LE GRANDI MANOVRE DI SODANO - DA DECANO DEL SACRO COLLEGIO POTRÀ STABILIRE CHI TERRÀ LE PREDICHE, FAVORENDO QUESTO O QUEL CANDIDATO - NEMICO DI BERTONE, AMICO DI RE, IN PACE CON RUINI, È UN DURO CHE HA SAPUTO GOVERNARE LA CURIA COME ‘VICE-PAPA’, DURANTE LA MALATTIA DI WOJTYLA - ANCHE SE È STATO SFIORATO DA PINOCHET E DA UNO “SCANDALETTO”, PROTAGONISTA UN SUO FAMILIARE, HA ANCORA IL POTERE DI ORIENTARE PARECCHI VOTI…

Giulio Anselmi per "la Repubblica"

I cardinali ultraottantenni esclusi dal Conclave vivono i loro (pochi) giorni di gloria. Qualcuno amareggiato, qualcuno rassegnato, qualcuno sorretto dall'umanissima vanità di essere interpellato anche soltanto per dichiarare qualcosa, tutti estraggono le loro migliori tonache filettate di rosso e lasciano gli appartamenti, i conventi e i seminari in cui alloggiano per prendere parte ai conciliaboli di questa assurda stagione, che non è ancora di sede vacante ma in cui Benedetto XVI è ormai un'immagine sacrale a cui attribuire intenzioni.

Sono pronti a fare la loro parte di preghiera e di trame nelle congregazioni a cui parteciperanno. «Incontri», sorride maliziosamente uno di loro, «che servono a preparare il fuoco». Ma quasi tutti, ormai, contano poco.

Non è questo il caso dell'eminentissimo Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, primo fra i cardinali, cui spetta governare il Conclave. Gli spetta, e tutti sono certi che lo farà con mano inflessibile fino al minuto in cui lo lasceranno fuori dalla Sistina per i limiti d'età fissati da Paolo VI, dopo essersi accorto che alla sua elezione un incartapecorito collega aveva scritto sulla scheda "Pacelli", papa Pio XII morto da cinque anni.

Fino ad allora interverrà su alcuni punti chiave: lasciar parlare o meno i porporati con i giornalisti (la volta scorsa il decano Ratzinger decise di no, ma fu solo parzialmente ascoltato); ospitare i prelati a Santa Marta fin dal momento del loro arrivo, dando inizio a un conclave di fatto; stabilire chi terrà le prediche, ottima posizione per poter favorire questo o quell'elettore-candidato.

Dal 28 febbraio fino a metà marzo, Sodano sarà l'uomo più potente della Chiesa. E dopo? Nelle conversazioni che si svolgono nei sacri palazzi e dintorni («E che contano parecchio» dice uno dei prelati asiatici che, proprio per questo, si danno da fare perché il conclave non venga troppo anticipato) molti uomini di Curia sono pronti a giurare che il peso del primo tra gli eminenti si sentirà anche dopo la chiusura delle porte.

Giovanni Battista Re, primo dei cardinali vescovi, a cui spetta assistere il decano e celebrare la messa pro Eligendo Pontifice, gli è vicino. E Re, che era stato emarginato dall'attuale segretario di Stato e lo ricorda bene, sarà nella Sistina. Dove, accanto a lui, siederanno altri esponenti del "partito diplomatico", formato da ex nunzi divenuti cardinali che si considera l'élite della Curia e mal sopporta un salesiano- per loro
grossier - come Bertone e la sua rete di prelati liguri e piemontesi piazzati in tutti i dicasteri economici. Vogliono cambiare e la chiamano "discontinuità".

A sei anni dal suo trasferimento in un piano della palazzina che ospita il Collegio Etiopico, nei giardini dietro San Pietro, dopo essere stato letteralmente sfrattato dal ben più sontuoso palazzo apostolico, Sodano, primo capo del governo vaticano ad assumere il ruolo e il piglio di vice-papa (il successore ci ha provato, incontrando ben maggiori resistenze), ha ancora potere, autorità, prestigio. «Continua come prima, da quel grande tessitore che è», dice un suo collega e quasi dirimpettaio.

