matteo salvini antonio tajani giorgia meloni

DAI RAVE PARTY AI COLTELLI, LA FABBRICA DEI REATI DEL GOVERNO MELONI – “LA STAMPA” AFFONDA IL COLPO CONTRO "LA LEGISLAZIONE MEDIATICA" DELL'ESECUTIVO SULL'ONDA DEI VARI CASI DI CRONACA: "NON SERVE A NULLA, MA VA BENE COSÌ. PERCHÉ PER IL POPULISMO, CHE FATTURA CONSENSI SULLE PAURE DI FONDO, È IMPORTANTE IL RACCONTO (REPRESSIVO) NON LA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA. L’UNICO REATO SOPPRESSO, IN TRE ANNI DI GOVERNO: L’ABUSO D’UFFICIO. PERFETTO PER I COLLETTI BIANCHI E PURE PER APRIRE UN CONTENZIOSO CON L’EUROPA…"

 

Alessandro De Angelis per la Stampa - Estratti

 

In principio furono i rave party, dopo un’adunata nelle campagne di Modena, punibili (ma solo sopra i cinquanta partecipanti) con una pena da 3 a 6 anni. Da allora, una raffica di nuovi reati e aggravamenti di pena, per condotte già punite prima o punibili senza ingolfare i tribunali. Peraltro, con scarsi risultati, a partire dai rave che si continuano a fare. L’unico reato soppresso, in tre anni di governo: l’abuso d’ufficio. Perfetto per i colletti bianchi e pure per aprire un contenzioso con l’Europa.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

Eccola, la fabbrica dei reati. Dopo che due ragazzi furono travolti e annegarono sul lago di Garda, istituito l’“omicidio nautico”. Dopo l’uccisione dell’orsa Amarena nel Parco nazionale del Gran Sasso, rischia chi cattura gli orsi marsicani: solo quelli però, non i trentini. Per chi uccide un cerbiatto, stesso codice di prima. Dopo la strage di migranti a Cutro, nel primo “decreto sicurezza” un nuovo reato per gli scafisti. In nessuna parte dell’orbe terraqueo però si sono spaventati del codice penale (e neppure dei centri in Albania). Secondo i giudici il nuovo reato è inapplicabile.

 

E allora, se l’immigrazione non è politicamente governata, “colpa dei giudici”, altro elemento del racconto populista. E, pure loro, si beccano una riforma della giustizia presentata come una spedizione punitiva.

 

 

Proseguiamo. Dopo il terribile stupro di gruppo a Caivano, introdotto il reato di pubblica intimidazione con uso di armi e di inosservanza dell’obbligo di istruzione. Effetto: aumentati i detenuti minorenni nelle carceri, senza alcun progetto educativo e possibilità di reintegrazione sociale. L’elenco non è finito. Violenza contro il personale sanitario e scolastico (dopo dei casi di aggressione in qualche Pronto Soccorso, come se prima non fossero sanzionabili, ma così “fa titolo”). (...)

 

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Poi il festival del secondo “decreto sicurezza”: occupazione abusiva di immobili (tranne CasaPound mai soggetta agli sgomberi) già sanzionata dal codice penale; aggravanti per chi commette reati nelle stazioni ferroviarie o metropolitane; rivolta, anche pacifica, nelle carceri o nei Cpr; blocco stradale o ferroviario col corpo e con gli striscioni (la cosiddetta norma “anti-Gandhi”); inasprimenti di pene per chi imbratta i muri; carcere per donne incinte.

 

E ora l’ennesimo pacchetto sicurezza in discussione, dopo gli accoltellamenti nelle scuole. Era già vietato portare le lame, ora multe ai genitori e divieto di comprarle sul web, norma impossibile da attuare. E poi nuova stretta sull’accoglienza che, di fatto, già non c’è più e allargamento delle maglie della legittima difesa. Lo ha fortemente voluto Matteo Salvini che, dopo l’assoluzione su Open Arms, si è ringalluzzito e pare un ministro dell’Interno aggiunto. Per carità di patria lasciamo invece perdere il guardasigilli Carlo Nordio che, da ministro, firma tutto l’apparato “panpenalista” che criticava quando faceva il Cesare Beccaria della Laguna.

 

meloni salvini tajani

Insomma, il meccanismo è sempre lo stesso: c’è il caso di cronaca, via con la legislazione mediatica tra le fanfare, la curva gradisce la musica cattivista, non serve a nulla, ma va bene così. Perché per il populismo, che fattura consensi sulle paure di fondo, è importante il racconto (repressivo) non la risoluzione del problema. E proprio l’insicurezza irrisolta alimenta nuove misure, sempre all’insegna del baratto: ti do l’illusione della sicurezza in cambio di un po’ di libertà. L’illusione, appunto.

 

 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresseGIORGIA MELONI MATTEO SALVINI E ANTONIO TAJANI A GENOVA

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