draghi di maio giorgetti

1. DEFAULT E SCURE DELLA TROIKA: ECCO PERCHE' L'ITALIA RISCHIA SCENARI DA INCUBO - A FINE OTTOBRE IL VERDETTO DELLE AGENZIE DI RATING PUÒ INNESCARE UN EFFETTO DOMINO SUI MERCATI FINANZIARI E L'ADOZIONE DI MISURE LACRIME E SANGUE STILE ATENE E CIPRO - GIORGETTI A COLLOQUIO CON DRAGHI. I LEGHISTI OFFRONO SEGNALI DI POSSIBILI CORREZIONI ALLA MANOVRA MENTRE DI MAIO FA MURO E SEMBRA LEGARE SEMPRE PIU' ANCHE IL SUO PERSONALE DESTINO SUL DEFICIT AL 2,4% FINO AL PUNTO DI MINACCIARE IL RITORNO AL VOTO...

Antonio Signorini per il Giornale

 

tria conte di maio salvini

È lo scenario che nessuno vuole evocare nemmeno come possibilità remota. Solo che questa volta è spuntato fuori qualche giorno fa da una fonte (a quanto pare autorevolissima) della Commissione europea ed è quindi più difficile ignorarlo. Tra i possibili esiti della prima sessione di bilancio del governo gialloverde c' è anche il default dello Stato. Un fallimento che avrebbe una scelta ristretta di vie d' uscita. Cure da cavallo più dolorose di quelle inflitte a Grecia e Cipro, per non parlare di quelle omeopatiche somministrate a Spagna e Portogallo.

 

DI MAIO SALVINI

Le tappe ufficiali del Documento di economia e finanza aggiornato dal governo Conte sono note. La nota di aggiornamento è stata approvata il 27 settembre e la principale novità è lo sforamento del rapporto deficit Pil nel 2019 fino al 2,4%. La Commissione europea ha subito respinto al mittente le modifiche, primo passo di un percorso che può portare a una procedura di infrazione.

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

I tempi europei sono lunghi, ma i guai potrebbero arrivare prima. L' 11 ottobre, con un giorno di ritardo, la nota di aggiornamento arriverà in Parlamento. Quindi ci sarà il voto sulle risoluzioni. Serve la maggioranza assoluta. Le Camere dovranno decidere il cambiamento dei saldi per il 2019, ma anche per il 2020 e il 2021, con il deficit Pil al 2,1% e 1,8%, come ha osservato ieri Renato Brunetta di Forza Italia.

 

Poi ci sono gli esami. Quello dell' Ufficio Parlamentare di Bilancio, controllore italiano dei conti, che a quanto pare sarà una bocciatura. Entro la metà del mese la Commissione europea riceverà il Def completo, poi risponderà in due settimane. Il 20 ottobre il Consiglio dei ministri approverà la legge di Bilancio vera e propria ed entro il 30 novembre il governo europeo dovrà formulare un giudizio definitivo. E, nella migliore delle ipotesi, chiedere all' Italia di fare una manovra correttiva.

 

tria conte di maio salvini 1

Migliore delle ipotesi perché l' orientamento negativo della Commissione, che è già chiaro, potrebbe avere un effetto domino sui mercati finanziari.

 

Ad esempio, tra il 26 ottobre e la fine del mese, portare a un declassamento del rating del debito italiano da parte di Standard & Poor' s e Moody' s.

Prima conseguenza: la Bce, che è ancora oggi il principale compratore di titoli italiani, potrebbe non essere più in grado di sostenere il nostro debito.

Poi gli investitori internazionali potrebbero decidere di non acquistare titoli italiani rendendo problematiche le prossime aste di Btp.

 

Sarebbe questo l' innesco di una crisi di liquidità che comprometterebbe per lo Stato italiano sostenere l' ordinaria amministrazione.

 

DRAGHI TRIA

Scenario che dovrebbe portare all' intervento dell' Esm, il meccanismo salva stati europeo. Peccato che secondo una indiscrezione proveniente dalla Commissione Ue e riportata dalla Reuters nei giorni scorsi, l' Italia non può essere salvata con strumenti ordinari. Servirebbe quindi l' intervento della Troika vera e propria, un prestito del Fondo monetario internazionale. Cura da cavallo che conosciamo dall' esempio greco e, ancora di più, cipriota. Ristrutturazione del debito, con scadenze lunghe. Salvataggio a spese dei cittadini, che potrebbero vedersi limitare il ritiro dei contanti dalle banche, decurtare i risparmi e gli stipendi. Un tempo eravamo troppo grandi per fallire. Oggi, a quanto pare, siamo troppo grandi per essere salvati.

