elly schlein cena per salvare il circolo dem di ponte milvio

AI DEM NON RESTA CHE LA COLLETTA! ANCHE ELLY SCHLEIN SI ATTOVAGLIA CON I "MILITONTI" PD IN PIZZERIA PER SALVARE LA STORICA SEZIONE DI ENRICO BERLINGUER DI PONTE MILVIO - GRAZIE AL CROWDFUNDING, OVVERO ALL'ANTICA PRATICA DELLA "COLLETTA FRA COMPAGNI", I MILITANTI DEM DEL XV MUNICIPIO DI ROMA HANNO SALVATO IL CIRCOLO DEM. IN POCHE SETTIMANE SONO STATI RACCOLTI I 50 MILA EURO NECESSARI PER L’ACCONTO E ORA PROSEGUE LA RACCOLTA PER PAGARE LE RATE DEL MUTUO DA 250 MILA EURO - IL TESORIERE DEL PD MICHELE FINA: “SITUAZIONE FUORI CONTROLLO, SIAMO ARRIVATI A UN PASSO DA METTERE ALL'ASTA L'INTERO PATRIMONIO STORICO”

 

Francesco Bei per la Repubblica - Estratti

 

Davanti a un piatto con due olive ascolane e una crocchetta di patate, Laura Berlinguer, la figlia più piccola dell'allora segretario del Pci, ricorda quelle mattine elettorali in cui tutta la famiglia si recava in processione alla mitica sezione di Ponte Milvio:

cena con elly schlein per salvare circolo dem di ponte milvio

 

«Papà andava lì la mattina presto a "prendere le preferenze", ossia l'indicazione di chi andava votato, dai dirigenti della sezione. Lo ricordo perché mamma lo accompagnava ed erano le uniche occasioni in cui andava insieme a lui al partito».

 

In una sperduta pizzeria sulla Giustiniana, periferia nord di Roma, si celebra un evento significativo: grazie al crowdfunding, come si dice ora, ovvero all'antica pratica della "colletta fra i compagni", i militanti Pd del XV municipio hanno salvato la storica sezione del partito comunista (ora circolo dem) di Ponte Milvio. Sono riusciti in poche settimane a raggranellare i 50 mila euro necessari per l'acconto e ora proseguono la raccolta per pagare le rate del mutuo da 250 mila euro.

 

berlinguer nella storica sezione di ponte milvio

Un segno dei tempi in controtendenza rispetto a un'era di politica fatta sui social. Al tavolo è arrivata l'altra sorella, Bianca Berlinguer, che allarga il ricordo al quartiere: «Ponte Milvio era la zona popolare e comunista, mentre Vigna Stelluti e Vigna Clara erano proprio di destra, diciamo fasciste.

 

Noi, a via Ronciglione, stavamo a metà, sul confine. In quegli anni di terrorismo, la nostra strada era presidiata dalla sicurezza del partito e talvolta finiva che i compagni venissero a rifugiarsi sotto casa perché inseguiti dai fasci di Vigna Clara».

 

La sezione di Ponte Milvio è uno dei topos simbolici sulla mappa della città, dove generazioni di comunisti sono cresciuti considerandola come una seconda casa. In questa serata di "riconquista" della sede, che rischiava diventare uno dei tanti locali della movida che infestano la zona, il tesoriere del Pd Michele Fina spiega come si è potuti arrivare a questa situazione:

 

berlinguer nella storica sezione di ponte milvio

«Il Partito democratico nasce senza proprietà, Ds e Margherita decisero di non conferirgli i loro immobili. In tutta Italia nacquero così decine di fondazioni che detenevano la proprietà delle sezioni, ma dopo 20 anni la situazione era fuori controllo, con debiti accumulati, affitti non pagati: siamo arrivati a un passo da mettere all'asta l'intero patrimonio storico».

 

Di fronte al baratro, lo scatto di reni, con il Nazareno che decide di aiutare le federazioni locali e la base che risponde all'appello con una mobilitazione dal basso e la raccolta fondi.

 

Alla cena della Giustiniana, c'è chi dà dieci euro, chi cento e chi ha già bonificato mille. Anche la situazione del bilancio nazionale si raddrizza: quest'anno il Pd ha rotto la barriera dei 10 milioni di euro raccolti grazie al 2X1000, un record tra i partiti italiani, e dopo otto anni gli 88 dipendenti rimasti escono dalla cassa integrazione.

circolo dem di ponte milvio

 

(..) Elly Schlein rivendica di aver messo il Pd su una strada nuova: «Siamo tornati in mezzo alle persone.

 

Dobbiamo essere visti, non soltanto da quelli che già ci guardano ma anche da quelli che inciampano sulla nostra insistenza, che trovano la nostra porta aperta». Il paradosso è proprio questo, una segreteria guidata da una giovane donna, che non era nemmeno iscritta al Pd, e che ora punta all'antico «radicamento sul territorio». Il contrario del partito liquido, del comitato elettorale che vive solo sui social. «Forse – ipotizza il sindaco Roberto Gualtieri – serviva uscire dalla generazione dei dirigenti post-comunisti per vedere meglio le cose da una prospettiva più distante, per smetterla finalmente con le stupidaggini dell'antipolitica».

michele fina

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…