donald trump economia inflazione usa

DIETRO LA CORAZZA DI ARROGANZA DI TRUMP, QUALCHE CREPA SI INTRAVEDE – DONALD TRUMP ARRIVA A DAVOS DA PADRONE CON LA POTENZA DI FUOCO DELLA PRIMA ECONOMIA MONDIALE (DI GRAN LUNGA), MA I SUOI CONTI NON TORNANO – “DOMANI”: “DOVRÀ SPIEGARE COME MAI LA CINA HA APPENA RAGGIUNTO UN SURPLUS COMMERCIALE, NEL 2025, DI 1.189 MILIARDI DI DOLLARI, NONOSTANTE I DAZI. E PERCHÉ L’AUTO ELETTRICA CINESE BYD HA SUPERATO L’AMERICANA TESLA DI ELON MUSK. SEGNALI INQUIETANTI SULLO STATO DI SALUTE DELL’ECONOMIA AMERICANA A CUI I MANAGER VOGLIONO RISPOSTE. I BANCHIERI AMERICANI, CON PROFITTI RECORD, VORRANNO ANCHE CAPIRE LA VERIDICITÀ SU UN TETTO AL 10 PER CENTO PROPOSTO NEGLI USA PER LIMITARE I TASSI DELLE CARTE DI CREDITO…”

1. IL PICCONATORE DI DAVOS TRUMP VUOLE ESPORTARE IL “MODELLO MAR-A-LAGO”

Estratto dell’articolo di Vittorio Da Rold per “Domani”

 

usa house a davos 2026 6

Ma che ci va a fare (se poi ci andrà) il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella roccaforte dei super ricchi di Davos, l’odiato mondo multilaterale che crede nel dialogo nelle sedi internazionali e nella globalizzazione dei commerci senza dazi?

 

Ci va per picconare “alla Cossiga” le fondamenta e rovesciare lo schema di quella istituzione fondata da Klaus Schwab, ma che ora ha dovuto passare la mano, e dire che oggi tutto ruota intorno all’America sovranista e al suo presidente turbo-populista.

 

Così il number one terrà il suo special address a Davos – il discorso dei leader rivolto alla platea del Forum economico mondiale (Wef) – domani e poi trasformerà la kermesse in una serie di appuntamenti con gli alleati, i partner e gli avversari nell’ottica di negoziati one to one.

 

usa house a davos 2026 7

[…] Niente riscaldamento climatico o crisi migratorie tra i temi. E niente Unione europea, da mettere in soffitta. Ma tanti piccoli stati europei scodinzolanti ai suoi piedi. Tanta carne al fuoco, soprattutto. Intelligenza artificiale, criptovalute, tecnologia, finanza e politica monetaria politicizzata (cioè riportata sotto il controllo dell’esecutivo) ma con un solo focus: l’America trumpiana che prende ciò che vuole e che «non ha bisogno del diritto internazionale» […].

 

Poco importa se il Global Risks Report 2026 del World Economic Forum, vede i rischi geoeconomici in cima alle preoccupazioni dei 1.300 leader intervistati. A Trump non importa e poi il Wef non ha mai azzeccato una previsione nella sua storia.

 

donald trump make america work again

Troppe chiacchiere e pochi fatti: così Trump entra come un elefante in cristalleria nel vertice con una megadelegazione targata MAGA per seppellire il vecchio ordine mondiale che il Forum aveva costruito nel corso degli anni. E l’agenda dei lavori verrà scompaginata dagli incontri bilaterali e dalle riunioni ristrette, da Gaza all’Ucraina, dal Medio Oriente alla Groenlandia.

 

[…]

 

donald trump 4

Poi c’è il business della delegazione Usa con una parte rilevante del mondo Big tech. Ma Trump dovrà spiegare come mai la Cina ha appena raggiunto un surplus commerciale, nel 2025, di 1.189 miliardi di dollari, nonostante i dazi americani. E perché l’auto elettrica cinese Byd ha superato l’americana Tesla di Elon Musk mentre la società Sacks Global, società dei grandi magazzini nella Quinta Strada a New York, va in procedura di amministrazione controllata con Chapter 11.

