TAFAZZISMO SINISTRO - FINISCE SEMPRE COSÌ: IL CENTROSINISTRA CHE LITIGA E GLI AVVERSARI CHE SE LA GODONO - SUCCEDERÀ ANCHE A ROMA: ZINGARETTI NON HA FATTO IN TEMPO AD ANNUNCIARE LA SUA CANDIDATURA AL CAMPIDOGLIO CHE GIÀ SEL E IDV (CHE DOVREBBERO ESSERE ALLEATI) STORCONO IL NASO E PROMETTONO GUERRA ALLE PRIMARIE - SE LA RIDE ALE-DANNO, CHE POTREBBE RIFARSI LA VERGINITÀ CON LA PRESTANOME GIORGIA MELONI…

Paola Zanca per il "Fatto quotidiano"

L'appuntamento è per lunedì 16 luglio, all'ora dell'aperitivo. In piazza San Cosimato, quartiere Trastevere, Nicola Zingaretti annuncia alla città la sua candidatura a sindaco di Roma. In verità è un progetto che costruisce da mesi e che mercoledì sera l'attuale presidente della Provincia ha già ufficializzato ai compagni di avventura: i colleghi del Pd, gli alleati di Sel e Idv, alcuni rappresentanti del mondo delle imprese. Un altro aperitivo, raccontavano ieri le pagine di Repubblica, questa volta alla casina Valadier, storico luogo di incontri della politica romana, incastonato dentro villa Borghese.

È così che la non-notizia della candidatura di Zingaretti diventa più gustosa: "Le cose facciamole all'aperto, non alla casina Valadier", si infervora il segretario dell'Idv di Roma Vincenzo Maruccio. Non è dato sapere se sia il risentimento di chi non c'era (Maruccio era assente all'incontro, anche se giura di essere stato invitato) ma di certo esprime un malumore che non è solo suo.

Anche in Sinistra e Libertà c'è chi non ha gradito l'annuncio alla stretta cerchia. Più che altro, ci si chiede, perché partecipare all'investitura di un candidato che alle primarie dovrebbe essere avversario? Luigi Nieri, consigliere regionale e già assessore al bilancio della giunta Veltroni, lo ha scritto nei giorni scorsi in una lettera ai compagni di partito: "A Cagliari, Milano e Genova non ci siamo affidati mani e piedi al Pd, ma abbiamo messo al centro sin dalle primarie nostre candidature. Abbiamo scelto nostri autorevoli candidati e abbiamo vinto le primarie. Dove non l'abbiamo fatto e ci siamo affidati al Pd abbiamo perso e male (vedi Napoli e Palermo). Non c'è ragione logica - scrive Nieri - perché Sel sostenga alle primarie il candidato del Pd".

Un esponente del partito di Vendola, in realtà, il suo passo l'ha già fatto: Sandro Medici, presidente del municipio di Cinecittà, si è candidato da solo alle primarie del centrosinistra. Lo stesso ha fatto Patrizia Prestipino, Pd area Renzi, anche se i rottamatori doc hanno già fatto sapere che da Firenze non è arrivata nessuna investitura. Per Zingaretti non sembrano avversari preoccupanti.

Tanto più che è stato lui stesso, pochi giorni fa, a dire che "sicuramente il confronto elettorale non sarà nello schema classico tra centrodestra e centrosinistra". Resta da chiarire l'incognita Grillo: la prova di Roma è la prima importante dopo il "boom" delle amministrative. Nei giorni scorsi è circolata l'ipotesi di una candidatura a sindaco per i Cinque Stelle dell'economista Loretta Napoleoni, amica personale del comico genovese. Ma pare che non abbia fatto breccia tra i militanti.

Sul blog dei grillini romani, la sintesi dei giudizi sulla Napoleoni-sindaco recita più o meno così: "Comunque se fosse, si faccia vedere ai banchetti e ai gruppi di lavoro, sarà una bravissima persona ma qui da noi non si è mai vista e fatta viva, né in rete, né in carne ed ossa". E giusto per scansare ogni equivoco, Zingaretti fa sapere che a Roma non si ripeterà "l'errore di Parma".

Anche lì, a sfidare Pizzarotti, c'era un presidente della Provincia, che non si è dimesso fino all'esito del ballottaggio. "Lascio il mio incarico appena divento candidato del centrosinistra", dice invece Zingaretti, aiutato dalla coincidenza per cui, a Roma, Comune e Provincia scadono nello stesso istante.

A destra, comunque, nell'effetto Parma ci sperano. Dicono che chi considera Alemanno già sconfitto fa "training autogeno". Il sindaco, in verità, potrebbe più beneficiare delle divisioni altrui che della riconferma sua: tanto che non si trova un nome (si era parlato di Giorgia Meloni) che voglia raccogliere i 5 anni di disastri di Ale-danno. La Destra di Storace andrà da sola.E l'Udc?A Roma più che il partito di Casini è la macchina del cemento del suocero, Francesco Gaetano Caltagirone. Ognuno lo accredita come più vicino a sé. Ma si domanda un autorevole esponente Pdl: "Chi mai può sapere con chi sta l'Udc?".

 

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