giorgia meloni matteo salvini fuoco palazzo chigi scontro

DAGOREPORT - PREGHIAMO SAN MATTEO SALVINI: IL SOLO CHE PUOI MANDARE A CASA LA DUCETTA COATTA - SCAZZANDO, SI VA A GRAN GALOPPO VERSO L'IMPLOSIONE DEL GOVERNO - L’ULTIMO TEATRINO DELLE CRUDELTÀ SI È SVOLTO, IN SOSTANZA, COSÌ - SALVINI: “SE ANDIAMO AVANTI COSÌ, IO MOLLO IL GOVERNO!”. MELONI: “SE CADE, SI VA AL VOTO!”. SALVINI: “BENE, UNA VOLTA VINTE LE ELEZIONI, SENZA LA LEGA CON CHI LO FAI IL GOVERNO? IL TAVOLO SI REGGE CON TRE GAMBE” - A FAR ESPLODERE LA TENSIONE, DOPO LO SCHIAFFO IN SARDEGNA, LA DECISIONE DI FDI DI METTERE LE MANI SULLA LOMBARDIA, REGIONE PIU' RICCA D'ITALIA E FORTINO DELLA LEGA - IL CLAN DEI FRATELLI LA RUSSA  NON HA ACCETTATO LA PORTA SBATTUTA IN FACCIA AGLI ANGELUCCI - OGGI SUL CORRIERE BRILLA IL TITOLO: “QUELL’ATTRAZIONE IRRESISTIBILE TRA SALVINI E CONTE”...

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI - MEME BY OSHO

DAGOREPORT

Ci sono alcune coincidenze che valgono più di un gioco del destino. Oggi sulla prima del Corrierone, brillava il titolo: “Quell’attrazione irresistibile tra Salvini e Conte”.

 

Editorialeggia Francesco Verderami: “Riaffiora tra Lega e Cinquestelle quella affinità ideologica che i due partiti non vogliono reprimere... I due che hanno fatto epoca varando insieme il Reddito di cittadinanza e i decreti sicurezza, temono il ruolo di comparse nei servizi dei tiggì… Tanto che anche in questa legislatura hanno giocato d’intesa sul Mes, per impedire qualsiasi manovra a Meloni”.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

Cosa hanno combinato ieri Conte e Salvini al punto di trasformare il sorriso della Ducetta nella pubblicità di un dentifricio per doberman? Verderami report: “Così al Senato hanno tentato di riconquistare un po’ della centralità perduta. E non su un tema secondario: sull'Ucraina. I capigruppo Romeo e Patuanelli, in rappresentanza di Lega e M5S, hanno organizzato il piano: il primo ha presentato un ordine del giorno sull’invasione russa, e in vista del voto il secondo ha annunciato che avrebbe sottoscritto quel testo, mettendo in subbuglio maggioranza e opposizione”.

 

Calzato il fez d’ordinanza, Fazzolari infatti era già partito agitando il manganello nei confronti dell’alleato traditore e solo la Melona, emanando la sua grande umanità da tutti gli artigli, è riuscita a mettergli la camicia nera di forza: “Fermati! Basta una scintilla per far saltare il governo in aria”.

giorgia meloni matteo salvini.

 

Ben detto, Giorgia! Benvenuti all'’’ano-calisse’’ del governo: l’esecutivo procede a gran galoppo verso l’implosione. Sfancularsi per Salvini e la Ducetta è come recitare il rosario a San Pietro (in basso un riassuntino degli scazzi tra i due).

 

Il potere, si sa, ubriaca. E non esiste vaccino al virus detto “Qui comando io!” che ha gonfiato come una mongolfiera l’ego della premier e mandato fuori di zucca il Capitone che, mai come negli ultimi tempi, complice anche il caso Verdini, che lo tocca personalmente per il suo rapporto con la compagna Francesca, si ritrova con il sistema nervoso in libera uscita.