 

Sono segnali inquietanti sullo stato di salute dell’economia americana a cui i manager delle grandi multinazionali vogliono risposte. Molti banchieri americani, con profitti record (nell’anno passato pari a quattro volte i guadagni di una grande banca europea), vorranno anche capire la veridicità su un tetto al 10 per cento proposto negli Usa per limitare i tassi delle carte di credito, e se questo è solo l’inizio di una manovra economica di sostegno ai consumi in vista delle elezioni di Midterm per evitare di perdere il controllo di una delle due camere del Congresso. In caso di vittoria democratica al voto di metà mandato si tornerebbe a parlare di impeachment per il presidente e allora cambierebbe la musica a Washington.

 

usa house a davos 2026 4

Di fronte a esponenti da oltre 130 paesi, 65 capi di stato e di governo interverranno anche i vertici delle istituzioni multilaterali come Onu, Banca mondiale, Fmi, Ocse, Wto. Resta una domanda di fondo: qualcuno di loro saprà dire che nel 250esimo anniversario della Repubblica americana non c’è posto per i monarchi assoluti?

 

2. A DAVOS SCONTRO SULLA GLOBALIZZAZIONE DONALD IMPORRÀ LA LINEA NAZIONALISTA

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “la Stampa”

 

usa house a davos 2026 1

[…] Trump incontrerà i leader dell'economia globale in un ricevimento organizzato dopo il suo intervento, su invito diretto della Casa Bianca. Amministratori delegati di grandi gruppi finanziari, tecnologici e della consulenza parlano di un appuntamento riservato, senza un ordine del giorno ufficiale. È una rottura con la tradizione di Davos, fondata su panel pubblici e dichiarazioni condivise, e riflette la preferenza del presidente per il rapporto diretto e bilaterale con il capitale globale.

 

donald trump - foto lapresse

Il contrasto è evidente anche fuori dal Congress Centre, dove la presenza massiccia di Big Tech domina la scena con padiglioni, hotel brandizzati e spazi dedicati a intelligenza artificiale, dati e nuovi modelli economici. È il volto del capitalismo globale che cerca regole comuni.

 

A pochi metri, però, l'arrivo della delegazione americana introduce una narrazione opposta: una superpotenza che usa il proprio peso economico, tecnologico e militare come leva politica, anche verso alleati storici. Nel suo intervento, secondo funzionari della Casa Bianca, Trump parlerà soprattutto di politica interna - costo della vita, casa, crescita - ma si rivolgerà anche in forma diretta agli europei, chiedendo un cambio di rotta contro quella che definisce stagnazione economica.

 

donald trump prende il sole immagine creata dall intelligenza artificiale midjourney 1

Il nodo della Groenlandia resta centrale. Regno Unito, Danimarca, Francia, Germania e altri Paesi nordici hanno diffuso una dichiarazione congiunta contro le pressioni americane, avvertendo che rischiano di minare le relazioni transatlantiche. Tentativi di mediazione non hanno cancellato la tensione che attraversa il forum.

 

Sul tavolo c'è anche la guerra in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky è presente e spera in un incontro con Trump per discutere garanzie di sicurezza legate a un possibile cessate il fuoco. La delegazione americana è la più numerosa mai vista a Davos, con figure chiave della diplomazia e dei negoziati. Ufficialmente non sono previsti bilaterali, ma l'aspettativa di intese informali è diffusa. Anche sul fronte di Gaza.

 

usa house a davos 2026 3

Per Trump, Davos resta un luogo ambiguo. Dopo gli scontri verbali del passato, oggi torna da presidente rafforzato, deciso a riaffermare la leadership americana secondo le proprie regole.

 

Anche da un punto di vista fisico, con due "US House" sulla Promenade, una delle quali di fronte a Palantir, il colosso di Alex Karp che sta ridefinendo la Difesa globale. L'Europa arriva indebolita, tra crescita fragile e interrogativi sulla sicurezza, nonché sulla propria credibilità. La Davos di Trump rende questa frattura visibile. È uno scontro di visioni - globalismo regolato contro sovranismo assertivo - che va oltre il forum e che, questa settimana, passa dalle Alpi svizzere.

donald trump playboy 2donald trumpDONALD TRUMP ANNUNCIA DAZI RECIPROCI UNIVERSALI DALLA CASA BIANCA - LIBERATION DAY - 2 APRILE 2025

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….