DELUSI E DISINCANTATI - DEMOSKOPEA STUDIA I TWEET DEL CASO GRILLO-FAVIA E SCOPRE CHE L’81% MOSTRA DELUSIONE (“SONO COME GLI ALTRI PARTITI”), O DISINCANTO (“NON SONO SANTI, MA MEGLIO DEGLI ALTRI”) - SOLO IL 19% SPOSA LA TESI DEL M5S, QUELLA DI UN COMPLOTTO - MOLTI SPOSANO LA DAGO-OPINIONE: “GUARDANO LA PAGLIUZZA NELL’OCCHIO DEI GRILLINI MA NON VEDONO LA TRAVE MARCIA DEI PARTITI” - GODONO GLI ANTI-GRILLO, CHE INFIERISCONO SUI SOCIAL NETWORK…

IL M5S E LE DICHIARAZIONI DI FAVIA
TWITTER - ANALISI DEI COMMENTI

Studio Demoskopea sulla reazione degli utenti di Twitter alle dichiarazioni anti-Grillo di Giovanni Favia, rivelate dalla trasmissione "Piazza Pulita" (La7) di giovedì scorso. Lo studio è stato svolto sui tweet che avevano hashtag #favia, #piazzapulita, #beppegrillo, #casaleggio, #m5s, #dagospia.


Un'analisi dei commenti ha mostrato tre orientamenti prevalenti, in base ai quali un campione statisticamente significativo di tutti i post è stato riclassificato e «pesato»:

1) la delusione, 63%
2) il disincanto consapevole, 18%
3) una lettura complottistica (e rivendicativa) 19%

1. La posizione dei DELUSI: «Il Movimento 5 Stelle non è poi cosi lontano dagli altri partiti...; quando ci sono dinamiche di potere poi diventano tutti uguali»; sembra una posizione sostenuta soprattutto da chi era già lontano dal movimento di Grillo, che tuttavia trova risonanza presso l'opinione pubblica allargata fatta di indecisi, in cerca di un'alternativa alla «casta»

2. La posizione dei DISINCANTATI: «Probabilmente il Movimento 5 Stelle non è "pulito" come dice di essere, manca di democrazia interna, ma rappresenta comunque la migliore soluzione nel panorama politico del nostro Paese»; è la posizione di chi sostiene la stupidità del «fare le pulci» al movimento di Grillo rispetto al deficit di moralità e legalità della politica italiana

3. La posizione dei COMPLOTTISTI: «Stiamo assistendo ad un complotto, perché ormai il Movimento 5 Stelle è una realtà che spaventa le altre forze politiche e qualcuno, dall'interno o dall'esterno del movimento, sta cercando di frenarlo»; è la posizione prevalente di che tende a giustificare a oltranza Grillo e il movimento in quanto forza politica innovativa

 - La delusione sembra essere l'orientamento prevalente presso il popolo di twitter, anche se effettivamente chi aderisce a tale atteggiamento è pre-concettualmente più lontano dalla proposta del Movimento 5 Stelle.

 - La delusione ormai è calata pesantemente sullo scenario politico, sociale ma anche su quello privato emozionale. Il pessimismo, il vittimismo, la sensazione di essere sempre e comunque alle prese con qualcosa che alla fine si ritorce contro e far star male, delude appunto. Una strategia passivo rinunciataria che genera depressione e avvilimento. Non si crede più, non si ha più fiducia in nessuno... la storia si ripete, tutti tradiscono, tutti imbrogliano, nessuno è senza macchia e senza peccato. Un sentimento che unisce: i commenti dei «delusi» affratellano, mettono tristemente d'accordo tutti: grillini e non grillini, accomunati dall'essere tutti vittime della classe politica.

 - Resta evidente che i delusi dalla politica che non hanno mai sposato la tesi di Grillo calcano la mano e dipingono a tinte ancora più fosche lo scenario. Si percepisce una sorta di rivendicazione verso chi credeva ancora che ci fossero speranze di onestà e pulizia. 􀂃 I delusi grillini convinti rimangono come in attesa di qualcosa, di qualche dichiarazione che dia ancora speranza.

 - Il disincanto unito a una «giusta misura» che ridimensiona le eventuali colpe del Movimento è l'atteggiamento di chi è più vicino a Grillo ma anche di chi, pur prendendone distanza politica, gli riconosce una grande forza costruita attraverso modalità alternative e innovative.

 E' anche la posizione riassumibile nella frase «guardiamo la pagliuzza del nemico e non la propria trave?». In una situazione di corruzione, clientele, camorra e mafia... sembrano dire i commenti «disincantati» non è possibile forse tollerare dissapori interni o semplicemente modi di vedere diversi?

- Il «fenomeno» Grillo non può essere liquidato con poche battute, si tratta di qualcosa che ha sparigliato le carte e ha prodotto una cesura profonda con il vecchio modo di far politica. Il Movimento 5 stelle ha avuto risonanza internazionale e non gli si può non riconoscere grandi meriti, non fosse altro quello di distanziare anni luce un sistema che pareva fino a pochi anni fa intoccabile.

 Dato questo come scontato, non si può pensare che all'interno di un fenomeno così importante e complesso non possano verificarsi imprevisti, battute d'arresto e difficoltà ... del resto si tratta di un modello di accettazione del negativo che ancora una volta deriva dal web: mai far sparire un commento cattivo, lasciare tutto visibile, mai cancellare un post contrario.

 - Una delle chiavi di lettura del mondo intimamente connesse al pensiero di grillini è la tesi del complotto pertanto non stupisce se tra loro la tesi prevalente è la seguente: nessuno può credere all'ingenuità di un fuori onda di cui non si sapeva niente fino a un attimo prima del programma; evidente che tutto è stato studiato nei minimi particolari: si tratta di una attacco combinato del partitismo politico più tradizionale che ha trovato complici all'interno del movimento stesso.

- In quest'ottica i più adottano la modalità dell'epurazione: fuori dal movimento chi «tradisce», fuori Favia e avanti tutta.

 - Grandi colpevoli, oltre che i partiti tradizionali, la stampa e la tv: attori di un mondo vecchio dagli arti in cancrena. I peggiori? I più apparentemente progressisti: esponenti del PD e «rottamatori».

 

 

 

DAGO A PIAZZA PULITA NELLA PUNTATA SU BEPPE GRILLO BEPPE GRILLO DURANTE UN COMIZIOFAVIA E GRILLO STUDIO DEMOSKOPEA SUL CASO GRILLO FAVIA STUDIO DEMOSKOPEA SUL CASO GRILLO FAVIA STUDIO DEMOSKOPEA SUL CASO GRILLO FAVIA STUDIO DEMOSKOPEA SUL CASO GRILLO FAVIA Twitter

Ultimi Dagoreport

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO