francesca albanese carlotta vagnoli valeria fonte

DAGOREPORT - COS’HANNO IN COMUNE L’INDECENTE ASSALTO DEI PRO-PAL ALLA REDAZIONE DELLA “STAMPA” E IL "FEMMINISMO" BY CARLOTTA VAGNOLI E VALERIA FONTE? MOLTISSIMO: LA VIOLENZA, L’IDEOLOGIA TOSSICA, L’ACCONDISCENDENZA DI UNA CERTA STAMPA E DI QUEL MONDO EDITORIAL-GIORNALISTICO CHE HA TOLLERATO E SOSTENUTO, CON IMBARAZZANTE CONFORMISMO, QUALUNQUE NEFANDEZZA - E' UNA SVEGLIA PER CHI HA ALLISCIATO E POMPATO ACRITICAMENTE LA GALASSIA MOVIMENTISTA, CONVINTO CHE FOSSE LA PARTE GIUSTA DELLA STORIA - NON ERA NECESSARIO ARRIVARE ALL’IRRUZIONE DEI PRO-PAL E ALL’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MONZA SU VAGNOLI-FONTE, PER CAPIRE QUANTA VIOLENZA SI NASCONDESSE DIETRO CERTI “ATTIVISTI” E I LORO METODI...

 

DAGOREPORT

LA REDAZIONE DELLA STAMPA DOPO IL PASSAGGIO DEI PRO-PAL

L’indecente assalto dei manifestanti pro-Pal alla redazione della “Stampa”, a Torino, e il femminismo tossico by Carlotta Vagnoli e Valeria Fonte hanno molto in comune. Non solo l’ideologia (entrambi si situano in una sinistra che in altri tempi avremmo definito extra-parlamentare), anche il “metodo”: violento, manipolatorio, contraddittorio.

 

Entrambi i casi sono un allarme rosso per quella sinistra italiana, media inclusi, che per mesi hanno “perdonato” tutto alla galassia movimentista, convinta che fosse quella la parte giusta da sostenere, acriticamente. Bisognava appoggiare le “femministe” per non rischiare di essere accusati di maschilismo-fascismo-patriarcato. Bisognava sostenere il “risveglio” civico dei ragazzi per la Palestina, pena essere bollati come “sionisti complici del genocidio”.

 

carlotta vagnoli valeria fonte

Non era necessario arrivare all’incursione di venerdì 28 novembre (con decine di pischelli che hanno imbrattato, vandalizzato, distrutto scrivanie e minacciato di morte i giornalisti) per capire che dietro alle bandiere palestinesi e agli slogan antisemiti berciati in piazza ci fosse una radice violenta, connotata di un sentimento anti-occidentale ottuso e pretestuoso.

 

Ne è controprova il qualunquismo con cui gli assaltatori della "Stampa" hanno rivendicato il loro gesto: “La stampa italiana ci ha abituati al sensazionalismo con i politici di destra e di sinistra ’egualmente corrotti’”; fino a “i vari post-fascisti che invocano il carcere e l'olio di ricino”. Un distillato di ignoranza e cretineria che solo il conformismo stolto di una certa sinistra, e dei media conniventi, poteva legittimare.

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 3

 

Non era nemmeno necessario ascoltare l’orrenda frase “giustificazionista” di Francesca Albanese (“Condanno l’assalto ma sia un monito alla stampa”) per capire che la “vestale dell’Intifada” ha un profilo molto lontano da un Nobel per la pace: mitizzata come una santa laica, si erge a giudice del bene e del male che “scomunica” chi non la pensa come lei e, dall'alto della sua bontà, "perdona" chi sbaglia (come il povero sindaco di Reggio Emilia che "osò" chiedere la liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas). 

 

CARLOTTA VAGNOLI E VALERIA FONTE

Il finale scontato di questo conformismo cieco non può che essere: se non ti adegui al Verbo, sei un sionista, complice della pulizia etnica.

