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“DOBBIAMO LAVORARE AI FIANCHI DEL COMUNE CERCANDO DI COINVOLGERE PIÙ ASSESSORI” – ALL'EX PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PAESAGGIO, GIUSEPPE MARINONI, PER CUI LA PROCURA HA CHIESTO L’ARRESTO NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA SULLA "DEGENERAZIONE URBANISTICA" A MILANO, NON BASTAVA UN CANALE CON L'EX ASSESSORE TANCREDI: HA CERCATO UN FILO DIRETTO ANCHE CON GUIDO BARDELLI, FINO ALLE DIMISSIONI DEL 7 MARZO TITOLARE DELLE DELEGHE ALLA CASA – QUANDO SI FECE OSPITARE IN UN RESORT DALL’IMPRENDITORE ENNIO BOZZARELLI (NON INDAGATO), PATRON DI VARIE SOCIETÀ TRA CUI LA PACO SRL CHE PRESENTO' ALLA COMMISSIONE PER IL PAESAGGIO UN PROGETTO A MILANO – IL RUOLO DI CATELLA E I PROGETTI DI “RIGENERAZIONE” CHE VALGONO 12 MILIARDI DI INVESTIMENTI…

 

Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo per repubblica.it - Estratti

Giuseppe Marinoni

 

Un pubblico ufficiale, il presidente della commissione per il Paesaggio Giuseppe Marinoni, che dice al socio in affari: «Dobbiamo lavorare ai fianchi del Comune». Che con l'assessore studia un piano per «bypassare» le norme.

 

E che si fa ospitare in un resort dall'imprenditore con interessi in città. Dettagli che emergono dalle carte dell'inchiesta sulla «degenerazione urbanistica» di Milano. I pm chiedono l'arresto per sei indagati.

 

Le accuse: corruzione, falso, induzione indebita.

 

MANFREDI CATELLA

Le accuse e gli interrogatori preventivi Rischiano i domiciliari l'ex assessore Giancarlo Tancredi (si è dimesso) e il "re del mattone" Manfredi Catella. I pm chiedono il carcere per il costruttore Andrea Bezziccheri, l'architetto Alessandro Scandurra, il manager di J+S Federico Pella (ha lasciato l'incarico) e Marinoni. Oggi gli interrogatori preventivi davanti al gip Mattia Fiorentini.

 

Nei capi d'imputazione si ricostruiscono le accuse. Dal «piano ombra con alte parcelle», con «l'appoggio e i favori del Comune», per una «vasta speculazione edilizia» fino ai soldi dei costruttori ai componenti della commissione, organo pubblico, per il sì ai progetti: almeno 3,9 milioni di euro in consulenze e fatture, «il prezzo della corruzione». E poi i presunti trucchi: come quello di spacciare per «interesse pubblico» progetti per avere mano libera sulle norme.

 

GIANCARLO TANCREDI E BEPPE SALA

Fino alle induzioni indebite contestate al sindaco Beppe Sala e all'archistar Stefano Boeri (indagati). Si segue la pista dei soldi, con accertamenti sui 12 miliardi di euro (a spanne) investiti nei cantieri e sui bonifici per 6,5 milioni – «senza causale o con causale criptica» –, finiti sui conti di una società legata a Bezziccheri (a sua volta trovato con 120 mila euro in contanti). «Nessuna corruzione», ribattono gli indagati. Tancredi è in aspettativa e non tornerà nel settore Urbanistica in Comune. Agli amici confida che mai ha avuto rapporti privilegiati coi big del cemento.

 

Giuseppe Marinoni

Di «non corrispondenza al vero dei capisaldi della posizione della Procura» ha parlato Catella. Marinoni dirà di aver sempre seguito le regole. Ruolo pubblico, affari privati.

Ma il «faccendiere» è ritenuto centrale.

 

Per i pm Petruzzella-Filippini-Clerici, con l'aggiunta Tiziana Siciliano e il nucleo Pef della guardia di finanza, procaccia clienti per un grande patto pubblico-privato per la Milano del 2050. Cantieri in nove punti della città.

 

Nel suo (ex) ruolo di presidente della commissione, fa «scouting» in un clima di «sollecitazioni reciproche» con Tancredi. Quest'ultimo, impegnato a «coltivare i propri interessi personali deviati», è a conoscenza «del duplice ruolo» di Marinoni ma non interviene. I due sarebbero d'accordo nel cercare strategie per «bypassare i vincoli urbanistici». Costruire. «Rigenerare» caserme, scali ferroviari, piazze. Forzare le norme con «varianti occulte» e vantaggi «sproporzionati» agli imprenditori.

GIANCARLO TANCREDI

 

«Dobbiamo lavorare ai fianchi il Comune cercando di coinvolgere più assessori», dice l'architetto. Nella sua rubrica, i cellulari dei costruttori più importanti. In agenda tanti impegni: nel 2023 è a un convegno sui rapporti tra pubblico e privato. Tra i partecipanti Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. "Un magnifico weekend" «Grazie a te Giuseppe per interessarti al mio progetto, è stato un piacere avervi ospiti».

