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CHI TOCCA LE CORRENTI RIMANE FULMINATO - DAVIGO COSTRETTO A SMENTIRE LE SUE DURE PAROLE SULLE PRATICHE DEL CSM, ''PORCATE E E BARATTI NELLE NOMINE DEI MAGISTRATI'', MA L'ANSA (E UN CENTINAIO DI TOGHE) CONFERMANO TUTTO - CSM FURIOSO, LA CASELLATI CHIEDE LE SUE DIMISSIONI: ''È PRESIDENTE DI SEZIONE DI CASSAZIONE. ANCHE LUI HA GODUTO DI QUESTA PRASSI SCANDALOSA?''

1. GIUSTIZIA: DAVIGO ATTACCA SU NOMINE CSM, POI SMENTISCE

P. Davigo a Radio2P. Davigo a Radio2

 (ANSA) - Al Csm "le nomine non convergono sul candidato migliore, ma temo che" la prassi sia quella di "uno a me, uno a te e uno a lui", che è "una cosa orribile". Il presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, prima attacca nell'Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano e poi smentisce e, in seguito, contattato telefonicamente, precisa che le sue parole si riferivano alle cosiddette "nomine a pacchetto", quelle che vengono decise raggruppando più incarichi in vari uffici giudiziari e assegnandoli a più magistrati.

 

Il Csm, nel frattempo, "pur dando atto della successiva smentita del dottor Davigo", in una nota, "respinge con fermezza le espressioni sulle nomine ai vertici degli uffici giudiziari italiani che, se vere, sarebbero gravi, scomposte e sorprendenti". Palazzo dei Marescialli, tra l'altro, ricordando che Davigo "solo qualche giorno fa" è stato "nominato presidente di sezione di Cassazione", sottolinea che "le motivazioni" delle nomine "sono da chiunque verificabili dalle delibere pubbliche del plenum".

 

di pietro colombo davigodi pietro colombo davigo

Per Davigo, tornato oggi nel Palagiustizia milanese dove più di 20 anni fa faceva parte del pool 'Mani Pulite', l'occasione di auspicare una maggiore "trasparenza" da parte del Consiglio Superiore della Magistratura è arrivata nel corso di una riunione organizzata per fare il resoconto a Milano dell'attività della Giunta esecutiva centrale dell'Anm. Riunione alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti della sezione milanese dell'associazione.

 

E, dopo un primo accenno alla prassi "orribile" della spartizione correntizia delle nomine e dopo che la discussione ha virato anche su altri temi, è stato un intervento del giudice milanese Barbara Bellerio a riportare Davigo ad affrontare la questione. "Mi fa inorridire che queste scelte siano scelte lottizzate - ha detto, infatti, Bellerio - credo che la Giunta dell'Anm debba fare qualcosa e che non si possa dire che è un problema che non si pone e che va risolto all'interno. Su questo punto - ha aggiunto il magistrato - la Giunta ha intenzione di dire qualcosa o si va avanti così?".

 

Piercamillo DavigoPiercamillo Davigo

Una domanda a cui Davigo ha voluto subito rispondere: "L'unica misura è pretendere dal Csm la massima trasparenza e, quindi, che venga messo in 'intranet' tutto quello che è in valutazione, compreso il fascicolo personale di chi fa domanda per un incarico. E non si venga poi a parlare di privacy: chi ricopre un incarico pubblico - ha proseguito - rinunci alla privacy, perché è al buio che avvengono le porcherie e i baratti". Nel frattempo, un altro magistrato in forza a Milano, Mariolina Panasiti, ha fatto notare come nelle scelte per i ruoli direttivi "i pareri sono di solito sempre splendidi" e altri hanno sottolineato la necessità di "pareri più obiettivi e una selezione vera".

 

 "Le dichiarazioni che mi sono state attribuite non sono vere", ha precisato Davigo in serata, ma l'ANSA conferma quelle parole sulle nomine, peraltro pronunciate davanti a un centinaio di magistrati nell'Aula Magna del Palagiustizia milanese. Il 'numero uno' del sindacato delle toghe, poi, contattato al telefono dopo la sua smentita, ha precisato che le sue parole si riferivano solo alle "nomine a pacchetto".

 

piercamillo davigopiercamillo davigo

Nell'incontro tra i magistrati milanesi e i vertici dell'Anm, tra l'altro, è stata espressa poi anche "preoccupazione" per "la soppressione della giurisdizione tributaria", cosa che, ha chiarito Davigo, "può schiantare la giustizia civile" già in difficoltà per le sistematiche carenze negli organici. Per il presidente dell'Anm, infatti, "sarebbe suicida accettare" che i procedimenti tributari passino in capo alla giustizia civile, come prevede un disegno di legge in discussione. Sullo stesso tema è intervenuto anche il presidente del Tribunale milanese, Roberto Bichi, secondo il quale "questa riforma porterà ad una situazione di collasso verticale nel settore civile".