 

Una forza censoria che Francesca Albanese e i suoi epigoni hanno ottenuto con il sostegno massivo di un’opinione pubblica schierata (ma davvero informata?). Si aggiunga l’adorazione di chi, a sinistra, è in perenne ricerca di un "papa straniero" a cui affidarsi, è facile comprendere come si sia arrivati al bollino blu di "autorità morale".

 

Non c’era bisogno di tutto questo, eppure è stato necessario per aprire gli occhi a gran parte dei media e della politica italiana: la stessa “Stampa” di Torino, uno dei quotidiani più vicini alla causa palestinese nel panorama italiano (ci scrivono Rula Jebreal e Francesca Mannocchi, molto sensibili alle ragioni di Gaza), è stata accondiscendente verso i manifestanti in questi mesi: li ha sostenuti quando è stato indetto lo sciopero generale per la Palestina, e ha preso le loro difese quando i pischelli si sono scontrati con la Polizia, nelle decine di cortei indetti contro Israele nei mesi scorsi.

 

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 10

Ora, però, dopo aver conosciuto sulla propria pelle la violenza squadrista dei pro-Pal, la redazione della “Stampa” pare rinsavita: il direttore, Andrea Malaguti, domenica scorsa ha scritto un editoriale durissimo contro i ragazzi che hanno devastato la redazione, e la giornalista Simonetta Sciandivasci su Instagram ha fatto mea culpa (“Ce lo siamo sempre posto il problema di come avvicinare i ragazzi, e prima ancora di come raccontarli: abbiamo fallito. Mi è chiaro. […] Che dei ventenni abbiano scritto con una bomboletta ‘fuck stampa’ sulla scrivania dove ho imparato questo mestiere, pianto, riso, odiato, litigato, studiato […] è il più grande fallimento della mia vita professionale”).

 

Alberto Infelise, caporedattore Cultura-Spettacoli del quotidiano torinese, nei giorni scorsi a “Amici e Nemici”, su Radio2, ha parlato di “Ragazzi molto giovani e un po’ confusi”.

 

Oh là là: "so ragazzi”, dunque, e pure “confusi”. Come spiega Infelise: “se avessero letto La Stampa invece che devastarla forse avrebbero capito che si tratta di un posto dove ci sono persone che per 14 ore al giorno lavorano per raccontare quelle realtà che loro dicono non essere raccontate”. Giovincelli un po’ confusi? Sicuri?

 

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 2

Delle due, l'una: se sono inconsapevoli di aver colpito il quotidiano più vicino alle loro posizioni, allora so' cojoni. E i cojoni, per definizione, sono pericolosi per loro stessi e per gli altri.

 

Se, invece, sapevano benissimo cosa stavano facendo, magari ben indottrinati dalle vecchie cariatidi dell’odio sociale, allora sono ben più pericolosi, perché in malafede. Predicano la pace, praticano la lotta armata.

 

Un’ipocrisia molto vicina a quella mostrata dal caso giudiziario che ha coinvolto Carlotta Vagnoli e Valeria Fonte, accusate di stalking e diffamazione a seguito di due denunce (compresa quello di un ragazzo che, ingiustamente da loro accusato di essere un "abuser", ha tentato il suicidio).

 

Le due femministe, con un largo seguito sui social e un grande consenso tra le maitress-à-penser del circoletto editoriale, hanno tirato fuori il peggio: nella loro chat, divenuta pubblica a seguito dell'inchiesta della procura di Monza, non lesinavano ai loro "nemici" frasi sessiste, body-shaming e insulti (Mattarella veniva definito “Vecchio di merda”, Liliana Segre “Vecchia nazi” e Simonetta Sciandivasci, che si occupa per “La Stampa” di cultura e spettacolo, era definita da Flavia Carlini, amica di Vagnoli e Fonte, come “Scendicazzi”).

zerocalcare copertina l'espresso

 

Quello stesso "femminismo" era stato coccolato negli anni dalle giornaliste amiche, dalle case editrici, dal "Sistema", anch'esso carico di conformismo e omertà, che la ha istituzionalizzate e promosse.