 

Per almeno tre volte, tra maggio e settembre 2023, Marinoni e signora sono ospiti del resort di lusso a Ostuni dell'imprenditore Ennio Bozzarelli (non indagato), patron di varie società tra cui la Paco srl che proprio in quel periodo ripresenta alla commissione per il Paesaggio un progetto a Milano.

 

GIANCARLO TANCREDI

Bozzarelli cerca informazioni preziose. E nel farlo, preferisce usare app attente alla privacy: «Se hai Signal ci sentiamo». In quei mesi Marinoni va nel resort. «Caro Ennio stiamo passando un magnifico weekend». «Dirò (...) di coccolarti in attesa del mio arrivo», risponde lui.

 

(...) Uno di loro, un geometra, racconta nel luglio del 2024 le storture dei permessi edilizi: «La prassi di concludere le convenzioni urbanistiche tra un dirigente e il privato davanti al notaio, senza coinvolgimento del Consiglio o giunta comunale, è stata instaurata dal 2012. Ci chiedevano di mantenere massimo riserbo sulle riunioni di staff e di non inserire i relativi verbali nelle pratiche edilizie». Dai dirigenti era tutto uno «scaricare le responsabilità».

 

LA FORMULA MAGICA MARINONI-TANCREDI 

 

Giuseppe Marinoni

Monica Serra Andrea Siravo per la Stampa - Estratti

 

«Dobbiamo lavorare ai fianchi il Comune cercando di coinvolgere più assessori, perché il vero ostacolo lì dentro lo sapevamo già chi è, chi sono».

 

All'ex presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni – sempre alla ricerca di investimenti immobiliari – non bastava un canale con l'allora assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi.

 

L'architetto e docente del Politecnico, per l'accusa in «costante conflitto d'interessi», voleva un filo diretto anche con qualche altro componente della giunta, e lo ha cercato con Guido Bardelli, fino alle dimissioni del 7 marzo titolare delle deleghe alla Casa.

MANFREDI CATELLA beppe sala

 

«Ciao Giancarlo, oggi ho incontrato anche Guido Bardelli e ho parlato con lui della strategie Porte Metropolitane e della possibilità di ricaricare una buona quota di ers. E mi sembrava molto favorevole. Te ne parlerà…» si legge in una chat con Tancredi del 24 luglio del 2024.

 

Come sottolinea il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf nelle sue informative, la «strategia» degli indagati era proprio quella di ricorrere nei progetti più impattanti a una quota di ers, edilizia residenziale sociale, per poter «giustificare l'interesse pubblico» e così «aggirare» le restrizioni del Pgt per i nuovi interventi edilizi.

GIANCARLO TANCREDI

 

Quelli da realizzare con gli sviluppatori privati che lo stesso Marinoni individuava, come la Nhood di Carlo Masseroli (ex assessore all'Urbanistica della giunta Moratti) con cui aveva più dossier aperti.

 

«Ciao Giuseppe, ti disturbo per Loreto. In particolare per l'edificio di Porpora. Possiamo chiederti un incontro informale con l'architetto Caputo per meglio comprendere le indicazioni che ha dato la Commissione paesaggio?», scrive Masseroli. «Ciao Carlo, si, in modo riservato… Concordiamo poi quando», la replica di Marinoni «nelle vesti di presidente della Commissione paesaggio» e quindi di pubblico ufficiale, rimarca la Gdf.

I PROTAGONISTI DELL INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SULL URBANISTICA

 

Dalle accuse di corruzione e falso mosse dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, coordinati dall'aggiunta Tiziana Siciliano, Marinoni – che rischia il carcere – potrà difendersi davanti al gip Mattia Fiorentini nel primo dei sei interrogatori preventivi (voluti dalla riforma Nordio) previsti a partire dalle 10 di questa mattina.

 

giuseppe marinoni

Poi toccherà agli altri indagati per cui è stato chiesto l'arresto: l'immobiliarista di Bluestone Andrea Bezziccheri, impegnato contemporaneamente nell'udienza preliminare dell'inchiesta sul progetto Park Tower, l'altro ex componente della Commissione Alessandro Scandurra e l'imprenditore Federico Pella, che proprio ieri ha presentato le dimissioni dalla società J+S di cui era founder manager.

 

Al settimo piano del palazzo di giustizia dirà la sua anche il re del mattone e ceo di Coima, Manfredi Catella, che ha promesso battaglia e una corposa memoria difensiva, e Giancarlo Tancredi che, tra gli abbracci della maggioranza, ha annunciato le dimissioni dalla carica di assessore 

 

(...)

MANFREDI CATELLA

Dopo l'analisi di cellulari e documenti è destinata ad allargarsi l'inchiesta della procura, che conta già 74 indagati tra cui il sindaco Beppe Sala, e da tre anni ha acceso un faro sui progetti di «rigenerazione» della città che - secondo un calcolo a spanne - varrebbero 12 miliardi di investimenti.

GIUSEPPE MARINONIGIUSEPPE MARINONI

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