 

Davigo, ad ogni modo, ha anche precisato in un passaggio del suo intervento di aver "dato atto al ministro Orlando di parlare un linguaggio diverso da coloro che lo hanno preceduto" perché, in particolare, con "una inversione di tendenza" ha spiegato che "destinerà un miliardo di euro per l'assunzione di cancellieri". Risorse per risolvere l'annoso problema delle 'scoperture' negli organici del personale amministrativo.

 

 

2. DAVIGO ATTACCA IL CSM, POI FA DIETROFRONT - IL PRESIDENTE ANM CONTRO L' ASSEGNAZIONE DEI POSTI PER CORRENTI. MA SMENTISCE

GHERARDO COLOMBO ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO jpegGHERARDO COLOMBO ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO jpeg

Da “il Giornale”

 

Una prassi «orribile». È quella in uso al Csm per la nomina dei vertici delle toghe secondo il giudizio severo di Piercamillo Davigo. Ieri il presidente dell' Anm è intervenuto a una riunione dell' associazione al Palazzo di giustizia di Milano. E ha attaccato il Consiglio superiore. Anche se poi in serata è arrivata la retromarcia sulle frasi riportate da diverse agenzie di stampa. «Le dichiarazioni che mi sono state attribuite non sono vere», ha detto il magistrato.

 

mattarella presiede il csm consiglio superiore della magistraturamattarella presiede il csm consiglio superiore della magistratura

«Le nomine non convergono sul candidato migliore, ma temo che» la prassi sia quella di «uno a me, uno a te e uno a lui» che è «una cosa orribile»: questo avrebbe affermato Davigo facendo riferimento alle logiche di corrente che determinerebbero le nomine degli uffici direttivi dei distretti giudiziari.

 

Poi avrebbe auspicato «la massima trasparenza», perché, «è al buio che avvengono le porcherie e i baratti». Il presidente del sindacato dei magistrati avrebbe anche espresso preoccupazione per una riforma voluta dal governo: la soppressione dei tribunali tributari, che può «schiantare la giustizia civile» per la carenza negli organici.

 

Consiglio Superiore della MagistraturaConsiglio Superiore della Magistratura

A chi gli chiedeva cosa si può fare contro le «scelte lottizzate che fanno inorridire» nelle designazioni dei vertici, Davigo avrebbe risposto: «L' unica misura è pretendere dal Csm la massima trasparenza e, quindi, che venga messo su intranet tutto quello che è in valutazione, il fascicolo personale di chi fa domanda. E non si venga poi a parlare di privacy: chi ricopre un incarico pubblico - avrebbe concluso l' ex toga di Mani pulite - rinunci alla privacy».

 

sede csm consiglio superiore della magistratura sede csm consiglio superiore della magistratura

 

3. GIUSTIZIA: CASELLATI (CSM), FOSSI IN DAVIGO MI DIMETTEREI

(ANSA) - "Fossi nel dottor Davigo mi dimetterei da presidente di Sezione della Corte di Cassazione. Le parole pronunciate ieri al palazzo di giustizia di Milano sulla prassi orribile della logica spartitoria che il Csm seguirebbe per le nomine degli uffici direttivi dei vari distretti giudiziari, smentite dallo stesso Davigo nonostante fossero virgolettate da più agenzie di stampa, dovrebbero indurlo prontamente alle dimissioni": è quanto dichiara Elisabetta Casellati, consigliere laico del Csm.

 

"O anche lui ha goduto di questa prassi scandalosa, e al buio è avvenuta, per usare le sue stesse parole, la porcheria e il baratto che lo riguarda, oppure dovrebbe avere il coraggio di fare piena luce sulle nomine che sarebbero state spartite, senza gettare fango impunemente su persone e istituzioni.

 

maria Elisabetta Alberti Casellati maria Elisabetta Alberti Casellati

Cosa tanto più grave se una generalizzazione di questo tipo, non suffragata da prove, viene fatta dal presidente dell'Anm" aggiunge Casellati, che conclude: "anzi, visto che ci siamo, perché Davigo non ci spiega anche quali sono i meccanismi di trasparenza che hanno permesso la sua elezione a presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati? Prima di giudicare gli altri con tanta pericolosa superficialità, forse sarebbe opportuno giudicare se stessi. E, se del caso, trarne le conseguenze".

 

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