ANCHE MONTALBANO HA LA SUA CROCE(TTA)! - IL GOVERNATORE SICILIANO, IMPALLINATO DA TUTTI PER LA FUGA DEL COMMISSARIO IN PUGLIA, CONTRATTACCA SULLA RAI: “CI DEVE 25 MILIONI PER AGRODOLCE, ECCO PERCHÉ È USCITA QUESTA POLEMICA”

1 - RAI: CROCETTA, FICTION MONTALBANO? RAI CI DEVE 25 MLN

(ANSA) - - "La Rai ci deve dare 25 milioni di euro e fa saltare la fiction Montalbano? Non facciano i furbi, non accetto contro-partite. E' strano che questa vicenda di Montalbano esploda proprio quando la Rai chiede un incontro alla Regione siciliana sul contenzioso per la fiction Agrodolce, su cui indaga la magistratura. Sono pronto a denunciare tutto in Parlamento e alla Procura". Cosi' all'ANSA il governatore Rosario Crocetta sull'ipotesi di trasferimento della location della fiction Montalbano dalla Sicilia alla Puglia.

commissario montalbano 5commissario montalbano 5

 

2 - MONTALBANO, BUTTAFUOCO: “IL TRASFERIMENTO IN PUGLIA È LA CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DEL GOVERNO CROCETTA”

Paola Ambrosino per “Tazebaonews.it

 

Con un assordante silenzio, l’amministrazione della Regione Sicilia si sta lasciando scappare una sue delle perle: il Commissario Montalbano. La produzione della celeberrima fiction  della Rai ha infatti ammesso di essere arrivata ormai ai ferri corti con Palazzo dei Normanni,  tanto da valutare seriamente la possibilità di trasferire il set da Ragusa ad Otranto, in Puglia.

CROCETTACROCETTA

 

La clamorosa notizia ha immediatamente allertato tutti i comuni del sud est dell’isola che si sono detti addirittura disposti ad autotassarsi pur di non dover abbandonare le storie di “Salvo” che, negli ultimi anni, hanno promosso turismo, indotto e cultura.

 

Di fronte all’ennesimo scivolone della Regione, il deputato Pd Michele Anzaldi, citando le parole dello scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, ha lanciato una provocazione e ammesso che lo statuto speciale di Regione autonoma ha fatto più danni che altro.

 

Se addirittura Camilleri, padre di Montalbano e intellettuale simbolo della Sicilia, arriva a dire che comprende le ragioni della produzione che si dice pronta ad andare in Puglia – nota Anzaldi –  significa che le difficoltà incontrate non devono essere state poche.

Francesco Merlo e Pietrangelo Buttafuoco Francesco Merlo e Pietrangelo Buttafuoco

Per avere un commento sulla questione, la redazione di Tazebaonews ha intervistato Buttafuoco.

 

Dottor Buttafuoco, pare che la Sicilia stia per perdere Montalbano?

La Regione Sicilia va a rotoli, è evidente. La questione Montalbano mi ricorda tanto quanto accaduto con “E’ stato il figlio”, il film di Daniele Ciprì ambientato a Palermo ma girato in Puglia… Ecco penso che questo sia un esempio perfetto per spiegare il disinteresse totale che l’amministrazione ha verso la cultura, la memoria, la storia e il turismo della Sicilia. L’addio di Montalbano è la ciliegina sulla torta marcia di un sistema cieco e ottuso.

 

Secondo lei, problemi di questo tipo esistono solo in Sicilia?

No, certo che no. Ma in Sicilia sono più forti e più radicati.

 

Cosa direbbe alla produzione per farla restare nella sua terra?

Bè, alla produzione direi di ascoltare i sindaci  mentre alla Regione direi di rendersi conti di quanto le altre amministrazioni, come la Puglia appunto, stiano più avanti rispetto alla muffa di Crocetta.

 

Lei quindi punta il dito contro Crocetta?

MICHELE ANZALDIMICHELE ANZALDI

Mi lasci fare un esempio: il governatore un po’ di tempo fa ha nominato a capo del consiglio di amministrazione dell’Orchestra sinfonica siciliana una signora esperta nell’amministrazione di palestre. Sa perché? Perché questa donna vantava importanti crediti nel settore antimafia! Un’assurdità che non premia né  il merito né le competenze e non fa altro che degradare la cultura. In Sicilia la maggioranza delle decisioni sono in malafede, figlie di una struttura parassitaria.

 

E a tal proposito vorrei fare un altro esempio.

Alcuni anni fa, l’ex ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, volle a tutti i costi riaprire il teatro di Racalmuto, nella terra di Sciascia. A sostegno della sua iniziativa scendemmo tutti in piazza e riuscimmo a mobilitare il Teatro stabile di Catania ottenendo il via libera da parte del ministero dei Beni culturali, del Governo, del Comune, di tutta Roma.

 

Ebbene, alla fine il sipario su Racalmuto non è mai aperto per colpa di un funzionario della Regione che ci mise il bastone fra le ruote solo perché la misura non avrebbe acceso i riflettori sul suo presidente. Il sud est della Sicilia è come il nord est d’Italia, non ci sono clientele, ma solo gente che la mattina si alza presto per andare a lavorare. Merita più di questo.

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…