1. MA DELL’UTRI QUANDO TORNERÀ IN ITALIA? SULL’ESTRADIZIONE SARÀ BATTAGLIA LEGALE 2. RISCHI LEGATI AL FATTO CHE IL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA ESISTE SOLO IN ITALIA 3. NELLA FUGA DI DELL’UTRI CI SONO TROPPE INCONGRUENZE E ASPETTI CHE NON TORNANO 4. UN LATITANTE CHE STAVA IN UNO DEGLI ALBERGHI PIÙ NOTI DI BEIRUT, E USAVA TELEFONINO CELLULARE E CARTA DI CREDITO, CIOÈ I MEZZI PIÙ TRACCIABILI AL MONDO. UNO CHE VUOL NASCONDERSI E SI COMPORTA COSÌ, NON HA CHANCE: O È STUPIDO, E TUTTO SI PUÒ DIRE DELL’EX SENATORE PDL TRANNE CHE SIA UNO SCIOCCO; O HA UNA VOGLIA MATTA DI ESSERE CATTURATO, E FA DI TUTTO PER ESSERE RINTRACCIATO; OPPURE, SEMPLICEMENTE, NON È UN LATITANTE, E QUINDI NON PRENDE PRECAUZIONI PERCHÉ NON SI NASCONDE 5. BELPIETRO BUTTA LA’: “MA SE DA MESI LA MAGISTRATURA SAPEVA CHE DELL'UTRI VOLEVA PRENDERE IL VOLO E SE GLI UOMINI DELLA DIA NON LO HANNO MAI PERSO DI VISTA, TANTO CHE DA GIORNI SI TROVAVANO A BEIRUT, NON È CHE SI ASPETTASSE PROPRIO LA SUA FUGA DISPERATA PER LEGITTIMARE LA CONDANNA E BUTTARE LA CHIAVE?”

1 - LA STRANA FUGA DI DELL'UTRI/1
Maurizio Belpietro per "Libero quotidiano"

Ma se da mesi la magistratura sapeva che Dell'Utri voleva prendere il volo e se gli uomini della Dia non lo hanno mai perso di vista, tanto che da giorni si trovavano a Beirut, non è che si aspettasse proprio la sua fuga disperata per legittimare la condanna e buttare la chiave?

2 - ORLANDO: TORNI IN ITALIA MA SULL'ESTRADIZIONE SARÀ BATTAGLIA LEGALE
Liana Milella per la Repubblica

Ma Dell'Utri quando tornerà in Italia? È questo il problema su cui, già da ieri, sta lavorando il Guardasigilli Andrea Orlando. Rientrato a Roma a precipizio per firmare subito la richiesta di arresto provvisorio ai fini dell'estradizione, il ministro ha assicurato «che sono già state avviate tutte le procedure necessarie per garantirla».

Il primo passo è attendere la sentenza della Cassazione. Conferma della pena e quindi condanna definitiva: in questo caso scatterà entro 30 giorni la richiesta di estradizione vera e propria, che dovrà tenere conto di una nuova e definitiva richiesta di arresto della procura generale di Palermo per eseguire la condanna. Qualora la Cassazione annullasse la sentenza, Dell'Utri sarebbe libero. Se annullasse con rinvio a nuovo appello toccherà sempre a Palermo decidere se confermare o meno la richiesta di arresto per pericolo di fuga.

Tempi e possibili ostacoli, che appaiono minimi, nel caso dell'estradizione. Italia e Libano sono legati da un trattato di assistenza giudiziaria siglato nel 1970, ratificato nel ‘74 e in vigore dal ‘75. Lì è scritto con nettezza, all'articolo 16, che l'estradizione è possibile in tutti i casi di imputati che rischiano una pena di «almeno un anno per crimini o delitti puniti dalle leggi delle parti contraenti» e di condannati «per crimini o delitti puniti dalla legge dello Stato richiesto con pena restrittiva di almeno di almeno sei mesi».

La pena di Dell'Utri rientra ampiamente nella casistica. Non solo: la formulazione del trattato dovrebbe escludere le preoccupazioni di chi teme che il reato contestato, il concorso esterno in associazione mafiosa, non possa essere oggetto di estradizione in quanto non ha un omologo delitto nel codice libanese. Ma, a leggere bene, il trattato parla, nel caso dei condannati, di legge dello Stato richiedente, quindi l'Italia. In ogni caso, anche in Libano esiste il delitto di "associazione dei malfattori", la nostra associazione a delinquere, rispetto alla quale il concorso esterno è un crimine di rango inferiore per gravità. È facile prevedere una battaglia legale, ma l'Italia dovrebbe spuntarla e ottenere l'estradizione di Dell'Utri.

