giorgia meloni francesco lo voi

GOVERNO VS TOGHE: LO SCONTRO CONTINUA! DALLA COMMISSIONE DI INCHIESTA ALLA REINTRODUZIONE DELL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE (A TUTELA DI PARLAMENTARI E MINISTRI), LA MAGGIORANZA ALZA IL TIRO SUI GIUDICI – SULLA COMMISSIONE DI INCHIESTA, LA PROPOSTA DEL FORZISTA COSTA PIACE A FRATELLI D'ITALIA. IL RISCHIO CHE SI TRASFORMI IN UNA CLAVA DELLA POLITICA CONTRO LA GIUSTIZIA E LE PERPLESSITA’ DEL QUIRINALE - DELMASTRO SPARA A ZERO CONTRO LO VOI E I MAGISTRATI: "C'È STATA UN'INVASIONE DI CAMPO, SUI MIGRANTI DECIDE L'ESECUTIVO"

Francesco Grignetti per la Stampa - Estratti

 

giorgia meloni in versione ducetta

È ancora il tempo dell'ira contro i magistrati. La maggioranza di destra-centro non ha affatto digerito le ultime decisioni dei giudici, tanto l'azione penale avviata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi contro mezzo governo quanto la mancata convalida del trattenimento dei 43 migranti portati in Albania.

 

Come un ciclone che fluttua furiosamente in aria cercando dove scaricarsi, fioccano nella maggioranza i propositi di rivalsa: dall'idea di intervenire sulle Corti di Appello alle denunce in sede penale contro il procuratore, dalla "guerra" a Lo Voi che i consiglieri di destra preparano al Consiglio superiore della magistratura, fino alle ultimissime trovate: l'idea di riscrivere la Costituzione reintroducendo l'autorizzazione a procedere (a tutela di parlamentari e ministri) o di avviare una commissione parlamentare d'inchiesta sui meccanismi della giustizia. Ed è su quest'ultima ipotesi che si coagulano i propositi più bellicosi.

francesco lo voi

 

In astratto, riformare nuovamente l'articolo 68 della Costituzione si può: ma, ci sono i tempi per mettere in cantiere un'ennesima riforma costituzionale dopo quella del premierato e della separazione delle carriere? I più navigati tra i parlamentari della maggioranza sanno (e lo dicono all'orecchio a patto dell'anonimato) che «è una pura boutade.

 

Giunti a questo punto della Legislatura, non si riuscirebbe mai a portare a compimento pure questa modifica». Ciò senza nulla togliere all'idea del capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia della Camera, Tommaso Calderone, che nel destra-centro piace ormai quasi a tutti, anche a chi era restio a ripristinare l'ancient regime precedente a Tangentopoli e al 1993.

ANDREA DELMASTRO - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI

 

E se Antonio Tajani, pur favorevole in linea di principio, mostra cautela, il senatore di FdI Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali, è convinto che la strada da battere sia un'altra: «Lo dico a titolo personale ma non trovo ragioni per modificare l'articolo 68. Se un parlamentare commette un reato comune è giusto che ne risponda come qualsiasi altro cittadino».

 

Durissimo poi, il leader M5s Giuseppe Conte che su X attacca: «E dopo il ripristino dei vitalizi al Senato, l'abolizione del reato per i politici che abusano del loro potere, l'aumento degli stipendi dei Ministri e la imbarazzante difesa della Ministra Santanché tenuta incollata alla poltrona, ecco che ci provano con l'immunità e il ritorno di uno scudo che renda intoccabili esponenti del Governo ed eletti! » .

 

Dietro l'angolo, piuttosto, si registra una inedita convergenza politica su un altro cavallo di battaglia di Forza Italia, ovvero una commissione parlamentare d'inchiesta sulla magistratura.

giorgia meloni all evento la ripartenza di nicola porro 6

 

Finora era stata una proposta confinata al perimetro dei berlusconiani. Ma adesso non più, perché la novità politico-psicologica di questo 2025 è l'ira funesta dei Fratelli d'Italia contro le toghe. Salvini stavolta non si esprime ma, come suo solito, manda avanti il vicesegretario della Lega Andrea Crippa: «Per un Paese sano e che funzioni è necessario che i politici si occupino di politica e i magistrati di giustizia. Le ingerenze dei giudici non fanno bene a nessuno, soprattutto se impediscono di difendere i confini nazionali e contrastare il traffico di migranti».

ENRICO COSTA

 

(..)

Una Commissione del genere, va da sé, non sarebbe fine a sé stessa. C'è il rischio che si trasformi in una clava della politica contro la giustizia e per questo motivo, in passato, il Quirinale aveva fatto filtrare con discrezione le sue perplessità. Ma tant'è. Il clima è di scontro totale. Lo stesso Costa immagina «necessario svolgere un approfondimento a tutto campo sull'applicazione concreta delle regole sull'ordinamento giudiziario. Ove emergessero distorsioni è fondamentale che il legislatore intervenga».

 

VIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI E I MAGISTRATI

Dell'esistenza di "distorsioni", sono convinti anche a palazzo Chigi e dentro il partito della premier. Basti sentire che cosa dice il sottosegretario Andrea Delmastro, che in FdI è il suggeritore delle politiche sulla giustizia: «È lunare e marziano l'aver trasmesso gli atti iscrivendo nel registro degli indagati il presidente del Consiglio, il sottosegretario Mantovano e i ministri della Giustizia e dell'Interno per favoreggiamento e peculato». Dal che si capisce che l'ira dei Fratelli ha travalicato ogni confine soprattutto per l'avvio del procedimento contro la premier.

 

Ci sono aspetti tecnici che a Delmastro non tornano. «Per quanto concerne il favoreggiamento, quantomeno avrebbe dovuto esserci anche il concorso della stessa magistratura (si riferisce alla scarcerazione decisa dalla Corte di Appello di Roma, ndr).

Sul peculato, Lo Voi dovrebbe trasmettere gli atti ogni giorno perché non si è mai visto il respingimento o il rimpatrio di un immigrato che si paga l'aereo o la nave. Si utilizzano sempre risorse di Stato. È lunare ipotizzare il peculato» dice ad Affaritaliani. it.

Ma Delmastro va oltre. Mette insieme diversi pezzi e nel quadro legge un assalto al governo.

 

«Non dimentichiamoci certe mail di alcuni magistrati, né la decisione della magistratura dell'altro giorno che sull'Albania si arroga il diritto di decidere lei le politiche sull'immigrazione. Questa è una palese e inequivocabile invasione di campo. I magistrati devono applicare le leggi e non interpretarle per scardinare le politiche sull'immigrazione del governo».

enrico costa

ANDREA DELMASTRO A UN GIORNO DA PECORAgiorgia meloni nel video in cui rivela di essere indagata 5

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