 

 

2. LA LEGA GUARDA AI MERCATI

Marco Conti per il Messaggero

 

di maio salvini

Nervosi, molto. Soprattutto il M5S e Luigi Di Maio che, e non è la prima volta, quando ha poco da dire attacca giornali e giornalisti. Tacciono, o quasi, invece i leghisti che trattengono il fiato in attesa della riapertura delle borse. Perché, come ripete da giorni il viceministro al Mef Massimo Garavaglia, «per noi conta il giudizio dei mercati». E così mentre Matteo Salvini continua ad attaccare i «burocrati» della Commissione di Bruxelles, l'occhio di molti esponenti del Carroccio domani sarà puntato sulle borse e su quello spread che la scorsa settimana ha già superato i 300 punti.

 

LA COPERTA

draghi

Mentre Di Maio incrocia le dita, e rassicura via Facebook i fan del reddito di cittadinanza, a palazzo Chigi tocca a Giancarlo Giorgetti il compito di placare allarmati investitori e preoccupatissimi imprenditori che minacciano di mollare e andarsene. E così, mentre il governo fa muro sul 2,4% ed è ancora a caccia di coperture, il sottosegretario del Carroccio è diventato il terminale di coloro che sperano in un ravvedimento per evitare non tanto lo scontro con l'Europa - per il quale ci vorrà ancora tempo prima che si consumi - ma quello con i mercati e, soprattutto, con le agenzie di rating.

 

giancarlo giorgetti

Sarà per il ruolo svolto a palazzo Chigi o per il suo strettissimo rapporto con Salvini, che mercoledì scorso Mario Draghi, presidente della Bce, ha concluso il suo tour romano proprio incontrando Giorgetti dopo aver parlato al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al sottosegretario non mancano conoscenze e sensibilità per comprendere la preoccupazione espressa da Draghi sui rischi che corre l'Italia e l'eurozona con una manovra tutta assistenza e che, come sostenuto ieri da Alberto Brambilla alla convention di FI, fa salire con i reddito di cittadinanza la spesa per assistenza «finanziata da imposte».

 

Ora la partita si sposta in Aula dove la manovra arriverà a breve insieme alle valutazioni che nei prossimi giorni raccoglieranno i molti ambasciatori che il governo ha messo in campo e tra i quali, non figura il vicepremier Di Maio.

 

conte di maio salvini

In settimana il ministro dell'Economia Giovanni Tria parteciperà ai lavori del Fondo Monetario Internazione mentre il presidente della Camera Roberto Fico volerà a Bruxelles dove da tempo è all'opera il ministro degli Esteri Moavero. Subito dopo la presentazione al Parlamento della manovra di Bilancio Giuseppe Conte parteciperà al Consiglio Europeo. Tutte occasioni per spiegare che la bocciatura del Def avvenuta venerdì da parte della Commissione Ue è dovuta «ad una scarsa conoscenza delle misure che intendiamo attuare», come sostengono i grillini.

 

sergio mattarella

Salvini e Di Maio sono quindi d'accordo nell'attacco a Bruxelles e ad una Commissione che «tra sei mesi verrà spazzata via», ma nel concreto le differenze non mancano anche perché, come sostiene lo stesso vicepremier grillino, «la maggior parte delle misure nella manovra sono del M5S».

 

IL GIUDIZIO

Il problema rischia infatti di non essere Bruxelles, ma soprattutto le principali agenzie di rating che tengono ancora l'Italia due gradini sopra il livello speculativo junk (spazzatura). Moody's, che per ora ci assegna un rating BAA2, deciderà a fine mese come S&P (BBB). Mentre Fitch, che ha già tagliato il rating a BBB in agosto, potrebbe nuovamente pronunciarsi. Lo scenario non è dei più rassicuranti, anche perché l'attuale Commissione Ue sarà pure «finita», come sostiene Di Maio, ma il giudizio degli investitori, come si è già visto, è molto più rapido e spesso più pesante, di una procedura d'infrazione che ha comunque tempi ancor più lunghi visto l'appuntamento elettorale. Di tutto ciò a via Bellerio, sede della Lega, sono consapevoli e, malgrado non intendano lasciare al M5S il frutto di una campagna elettorale sovranista contro l'Europa dei banchieri, non mancano di offrire segnali di possibili correzioni.

 

di maio meduse meme

E così la Lega si prepara a mediare dietro le quinte evitando che il piano B, la cui esistenza ieri è stata smentita, porti ad una frattura con l'alleato e soprattutto con Di Maio che sembra legare sempre più anche il suo personale destino al 2,4% fino al punto di minacciare il ritorno al voto.

draghi merkelCONTE GIORGETTI

 

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