3. LA STRANA LATITANZA IN HOTEL CON CARTA DI CREDITO E CELLULARE
Mariateresa Conti per "il Giornale"

Questa è la storia di una finta «cattura », se per cattura si intende quella di un latitante che si è dato alla macchia e viene scovato. La finta cattura di un latitante, Marcello Dell'Utri, che tale non sembra davvero, visto che gli inquirenti sapevano benissimo che era in Libano («dal 3 aprile», è scritto nell'ordine d'arresto).

Un latitante a dir poco sui generis , e che da latitante non si è comportato, considerato che stava in uno degli alberghi più noti di Beirut, e usava telefonino cellulare e carta di credito, cioè i mezzi più tracciabili al mondo. Uno che vuol nascondersi e si comporta così, non ha chance : o è stupido, e tutto si può dire dell'ex senatore Pdl tranne che sia uno sciocco; o ha una voglia matta di essere catturato, e fa di tutto per essere rintracciato; oppure ancora, semplicemente, non è un latitante, e quindi non prende precauzioni perché non si nasconde.

Ci sono troppe incongruenze e aspetti che non tornano nella latitanza di un Marcello Dell'Utri che sino all'ordine d'arresto chiesto dai giudici palermitani lo scor¬so 7 aprile e che ha avuto il via libera il giorno dopo, l'8 aprile,era un normale cittadi¬no, condannato,sì,in tre processi-quello di primo grado e i due d'appello-ma ancora un presunto innocente, se l'articolo 27 della Costituzione non è solo un'opinio¬ne, in attesa di sentenza definitiva. Esaminiamo i fatti.

Il caso esplode due giorni fa, quando lo scoop del cronista Riccardo Arena, sulla Stampa e sul Giornale di Sicilia , rivela la notizia: la corte d'appello di Palermo ha emesso un ordine di arresto di Dell'Utri, ma non è stato possibile eseguirlo perché l'ex senatore Pdl non è stato trovato. Può essere in Guinea Bissau, a Santo Domingo, oppure in Libano. Da Beirut arriva una smentita: l' Ansa cita «fonti ben informate a Beirut» che escludono che il ricercato sia nella capitale libanese.

Ma che Dell'Utri si trovi a Beirut, o che almeno a Beirut si trovasse il 3 aprile,dunque pochi giorni prima dell'ordine di arresto che porta la data del 7 aprile, lo dicono i giudici.Guardate cosa scrive il pg nella richiesta d'arresto: «La Dia, grazie a particolari indagini tecniche effettuate, ha localizzato in data 3 aprile un'utenza mobile sicuramente riferibile a Dell'Utri proprio nei dintorni della città libanese di Beirut ».

E dove sta Dell'Utri?È ospite di qual¬che amico compiacente? È in qualche casa isolata, cellulare disattivato (anche i bambini sanno che il telefonino, se non togli la batteria, dice dove sei anche da spento) e pile di libri a fargli compagnia? Ma no,Dell'Utri sta nel centro di Beirut,in un notissimo hotel a cinque stelle, il Phoenicia, panorama mozzafiato sul Mediterraneo, piscina da mille e una notte e altre amenità.

E che fa Dell'Utri,oltre ad accen¬dere il telefonino e a far sapere, appena appreso di essere diventato un latitante, che non intende sottrarsi alla sentenza? Usa pure la carta di credito. Anche se ha con sé,dicono da Beirut,«alcune decine di migliaia di euro» in contanti. Decisamente più pratici se non devi lasciare tracce. Proprio un dilettante, come latitante.

Che accadrà ora? Tutto dipende dall'udienza di convalida del fermo, fissata per domani. Dell'Utri potrebbe essere trattenuto sino all'estradizione. Oppure potrebbe essere rimesso in libertà. Di certo difficilmente, come vorrebbero i giudi¬ci, sarà in Italia per il verdetto di martedì della Cassazione.

 

DELLUTRI, BERLUSCONItravaglio e belpietro x MIRANDA RATTI MOGLIE DI MARCELLO DELLUTRI jpegtrova dell utri MARCELLO DELLUTRI E IL PADRINODELL'UTRI NEL SELFIE DEGLI OSCARDELLUTRI E BERLU images DELLUTRI Marco dellutri e darina pavlova ALBERTO DELLUTRI images berlu dellutri

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...