DAMASCO, MOSCA E I GAS: UN TRIANGOLO DI CADAVERI ECCELLENTI, SOLDI E MISTERI

Guido Olimpio per il Corriere della Sera

Mettere sotto controllo l'arsenale chimico e poi distruggerlo. Impresa titanica. E difficile da verificare. Anche perché i russi, in Siria, non hanno certo un buon precedente. E per capirlo torniamo al passato. È il 1992, l'allora presidente Boris Eltsin affida al generale Anatoly Kuntsevic il compito di smantellare armi chimiche e batteriologiche. L'alto ufficiale è un'autorità in questo settore, insignito del Premio Lenin per le ricerche sullo sviluppo di gas binari.

Il generale resta al suo posto due anni, poi viene sollevato dall'incarico «per aver compiuto gravi violazioni». Punto, nessun altro dettaglio. Solo più tardi si scopre che Kuntsevic, nel 1993, ha creato una società di copertura attraverso la quale ha venduto 800 chilogrammi di precursori chimici alla Siria. Materiale utile alla produzione di gas sarin. Quando la storia emerge - ricorda il Washington Post - c'è un certo imbarazzo a Mosca, i servizi indagano l'ufficiale ma la magistratura si guarda bene dall'incriminarlo.

Saranno gli Usa, nel 1995, ha inserirlo in una lista nera, una mossa formale. Indisturbato, il generale continua a collaborare con il regime siriano e fonti di intelligence ritengono che sia fondamentale allo sviluppo dell'arsenale. Lui stesso, in una rara intervista, riconosce di aver spedito a Damasco una quantità di sostanze per «delle ricerche». Il regime lo ricompensa con assegni «robusti». Kuntsevic compra tecnologia in Europa che poi gira al «cliente», fa la spola con la capitale siriana.

Fino all'ultimo. Il 3 aprile 2002 il generale passa a miglior vita mentre è a bordo di un aereo di linea che da Damasco lo riporta in patria. Nessuna spiegazione sulle cause del decesso. Poi un particolare curioso rivelato dal giornalista Ronen Bergman: sulla tomba del generale la data della morte è «29 marzo 2009». Un semplice errore?

La fine di Kuntsevic anticipa altri episodi misteriosi che legano la Siria e i suoi molti fornitori per la produzione di armi chimiche. Ci sono gli europei - inglesi e francesi - e poi i Paesi «a rischio». Nel luglio del 2004 un'esplosione a bordo di un treno devasta la cittadina nord coreana di Ryongchon.

Si parla di un attentato fallito contro il leader Kim mentre una seconda ricostruzione sostiene che il «botto» ha distrutto un convoglio militare. A bordo dei vagoni tecnici siriani e missili destinati a Damasco, ordigni parte del piano chimico. Nuovo «incidente» nel luglio del 2007 nel centro ricerche di Al Safir, ad Aleppo: colpito un dipartimento dove si sviluppano i gas, muoiono dei consiglieri iraniani.

La serie degli strani eventi si allunga all'estate del 2010. In luglio un pescatore turco recupera in mare un cadavere irriconoscibile. Solo un mese dopo si scopre che si tratta del generale Yuri Ivanov, 52 anni, vice direttore del Gru, il servizio segreto militare. La versione ufficiale sostiene che annegato durante una nuotata al largo di Latakia, Siria, e il cadavere è stato trasportato dalla corrente verso la Turchia. Possibile che la scorta non si sia accorta di nulla? Hanno perso di vista un personaggio come Ivanov?

Il sospetto è che il generale sia stato eliminato, probabilmente dal Mossad israeliano. La catena dell'intrigo potrebbe continuare nei prossimi mesi. Se il piano sponsorizzato da Mosca prenderà quota sarà un duello. A Washington temono i trucchi e le tattiche dilatorie dei siriani. Con i russi ad assistere l'alleato Bashar. E chissà che non ci sia un altro Kuntsevic.

 

 

IL GENERALE RUSSO YURI IVANOVBoris Eltsin balla sul palcoBoris Berezovsky e Boris Eltsin ELTSIN E PUTINSIRIA siria-insorti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…