vincenzo de luca elly schlein

DE LUCA, L’ANTI-SCHLEIN! “IL NO DI ELLY AL TERZO MANDATO? NON ARRETRO DI UN MILLIMETRO, GOVERNERO’ PER I PROSSIMI 30 ANNI” – “O VICERE’” VINCENZO DE LUCA ANNUNCIA BATTAGLIA CONTRO LA SEGRETARIA DEM CHE HA STOPPATO LA SUA RICANDIDATURA ALLA REGIONE CAMPANIA E HA CONGELATO IL FIGLIO, IL DEPUTATO PIERO, DAL RUOLO DI VICE-CAPOGRUPPO ALLA CAMERA – "IL PD? UN PARTITO DI ANIME MORTE" - GLI SCAZZI CON LISSNER, IL REGISTA ROBERTO ANDO’ (“UN CAFONE A 18 CARATI”), SAVIANO E SCURATI - VIDEO

Estratto dell'articolo di Simona Brandolini per “Corriere della Sera – Sette”

 

vincenzo de luca all assemblea di confindustria caserta

Vincenzo De Luca ha due idiosincrasie conclamate: una nei confronti del Pd, l’altra di Napoli. Senza contare una palese acredine verso chi lo ostacola, lo critica, lo avversa. A farne le spese, ultimamente, è stato Roberto Andò, regista impegnato e direttore del teatro nazionale Mercadante a Napoli, reo di aver pubblicamente denunciato il taglio di 2 milioni di fondi Poc da parte della Regione con relativa sospensione della stagione estiva.

 

Apriti cielo! De Luca l’ha bollato come «cafone», anzi «cafone a 18 carati». Rubinetti chiusi. Non che sia andata meglio a Stéphane Lissner, soprintendente del teatro San Carlo (altri 3 milioni e 800 mila euro tagliati). Lo scrittore Antonio Scurati si è dimesso dalla fondazione Ravello perché al presidente non era gradita la presenza di Roberto Saviano. Insomma chi non “ringrazia la Regione” semplicemente viene escluso dai finanziamenti, che, invece puntualmente vanno a finire al teatro Verdi (di Salerno) e a Luci d’artista (sempre di Salerno).

 

ELLY SCHLEIN DA FABIO FAZIO A CHE TEMPO CHE FA

(...)

 

 

 

De Luca ora annuncia e sfida: governerò per i prossimi trent’anni. Minacciando la modifica dello statuto regionale per un terzo mandato. E di scendere in campo con o senza il Pd. A 73 anni. Ma sulla sua strada questa volta ha trovato un ostacolo. Si chiama Elly Schlein, neo-segretaria del Pd, che nei giorni scorsi ha chiarito di essere «contraria al terzo mandato». Nel suo primo discorso pubblico Schlein ha messo in chiaro che non farà sconti a nessuno, tantomeno a capibastone e cacicchi.

vincenzo de luca contro giorgia meloni 9

 

«Non arretrerò di un millimetro», ha detto al Nazareno, annunciando battaglia e giocandosi parte della sua credibilità proprio sul rinnovamento della classe dirigente dem, cominciando dalla Campania, dove ha inviato, senza troppi perché, il generale inverno Antonio Misiani: modi spicci e una patente di antideluchismo in tasca. Tanto che ora si guarda a Schlein come l’unico mister Wolf «risolvo il problema De Luca».

 

Non che gli altri segretari del Pd non abbiano provato a disarcionarlo, almeno a parole. Tentò Matteo Renzi, ma il lanciafiamme annunciato si trasformò in fuoco fatuo e anche lui si accomodò a stringere accordi con il vicerè campano, non ci è riuscito Enrico Letta che pure aveva promesso «me ne occuperò», ma non ha fatto in tempo perché nel frattempo ha perso lui la poltrona.

vincenzo de luca contro giorgia meloni 8

 

La domanda è: perché ora dovrebbe farcela Schlein? L’eretico De Luca è sempre stato una spina nel fianco, ma resta uno dei due unici presidenti di Regione del Sud dem e dei quattro in Italia, praticamente una specie da proteggere. La domanda, retorica, che si pongono al Nazareno è: si può aprire una guerra con De Luca per i prossimi due anni e mezzo?