 

giorgia meloni matteo salvini in versione barbie

Quando il povero Goethe sottolineò che "Nulla è più terribile di un'ignoranza attiva", forse aveva già prefigurato l’arrivo a Palazzo Chigi del Primo Governo di Coattonia: un fenomeno di irriducibilità psicologica e di incurabilità sociale, definitiva giustificazione in carne e ossa del primo comandamento dell’orgoglio coatto: "Fatte li cazzi tua". Il secondo recita così: "Nun me ne potrebbe frega' de meno". Il terzo è definitivo: "Attaccate ar cazzo" (traduzione della frase di Winston Churchill: "La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato". Gli altri sette? Non contano.

 

MEME SULLA RETROMARCIA DEL GOVERNO SUI TAXI

Attenzione, però: coatta non per sfiga ma per sfida. Sempre con quell'espressione "impunita" di chi non ha ancora preso a schiaffi qualcuno, Giorgia Meloni mulina la lingua come una clava in modalità Jessica, la pischella verdoniana di "Viaggi di nozze" ("'A stronzi, do' state? Che fate? Do' annate?"), producendo però un livello di comunicazione e di retorica che per i cittadini incarna un fattore di “autenticità” acchiappavoti.

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI - MEME BY IL GRANDE FLAGELLO

 

 

 

 

 

Ecco chi si trova davanti ogni giorno il Matteo della Lega, il quale non ha altro modo di contrastarla mettendosi di traverso su tutto. Insomma, un continuo “Io non sono né a favore, né contro. Meglio al contrario”. La replica della Ducetta all’opposizione interna di Salvini è pari a un tamponamento di un caterpillar: “Ahò, ma ‘sta famosa democrazia ce l'ha ordinata il dottore?".

 

Esemplari le ultime vicende. Dopo lo schiaffone subito in Sardegna, dove l’ex Reuccio del Papeete è stato sputtanato coram populo e costretto a mollare il suo candidato obeso Christian Solinas, i Fratellini d’Italia, lucidati i canini, sono ripartiti all’attacco di ciò che rimane della Lega: quella gallina d’oro chiamata Lombardia.

 

SALUTO ROMANO - MEME BY EMILIANO CARLI

I meloniani, forti del loro 27% intascato alle politiche del 2022, corroborati da sondaggi in ascesa verso il 30%, non accettano più che il Carroccio con il suo misero 8% abbia potere su tre regioni del Nord, a partire da quella più ricca d’Italia. Ma soprattutto il clan dei fratelli La Russa (Ignazio e Romano) non ha per nulla accettato le porte sbattute in faccia alla famiglia Angelucci.

 

I ‘’re delle cliniche’’ romane e dintorni, forti dell’acquisizione del 70% de “Il Giornale” (oltre a “Libero” e “Il Tempo”), erano pronti a mettere le manine sull’assessorato della Sanità, a cui il bilancio lombardo (investimenti e spesa corrente) destina la sommetta di 20 miliardi 859 milioni. E’ andato in scena anche un tentativo di sbolognare dal Pirellone l’arcigno assessore alla Sanità Guido Bertolaso allettandolo con la presidenza doviziosa dell’Aiscat; ma qui è piombato Salvini ed è saltato tutto, compresa la vice presidenza esecutiva del Pirellone.

 

bertolaso meloni

Oggi, se Meloni e Salvini si trovassero davanti a uno squalo, il pescecane avrebbe una crisi di identità, talmente alto è il delirio tra i due. E alla fine, daje e ridaje, giunge sempre il momento in cui si deve decidere se cagare o uscire dal cesso. L’ultimo teatrino delle crudeltà si è svolto, in sostanza, così.

 

Salvini: Se andiamo avanti così, io mollo il governo!

Meloni: Se cade, si va al voto!

Salvini: Bene, una volta vinte le elezioni, senza la Lega con chi lo fai il governo? Il tavolo si regge con tre gambe. Con due, crolla…

 

antonio angelucci e yosdanka fumero foto di bacco (4)

E la commedia continua.

 

SCAZZI SALVINI-MELONI

Settembre 2022 - Collocazione internazionale: Salvini filo-Putin, Meloni turbo-atlantista. 

 

Aprile 2023 – Nomine Enel-Eni-Leonardo. Meloni da Salvini costretta a ingoiare Flavio Cattaneo a Enel (e perde la faccia con Donnarumma). 

