giorgia meloni gianni alemanno roberto vannacci

DESTRA GALEOTTA! – HARVARD? CONFINDUSTRIA? IL NORD PRODUTTIVO? NO, LA CLASSE DIRIGENTE DI VANNACCI E DELLA DESTRA-DESTRA ARRIVA DAL CARCERE. BASTA VEDERE IL CASO DI GIANNI ALEMANNO, APPENA USCITO DA REBIBBIA, CHE È ANDATO A CENA CON IL GENERALE E CON LA SUA “FECCIA” – MASNERI: “PIÙ CHE UNA DESTRA ‘LAW AND ORDER’, QUELLA DEL GENERALISSIMO È UNA DESTRA ‘ROMANZO CRIMINALE’. NON LA CALZA IN FACCIA DEI DIBATTITI DEL CAV. MA PROPRIO IL PASSAMONTAGNA. AGGIUNGIAMO UNA SPRUZZATINA DI QUEL PROFUMO VERO O PRESUNTO DI MAFIA CAPITALE. DEL RESTO ANCHE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO, FRANCESCO ROCCA, HA CONOSCIUTO LE PATRIE GALERE CON UNA GIOVANILE CONDANNA PER SPACCIO, E PURE IL PAPÀ DI GIORGIA MELONI FU CONDANNATO PER NARCOTRAFFICO LAGGIÙ IN SPAGNA…”

Estratto dell’articolo di Michele Masneri per “Il Foglio”

 

ROBERTO VANNACCI GIANNI ALEMANNO - FOTO LAPRESSE

A chi le primarie? A voi. La ricerca dei candidati e la creazione di una classe politica non sono mai una passeggiata. […]

 

Correre insieme? Buttarsi al centro? Ma non nel centro storico (lì arriva subito l’accusa: troppo Ztl). Buttarsi di sotto? A destra pare più semplice. A destra-destra soprattutto. […]

 

Guardate il general Vannacci. Primarie? Macchè. Società civile? Ma mi faccia il piacere. I “club” (da pronunciare: clöb)? Magari come Silvione nel 1994? Le scuole di partito come una volta? Acqua, acqua. Meglio puntare su Rebibbia.

 

ROBERTO VANNACCI GIANNI ALEMANNO - FOTO LAPRESSE

La destra-destra del General Vannacci ha già la sua accademia, il bacino, la sua costituency; Non Harvard, non Confindustria, e nemmeno Colle Oppio. No, tutti a Rebibbia! Non intendendo il quartiere romano, feudo del guru di sinistra Zerocalcare. Ma proprio il carcere.

 

Infatti dal penitenziario romano è appena uscito Gianni Alemanno, incensato, intervistato, lodato, riabilitato e asciugato nel fisico, acclamato come un oracolo dal popolo vannaccista dei prodi patrioti. Pronto a correre col generalissimo.

 

francesco rocca giorgia meloni

[…] Diciamolo: la destra riparta dal gabbio. E certo conterà pure che fu forse il peggior sindaco da quando esiste Roma, insieme alla Raggi, che però non ha mai conosciuto la detenzione. E questo conta, appunto, essere stati cattivi amministratori, ma non basta. E’ il carcere il valore aggiunto, il plus (da pronunciare: plàs).

 

Forse ricollegandosi astutamente a tutto un immaginario local, le canzoni della mala, le Mantellate, “Er canto der carcerato” di Claudio Villa, quel “non è romano chi non ha salito lo scalino” (inteso di Regina Coeli, altro clöb che potrebbe fornire prestigiosi candidati) […].

 

Non la calza in faccia dei dibattiti del Cav. ma proprio il passamontagna. Aggiungiamo una spruzzatina di quel profumo vero o presunto di Mafia capitale (ma pure nel seminale “Caterina va in città” di Virzì, l’analisi più giusta della politica romana e nazionale che ci sia mai stata negli ultimi decenni, c’era un deputato di destra-destra che diceva “aho, me so fatto er gabbio”).