È circondato da qualche mormorio per il suo operato in Cile, dove, da diplomatico, dovette barcamenarsi con Pinochet, ha mostrato scarsa sensibilità per il tema della pedofilia, è stato lambito da uno scandaletto che ebbe per protagonista un suo familiare.

Ma, in Vaticano, prevalgono altri fatti: nessuno nega che sia stato l'unico capace di gestire, in qualche modo, quel macchinone infernale che è la Curia; ebbe un solido rapporto con Giovanni Paolo II; si è riavvicinato con Ruini, altro gran pensionato ben presente sul campo, a lungo capo della Chiesa d'Italia, oggi con due seguaci conclavisti; era ed è sempre attento a tutti quegli aspetti simbolici che ovunque sono importanti, ma in Vaticano diventano atti di governo; soprattutto ha la memoria lunga e lo dicono un po' vendicativo.

«Ma oggi prendersela con Bertone è un grado di nobiltà facile, qui da noi», ride uno dei tanti monsignori con fascia viola che, girando per cappelle e palazzi, vedono tutto, capiscono tutto e raccontano qualcosa. «Forse anche un po' troppo».

2. SCANDALO TANGENTI AD ASTI - ARRESTATO IL FRATELLO DEL CARDINALE SODANO ACCUSATO DI CORRUZIONE E FALSO L' INGEGNERE CHE PROGETTO' LA ZONA INDUSTRIALE EST IN MANETTE ANCHE DUE IMPRENDITORI

Edoardo Girola per il "Corriere della Sera" - (8 febbraio 1994)

Corruzione, abuso e falso. Con queste accuse e' stato arrestato ieri ad Asti l' ingegner Alessandro Sodano, 62 anni, fratello del cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano. E coinvolto nelle inchieste sulla progettazione della zona industriale Asti Est e sulla metanizzazione dei comuni del Nord Astigiano, su cui sta indagando da qualche tempo il procuratore della Repubblica Francesco Saluzzo. Con il professionista sono stati arrestati anche due imprenditori edili, i fratelli Renato e Delio Ruscalla.

La ditta Ruscalla, una delle piu' note di Asti e del Piemonte nel settore delle costruzioni, avrebbe ottenuto una consistente fetta di appalti per l' urbanizzazione della zona industriale. L' ingegner Sodano e' stato interrogato ieri pomeriggio a lungo dal procuratore Saluzzo alla presenza dei suoi legali, gli avvocati Aldo Mirate e Alberto Avidano. Il suo studio professionale ha progettato opere pubbliche e private per un valore di una decina di miliardi destinate alla lottizzazione della zona industriale Asti Est.

Opere affidate alla Soprin, una societa' mista pubblica privata, il cui ex presidente e cognato di Sodano, Giuseppe Berzano, e' gia' finito in carcere perche' coinvolto in vari filoni della tangentopoli astigiana. L' area Asti Est si estende per circa centomila metri quadrati e ospita un' ottantina di aziende industriali, artigiane e commerciali. Per quel che riguarda la metanizzazione dei comuni del Nord dell' Astigiano, Sodano se ne e' occupato in quanto membro della commissione aggiudicatrice degli appalti.

Anche in questo caso compare il nome di Giuseppe Berzano, che era presidente della commissione. Alessandro Sodano, che e' presidente dell' Ordine degli ingegneri di Asti e provincia, era gia' coinvolto nell' inchiesta sulle tangenti per il nuovo ospedale di Asti (un' opera da piu' di duecento miliardi mai realizzata).

Nella veste di progettista, il 25 novembre scorso e' stato rinviato a giudizio con l' accusa di abuso in atti di ufficio. Dovra' comparire davanti ai giudici torinesi il 22 febbraio prossimo, insieme con altre dieci persone, tra cui l' ex presidente del Consiglio Giovanni Goria, i parlamentari dc Severino Citaristi e Vito Bonsignore e il costruttore milanese Salvatore Ligresti. Membro di una famiglia molto in vista ad Asti, Alessandro Sodano e' sposato e padre di un figlio, Andrea, che lavora con lui. La famiglia Sodano e' originaria di Isola d' Asti e ha una fattoria che fu visitata dal Pontefice, in settembre, quando fece sosta ad Asti.

 

 

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