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DI-PARTITO DEMOCRATICO – SUI DEM, A PICCO NEI SONDAGGI (14%), ALEGGIA IL TIMORE DI UNA NUOVA SCISSIONE – I CANDIDATI NON RIESCONO A METTERSI D'ACCORDO SULLE REGOLE DELLE PRIMARIE – LA CRIPTOGRILLINA SCHLEIN INSISTE SUL VOTO ONLINE, BONACCINI È UNA FURIA: “LE REGOLE DEL NOSTRO CONGRESSO SONO STATE GIÀ CAMBIATE PER CONSENTIRE A CHI NON ERA DEL PD (SCHLEIN) DI PARTECIPARE. LA SOLA IPOTESI CHE SI POSSA SPACCARE IL PARTITO PER CAMBIARLE A CONGRESSO GIÀ IN CORSO SAREBBE SCIAGURATA” – LETTA SI SCHIERA CON BONACCINI…

Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera

 

PRIMARIE PD MEME BY DEMARCO

L'insistenza con cui Elly Schlein continua a chiedere il voto online, nonostante gli altri candidati alla segreteria siano contrari, ha fatto scattare un campanello d'allarme al Partito democratico. I suoi sostenitori ventilano da una settimana la possibilità di presentare un ordine del giorno nella direzione di oggi per far votare la loro proposta, pur sapendo che spaccherà i dem e che comunque non passerà.

 

Un partito già lacerato, dato in calo nei sondaggi (Swg ieri gli attribuiva addirittura il 14%) non ha bisogno di ulteriori divisioni, si sono detti Enrico Letta e i suoi collaboratori. Ma a preoccupare gran parte dei dirigenti del Pd è la deriva che sembra prefigurare questa insistenza, perché, questo è il loro timore, potrebbe essere propedeutica a una non accettazione del voto dei gazebo in caso di vittoria di Stefano Bonaccini, e a una nuova, dolorosa, scissione.

 

bonaccini de micheli schlein

Fondate o no che siano queste paure di tanti, Letta intende comunque evitare nella direzione divisioni e drammatizzazioni che nuocerebbero al Pd. Per questa ragione, dopo che in mattinata una riunione degli sherpa dei quattro candidati alla segreteria con i rappresentanti della commissione congressuale si era incagliata proprio sul punto del voto online, ha deciso di intervenire. E ha telefonato a Bonaccini (che è stato il primo a ricevere la chiamata del leader uscente), Schlein, De Micheli e Cuperlo. «Non si possono cambiare le regole a un mese dalle primarie», ha sottolineato Letta in quelle telefonate. E ancora: «Io non posso sostenere dei mutamenti che non sono condivisi da tutti i candidati. Niente forzature o lacerazioni. Serve senso di responsabilità».

 

Un discorso, quello di Letta, che ha trovato più che d'accordo Bonaccini: «Cambiare le regole in corsa non è corretto. Non dobbiamo spaccare il Pd ma rilanciarlo», ha risposto il governatore al segretario uscente. E Alessandro Alfieri, portavoce di Base riformista, la corrente di Lorenzo Guerini, che sostiene la candidatura del presidente dell'Emilia-Romagna, spiega: «Noi siamo per le primarie vere. Seggi e gazebo diffusi in tutti i territori.

BONACCINI - PAOLA DE MICHELI - ELLY SCHLEIN ALLA MANIFESTAZIONE PD A PIAZZA SANTI APOSTOLI

 

Se dobbiamo ricostruire il Pd serve far uscire le persone di casa, guardarle negli occhi, parlarci, prendersi anche qualche insulto Solo così si può provare a ripartire».

Dello stesso avviso Paola De Micheli: «Si deve votare nei gazebo per incontrarci e discutere», dice l'ex ministra.

 

Che a Letta ha ribadito il suo no al voto online, spiegandogli: «Non possiamo sempre essere subalterni a chiunque». Ma Alessandro Zan, sostenitore di Schlein, è di parere opposto: «Non ci può essere alcun timore verso uno strumento che favorisce la partecipazione». E infatti l'ex vicepresidente dell'Emilia-Romagna, nel suo colloquio telefonico con Letta non è arretrata di un millimetro: «Per me il voto online è una pregiudiziale, perché dobbiamo allargare la partecipazione, non rinchiuderci».

 

BONACCINI - PAOLA DE MICHELI - ELLY SCHLEIN ALLA MANIFESTAZIONE PD A PIAZZA SANTI APOSTOLI

L'intransigenza di Schlein su questo punto ha provocato lo stallo nella seconda riunione degli sherpa, che è stata sospesa verso le otto di sera e riprenderà stamattina. Poco dopo il comitato di Bonaccini rilasciava una dura nota: «Le regole del nostro congresso sono state già cambiate per consentire a chi non era del Pd di partecipare. La sola ipotesi che si possa spaccare il partito per cambiarle ancora a congresso già in corso, anziché confrontarsi su come rilanciarlo, sarebbe sciagurata».

 

 

A Marco Meloni,coordinatore della segreteria, oggi, l'arduo compito di trovare una «soluzione unitaria» prima della direzione. Ai candidati l'onere di parlarsi in nottata per facilitare il lavoro di Meloni.

elly schlein bonaccinischlein bonaccini

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