex capo Area finanza della banca senese di sospendere la sanzione di 387 mila euro. Secondo i giudici, «non è stata adeguatamente comprovata la sussistenza del requisito del pregiudizio grave e irreparabile» all'ex dirigente di Mps rimesso in libertà il mese scorso dalla Cassazione.

Le multe risalgono al 28 marzo di quest'anno. Bankitalia ha inflitto sanzioni per 5 milioni
a 24 ex dirigenti e consiglieri di amministrazione di Mps in carica all'epoca dell'operazione Antonveneta. La scorsa settimana, su richiesta dei magistrati di Siena, i finanzieri del Valutario hanno notificato a Baldassarri, al suo ex vice Alessandro Toccafondi e agli altri membri della cosiddetta "banda del 5%" nuovi decreti di sequestro per 45 milioni.

10. POLITICI SOTTO ACCUSA - SCAJOLA SI ESTINGUE
Claudio Scajola dovrà attendere l'inizio del nuovo anno per poter conoscere il verdetto del tribunale di Roma sulla vicenda della casa con vista sul Colosseo acquistata «a sua insaputa» nel 2004. La sentenza, inizialmente attesa per il prossimo 23 dicembre, è infatti slittata a gennaio per impegni del giudice monocratico davanti al quale si celebra il processo per finanziamento illecito. Il rinvio, raccontano persone vicine a Scajola, avrebbe provocato il disappunto dell'ex ministro che, convinto di ottenere l'assoluzione, contava di passare il Natale senza pensare a grattacapi giudiziari.

In alternativa, il politico imperiese punta alla prescrizione. Con un coup-de-théâtre da maestro Scajola ha estratto dal cilindro un documento del Dipartimento di sicurezza del ministero dell'Interno che dimostra come lui, il 23 marzo 2005, abitasse già nella casa. Quel giorno la sua scorta fu spostata in via del Fagutale. Questo retrodaterebbe di un anno il conteggio della prescrizione che, secondo i pm, dovrebbe invece partire dalla primavera del 2006. Risultato: il reato sarebbe estinto.D. L.

11. A DESTRA CHIUDONO LE CITTÀ FILOGAY
Tempi duri a destra anche per chi prova a condurre battaglie per i diritti dei gay e contro l'omofobia. Dopo un solo anno di pubblicazioni chiude il settimanale "Le Città", diretto da Daniele Priori, presidente dell'associazione Gaylib. La rivista, politicamente a cavallo tra i finiani e l'area di Renata Polverini, si è sempre oc cupata di temi non molto popolari nel centrodestra, come le coppie di fatto omosessuali e lo ius soli. Ma il tracollo di Fli e le difficoltà degli ex An nel Pdl hanno provocato la contrazione degli inserzionisti pubblicitari e l'impossibilità di proseguire. V. D.

12. ANIMALISTI - BRAMBILLA A DIETA
Da proprietaria di una nota salumeria milanese a icona vegetariana e animalista il passo è breve. Ancor più breve se l'ex ministro del Pdl Michela Vittoria Brambilla risulta essere dal 2001 socia fondatrice della Sotra Cost International, azienda che commercia prodotti ittici surgelati e affumicati con un giro di affari di 45 milioni di euro l'anno. A chi, tra le fila degli animalisti più radicali, le ha contestato una certa incoerenza tra il suo profilo pubblico e quello degli affari di famiglia, ha risposto sdegnata «Non posso rifiutarmi di commercializzare il pesce».

Ma qualcosa deve essere cambiato per la "rossa salmonata", come la chiamano i maligni, perché dopo aver presentato innumerevoli proposte di legge animaliste, ne ha sfornata un'altra che mira a favorire la cultura dell'alimentazione vegetariana e vegana (che proibisce il pesce) in Italia. E si è appreso pure che è diventata socia di maggioranza di una società che importa alimenti e cibi per menù cruelty free ovvero senza vittime animali. Così finalmente per l'on. Brambilla profilo pubblico e interessi privati trovano alla fine una felice sintesi. Cuore e portafoglio. M. Br.

13. RAPPORTI - L'ITALIA PERDE REPUTAZIONE
Siamo un popolo che crede poco in se stesso, governati con molto spreco, tecnologicamente arretrati e poco appetibili per gli investitori. Punti di forza: l'accoglienza, e un grande patrimonio di paesaggi e cultura. Sono i risultati dello studio del Reputation Institute per l'evento "È l'Italia, Bellezza!" in calendario per sabato 9 novembre a Milano. Un rapporto sulle nostre performance commissionato da Officine Democratiche, l'associazione che affianca Matteo Renzi, guidata da Guido Ferrandini.

Per il patto tra politica, imprese e società civile alla base del new deal renziano è fondamentale partire dall'autocritica. Ecco quindi i punti deboli: i russi e i brasiliani si divertono un mondo in Italia ma su stabilità di governo e sviluppo del business è pollice verso, soprattutto agli occhi dei nostri vicini come Germania e Francia. Diamo un contributo importante alla cultura, ma il sistema-Paese è bloccato: dal 2011 siamo scesi dal 14mo al 16mo posto del ranking mondiale. Il messaggio dei renziani a Enrico Letta, è chiaro: i tour del premier all'estero servono a poco, ci vuol altro per rifarsi la reputazione. M. S.

14. BOLOGNA FLOP
Dopo il metrò, anche l'ultima grande opera nell'agenda del Comune di Bologna è destinata forse a saltare. Il People Mover (navetta di collegamento su monorotaia tra aeroporto e stazione ferroviaria del costo di 110 milioni) resta un sogno. I finanziatori pronti a entrare nella Marconi Express, la società costituita da Consorzio delle cooperative di costruzione e Tper, azienda di trasporto pubblico, si sono defilati: troppo ingarbugliata la matassa della bocciatura del bando del Comune da parte dell'Autorità sugli appalti pubblici.

Il sindaco Virginio Merola sparge ottimismo. Ma saranno i giudici del Tar, di fronte al quale la società bolognese ha presentato ricorso, ad avere l'ultima parola. La sentenza è prevista entro novembre. N. R.

 

 

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