 

elly schlein con la giacca da operaio allo stabilimento fincantieri di castellammare di stabia

Sarebbe un suicidio. E allora come inglobare e bypassare l’ingombrante presidente? È la missione che si è dato Misiani: rendere il Pd campano autonomo da De Luca. Tutt’altro che facile in una regione in cui storicamente il partito è appiattito su signori delle preferenze e notabili. La strategia è coinvolgerlo nelle battaglie comuni: autonomia differenziata, lavoro, diseguaglianze, divari. E ignorarlo su quelle che lo vedono su fronte opposto: Ponte sullo Stretto, codice degli appalti, cultura, terzo mandato.

 

IL FIGLIO PIERO

ELLY SCHLEIN IN BRACCIO A UN OPERAIO DELLA FINCANTIERI A CASTELLAMMARE DI STABIA

Come nella geometria euclidea, le due parallele De Luca e Schlein, per storia e stile, almeno per ora non possono incontrarsi. La leader Pd è estranea a quei giochi di corrente e accordicchi stretti in nome della pax sociale e dei voti, soprattutto meridionali, che in questi anni sono stata benzina nell’auto di De Luca. Se inviare Misiani in Campania è stato un primo dito nell’occhio, la prova del nove sarà il destino del figlio Piero, già fuori dalla segreteria nazionale, attuale vicecapogruppo del Pd alla Camera.

 

Il suo rinnovo, dicono, ha le ore contate, ma potrebbe comunque avere un altro ruolo. Medicare, più che mediare. Se fino ad oggi De Luca padre non ha neanche mai fatto gli auguri o nominato la neosegretaria è perché sta attendendo alla finestra le mosse. Una tattica antica. Venderà cara la pelle.

 

elly schlein

D’altronde, in trent’anni di governo (quasi) ininterrotto ha ingollato, uno dopo l’altro, come fossero pop corn, 7 segretari più due reggenti del Pd, 3 dei Ds e 2 del Pds. Riuscendo a tenere insieme interesse personale e di partito. Criticando aspramente i dem, ma facendo eleggere il figlio. «Un partito all’amatriciana e carbonara» oppure il suo preferito «un partito di anime morte», per citare l’amato Gogol. Il Pol pot di Salerno quando inizia la carriera di amministratore, comincia soprattutto a costruire la sua forza politica.

 

Sono gli anni in cui il politologo Mauro Calise profetizza e sperimenta l’idea di «partito personale» con Antonio Bassolino. Ma chi in realtà farà sempre a meno dei simboli di partito è proprio De Luca, che va avanti con le sue civiche, anche in Regione, o contro o in concorrenza con il Pd. Ed è proprio a Palazzo Santa Lucia che diventa un vicerè, anzi per dirla con un gruppo di intellettuali e giornalisti antideluchiani, un monarca.

PIERO DE LUCA

 

Isaia Sales è uno di questi. In una recente intervista al Domani, l’ex sottosegretario del governo Prodi ha sfatato anche il mito del buon amministratore: «Non lo è, la Campania è agli ultimi posti per la qualità della sanità e dei trasporti. È stato tra i peggiori presidenti di sempre. C’è un enorme necessità di rinnovamento, Elly Schlein ha cominciato con De Luca, è la prima volta che succede che qualcuno non gli tenda la mano».

vincenzo e piero de luca

 

(...)

 

La premessa di una convergenza impossibile è questa. Forte del fatto che in Campania Schlein ha vinto solo nell’odiata Napoli. Perché lui, i suoi, e tutto il notabilato locale sostenevano Stefano Bonaccini, che però quando s’è trattato di commissariare il partito campano ha votato a favore. «Coltellate correntizie», le definirebbe. De Luca, legittimamente, vuole decidere il suo destino politico, ma rischia, questa volta, di fare la fine dello sceriffo Kane in Mezzogiorno di fuoco: consuma la sua vendetta, ma intorno a lui non c’è più nessuno.

ELLY SCHLEIN A BOLOGNAvincenzo de luca contro giorgia meloni 7vincenzo de luca all assemblea di confindustria caserta

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