 

ROBERTO VANNACCI GIANNI ALEMANNO - FOTO LAPRESSE

Del resto anche il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, ha conosciuto le patrie galere con una giovanile condanna per spaccio, e pure il papà di Giorgia Meloni fu condannato per narcotraffico laggiù in Ispagna. Poi alcuni si sono riabilitati, è importante, questa è la funzione originaria del penitenziario, e son diventati esperti di questione carceraria, dopo le esperienze sul campo.

 

E qui non si vuole scherzare sulla seria questione del sovraffollamento carcerario. E non mancano certo gli ex detenuti passati alla politica, internazionalmente, storicamente, ma di solito si tratta di reati giovanili, o di reati politici. Alemanno come un Nelson Mandela del Grande Raccordo Anulare?

 

FERIE D AGOSTO

Che poi Rebibbia non è solo la grande accademia della destra-destra ma pure il suo bacino di voto. L’ex sindaco, che ha tenuto un pregevole diario dal carcere, oggi assicura: son tutti di destra, i carcerati di Rebibbia.

 

Ha dichiarato anche che “dentro”, ha trovato “molta empatia”, ma il dato importante è l’altro. Son tutti di destra, dentro. Non si sa se di destra semplice o di destra-destra. Ci saranno anche lì le correnti. Ma lo saranno, di destra o di destra-destra, anche gli stranieri, quelli che Vannacci vorrebbe remigrare, e che secondo l’Istat costituiscono il 31,5 per cento dei carcerati?

 

Attilio Pierro Davide Bergamini Roberto Vannacci Massimiliano Simoni Gianangelo Bof Domenico Furgiuele Antonio Maria Rinaldi

[…]  Non si remigra più. Piuttosto se magna. All’uscita da Rebibbia, […]  Alemanno è andato a cenare con Vannacci e un manipolo di camerati in un ristorante a Roma Nord (invece di andare alla bisteccheria di Delmastro, che è pure più vicina).

 

Ristorante sardo, specializzato nel porceddu. Comunque, tra quello stormire di camicie bianche attillate da maschioni di mezza età e i porceddu c’erano pure il leggendario Antonio Maria Rinaldi già candidato al Campidoglio e il deputato Pozzolo (speriamo disarmato, e non alla guida), e il pasto si è svolto tra celebrazioni con tanto di “a noi!”, e una specie di preghiera laica, “La lode a Dio, la spada al Re, il cuore alla dama e l’onore a me”, “codice etico dei cavalieri medievali recitato da un giovane attivista di Futuro nazionale”, riportano i giornali (boh. Mai sentito. Ma qui più che l’etica c’è la cotica, parrebbe).

 

GIANNI ALEMANNO ESCE DAL CARCERE DI REBIBBIA - FOTO LAPRESSE

E forse ci voleva un inno più adatto, tipo piuttosto “Er canto d’aa malavita” di Gabriella Ferri (“amore amore manname ’na pagnotta che er vitto d’er Coeli nun m’abbasta!”). Manname un porceddu! Deluso chi da una destra securitaria si aspettava che cooptasse poliziotti, servitori dello stato, prefetti magari fascistoni, questori nostalgici, pescando magari nel nord più conservatore.

 

Alla conquista del tessuto produttivo. Cernobbio, a noi? Macché. Rebibbia a voi. Il galeotto romano, con la tuta a strisce e la palla al piede, ecco l’homus vannacciano. Magari anche con “kit del candidato”, qui con arance, lima, mascherina da banda Bassotti.

 

Gianni Alemanno

Più che una destra “Law and order”, per restare alle serie tv, quella del generalissimo è una destra “Romanzo criminale” (è già da capire, in un giochino estivo stupidino, chi sia Er Freddo, e chi Er Dandi – potrebbe essere Vannacci, con le sue vestagliette.

 

Ma in un altro giochino, e manuale di conversazione, se dei vicini di ombrellone vi accuseranno di essere “sinistra Ztl”, rispondete prontamente e senza incertezze: meglio della “destra Rebibbia”, come in un dialogo da film di Virzì, anche se il candidato galeotto neanche uno sceneggiatore se lo poteva immaginare, neanche romano, vabbè.

 

antonio maria rinaldi foto di bacco (1)GIANNI ALEMANNO ESCE DAL CARCERE DI REBIBBIA - FOTO LAPRESSE

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