PROFUMO DI “MANOVRINA” DIETRO LA MANCIA ELETTORALE DEGLI 80 EURO - IL PROFESSOR DE IOANNA CONTRO RENZI: “I TECNICI DEL SENATO HANNO FATTO RILIEVI NORMALI. E SE LE COPERTURE PREVISTE POGGIANO SU STIME OTTIMISTICHE IL RISULTATO FINALE SARÀ UNA MANOVRA CORRETTIVA”

Antonella Rampino per "La Stampa"

Come valuta la polemica che s'è aperta tra governo e uffici del Parlamento chi istituì -con Nino Andreatta- il Servizio di Bilancio del Senato? E quanto sono attendibili le critiche al taglio Irpef di 80 euro al mese per i ceti medio-bassi?

Il professor Paolo De Ioanna, uno dei maggiori esperti di bilancio dello Stato, stretto collaboratore di Ciampi e Padoa Schioppa e che dunque si è trovato per così dire da entrambi i lati della barricata, dice che «le osservazioni mosse al decreto del governo sono nella media di quanto fa da decenni il Servizio di Bilancio, e ovviamente senza acrimonia».

Ieri si è appreso che i tempi di esame del decreto si allungano, con oltre mille emendamenti depositati e una condizione politica non proprio serena, fino ai primi di giugno e dunque scavallando le elezioni europee.

Professore, ma i rilievi mossi sono considerevoli. Quanto sono attendibili questi dubbi?
«I rilievi dei tecnici del Senato mi sembrano sulla stessa linea di quelli della Banca d'Italia. I Servizi di Bilancio ci sono dal 1989-1990, ed è da allora che ci si chiede ciclicamente se il loro lavoro viene poi smentito o meno. Il punto è che in termini contabili ed ex post le coperture poi ci sono, i governi le trovano e il Parlamento come anche in questo caso lavora in direzione contabilmente corretta.

Ma non è così in termini di previsioni tendenziali macroeconomiche. In altri termini, se le coperture previste poggiano su stime ottimistiche il risultato finale sarà fuori asse. Sono almeno vent'anni che ricorriamo a misure correttive, dovremmo chiederci se sono le coperture finanziarie che non vanno o se è sbagliata la qualità delle politiche economiche».

Ma se è tutto un dejà-vu, perché tanto clamore? Perché c'è in ballo un taglio dell'Irpef consistente?
«Il valore del taglio è importante, ma non inedito: anche il secondo governo Prodi, con Padoa-Schioppa e Visco, attuò una revisione Irpef pari a 5 miliardi dell'Irap e quasi altrettanti dell'Irpef. E anche allora vi furono critiche degli uffici tecnici del Parlamento. Oggi, che non vi siano coperture per rendere stabili i tagli lo dice lo stesso governo, e spiega che lo farà, con una tecnica piuttosto sofisticata.

Ma sapremo veramente se la manovra annuale si trasformerà in strutturale solo con la Legge di Stabilità, in settembre. È quello il vero banco di prova, lì si capirà l'andamento del Pil, come tutti i dati macroeconomici si andranno strutturando nell'arco di tre anni. Al momento, l'effetto sembra quello del barone di Munchausen che si tira fuori dal pantano tirandosi per i capelli...»

Come giudica la risposta del premier, «i tecnici del Senato dicono il falso»? Tra l'altro a breve entrerà in funzione un'autorità indipendente, l'Ufficio Tecnico del Bilancio, con il rischio che le polemiche si duplichino.
«Credo che tutti, anche il Parlamento, debbano affrontare la discussione in modo tecnico, distaccato. I governi di solito rispondono alle osservazioni in Commissione: è sempre stato così, e adesso c'è anche una legge che lo impone, prescrivendo che i governi "prendano nota" e "se non intendono conformarsi" lo motivino in Parlamento. Varrà anche per il nuovo Ufficio».

Basterà la Legge di Stabilità per imboccare la via della crescita?
«Quel che occorre è una nuova rotta in Europa, un orizzonte più ambizioso. Riconsiderare il ruolo degli investimenti, ridiscutere il fiscal compact, aiutare la Bce nella politica espansiva. E il bilancio Ue non può essere l'1 per cento del Pil».

 

 

RENZI E PADOAN RENZI ALFANO CASINI IN SENATO FOTO LAPRESSE PAOLO DE IOANNA PAOLO DE IOANNA PAOLO DE IOANNA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)