 

Maggio 2023 – La premier gli lancia l’ultimatum: “Se tu ti opponi a De Gennaro alla GdF, noi ci opponiamo a Pisani, capo della Polizia”

 

Maggio 2023 – nomine in Rai, la lega è l’unico partito del governo senza un tg (solo la Tgr che rimane alla Lega). Poi ottiene la riduzione del canone e infine minaccia l’abolizione totale

 

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

Maggio-Novembre 2023 - Giorgia e Matteo litigano anche sul già sgarrupatissimo Pnrr. La decisione di sfilare la governance già in mano al Mef di Daniele Franco, rivedendo la decisione presa da Mario Draghi, accentrando i poteri a Palazzo Chigi nelle mani di Raffaele Fitto, ha rallentato la “messa a terra” del Piano, azzerando i progetti e bloccando, di fatto, la terza tranche di finanziamenti da parte dell’Ue. La Lega ha iniziato a mettere in dubbio l’efficienza del sistema Italia nello spendere tutti i soldi: "Meglio non spendere i soldi che spenderli male". Meloni, anziché mettere in chiaro che il Pnrr andava verificato voce per voce, ha subito dichiarato: spendiamo tutto fino all’ultimo centesimo! E il risultato fallimentare è sotto gli occhi di tutti...

 

giorgia meloni matteo salvini

Scazzo da recovery tra Fitto e Salvini – Il ministro per gli affari europei vuole cancellare parte dei fondi del pnrr per le opere ferroviarie, convinto che alcune di queste affidate a rfi non saranno completate entro la data fissata da Bruxelles, il 30 giugno 2026 

 

Giugno 2023 – nel decreto Cutro si ipotizza di togliere poteri alla Guardia Costiera (gestita dal ministero di Salvini) per darli alla Marina Militare. Grosso scazzo anche sul Pnrr, con il capogruppo della Lega Riccardo Molinari che dice: «valutare se rinunciare a una parte dei fondi».

antonio angelucci foto di bacco

 

Agosto 2023 – oggi – Collocazione europea: Salvini dalla Festa della Lega di Cervia inizia a parlare della necessità di unità nel centrodestra (no veti alla Le Pen), ma la Meloni frena.

 

Agosto 2023 – Immigrazione Salvini rivendica le sue politiche da ministro dell’interno: ‘’Con me i numeri degli sbarchi erano diversi" – Salvini ha iniziato il logoramento della Meloni dopo che si è presa i pieni poteri e ha affidato il dossier migranti al sottosegretario Mantovano, il cui strapotere irrita molto "il Capitone".

 

Dicembre 2023 – Voto sul Mes, Meloni per non perdere voti a destra sposa la linea no-euro della Lega by Borghi e Bagnai 

 

Gen 2024 - Autonomia – Premierato – legge elettorale (Lega contro le preferenze, cavallo di battaglia della Meloni) - 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

 

24 gennaio 2023 Salvini vs Meloni: battaglia totale – l’autonomia differenziata, bandierina della Lega, è stata approvata in senato, ma la partita è lunga. Salvini non si fida e vuole la legge approvata anche alla camera prima delle europee. 

 

27 novembre 2023 Da una parte, Salvini pretende l'approvazione dell'autonomia; altrimenti, cara Giorgia, il tuo agognato premierato te lo metti in quel posto. dall’altra, s’incazzano i berlusconiani: “la riforma della giustizia deve viaggiare insieme al premierato”.

 

Gennaio 2024 – Scazzo candidature regionali: Salvini chiede la ricandidatura di Solinas, ma Meloni si oppone (e vince). 

 

matteo salvini giorgia meloni

Novembre-Dicembre 2023 Manovra, scazzi sugli emendamenti (Meloni dichiara la legge di bilancio inemendabile, la Lega presenta comunque tre proposte di modifica) – scazzo sulle pensioni e quota 104, 

 

Aprile 2021 – Copasir, fu nominato il meloniano Adolfo Urso, eletto senza i voti della Lega (dopo le dimissioni del leghista Volpi).

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