 

D'altronde, pur godendo di seguito social, se Vagnoli, Fonte & friends non avessero ricevuto il "sigillo di qualità" delle matrone del potere editorial-giornalistico, sarebbero rimaste nel brodino culturale dei like e dei retweet. 

 

Come per i Pro-pal assaltatori, non serviva il caso Vagnoli-Fonte per scoprire la violenza e l'intolleranza di questo nazi-femminismo che, con la scusa di fare la guerra al "maschio tossico", ha instancabilmente provato a rosicchiare posizioni di potere e visibilità (Vagnoli teorizzava la lotta armata: "Dobbiamo usare le loro armi, propaganda e violenza. Radicalizzare, attaccare, accusare e fare propaganda. Dobbiamo fare nostra la cancel culture, l'arma più potente che il femminismo abbia avuto negli ultimi dieci anni"). 

 

assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 4

Non era già abbastanza chiaro, dopo tutto cio' che è avvenuto negli Stati uniti, che la furia combinata di movimento #metoo, teorie gender, ideologia Woke e femminismo intersezionale contenesse un preciso progetto politico, per disarticolare un sistema di potere?

 

Non era chiaro che l'obiettivo non fosse "etico" (per quello esistono già Costituzioni, leggi e tribunali) ma arrivare a un "regime change" per sfilare potere agli odiatissimi uomini e affidarlo alle donne?

 

Solo nel 2018, 407 uomini, dirigenti di alto livello di aziende prestigiose, furono sostituiti da donne, sull'onda del #metoo. 

 

Se non fossimo immersi in una palude di ideologie logore, conformismo spicciolo, opportunismi d'accatto e amichettismo paraculo, la realtà sarebbe più chiara, cristallina persino.

 

Ci saremmo evitati le colate di piombo in lode di ragazzotti facinorosi, ignorantelli e ideologizzati fino al midollo, spacciati per  araldi del risveglio democratico italiano. Idem con patate, avremmo evitato che quattro scappate di casa, che berciavano slogan violenti, fossero innalzate allo status di "intellettuali" e opinion-leader. 

 

ilaria salis e mimmo lucano salutano annalisa corrado al parlamento europeo

Questi incresciosi episodi, non l'assalto dei Pro-pal a "la Stampa" come evocato da Francesca Albanese, dovrebbero essere da "monito" per il futuro. Basta, davvero. Abbiamo già assistito a troppe santificazioni.

 

Non abbiamo dimenticato il Soumahoro con gli stivali, che predicava per i braccianti, uccellato da un'inchiesta sulla moglie e la suocera accusate di sfruttare i migranti nelle loro cooperative.

 

Non abbiamo dimenticato "l'Espresso" by Damilano che incorono' Zerocalcare "l'ultimo intellettuale". Non abbiamo dimenticato, tra gli altri, i "santini" propalati dal medesimo "Sistema": il sindaco di Riace Mimmo Lucano (condannato a 18 mesi per falso), la speronatrice di mezzi della Finanza Carola Rackete, l'ex eco-attivista Greta Thunberg, Ia "cacciatrice di nazisti" Ilaria Salis, i "flotilleros" di Sumud Flotilla, etc etc.

 

Dopo cotanta indigestione di "buoni e giusti", non sarà il caso di rivalutare qualche "cattivo"? 

carola rackete al parlamento europeo

 

manifestanti pro palestina vandalizzano la sede della stampa a torino LILIANE MUREKATETE - ABOUBAKAR SOUMAHORO valeria fonte 2simonetta sciandivasciaboubakar soumahoro ospite a l aria che tira 4assalto dei manifestanti pro palestina alla redazione della stampa, a torino 7valeria fonte intervistata da vanity fair valeria fonte 8valeria fonteSOUPAHNDORO - MEME BY EMILIANO CARLI CARLOTTA VAGNOLI CARLOTTA VAGNOLI carlotta vagnoli in altre parole 8manifestanti pro palestina vandalizzano la sede della stampa a torino

 

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