elon musk donald trump

TRUMP HA SCOPERTO CHE MUSK GLI CAUSA PIÙ GRANE CHE VANTAGGI – L’ADDIO DI MR. TESLA AL SUO RUOLO DI BOSS DEL DIPARTIMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA, PUR SE PREVISTO (E SMENTITO UFFICIALMENTE), ARRIVA DOPO LA CLAMOROSA FIGURACCIA RIMEDIATA IN WISCONSIN: L’UOMO PIÙ RICCO DEL MONDO HA SPESO 20 MILIONI DI DOLLARI PER UN CANDIDATO CHE HA PERSO MISERAMENTE – INVISO AL PARTITO REPUBBLICANO, NONOSTANTE I FINANZIAMENTI E TERRORE DEI DIPENDENTI PUBBLICI, LICENZIATI A MIGLIAIA, MUSK STESSO HA CAPITO CHE CONTINUANDO COSÌ LE SUE AZIENDE SAREBBERO SALTATE IN ARIA, TRA TESLA BOICOTTATE E BRUCIATE E CONFLITTI DI INTERESSE MAI VISTI NELLA STORIA… - IL SALUTO ROMANO, IL FLIRT CON I NAZISTI DI AFD, IL CAPPELLO CON IL FORMAGGIO: I FOLLI 100 GIORNI IN CUI MUSK E IL SUO MANIPOLO DI NERD HANNO SCONQUASSATO IL GOVERNO FEDERALE USA...

1. «MUSK LASCERÀ PRESTO IL DOGE» E TESLA TORNA A CRESCERE IN BORSA

Estratto dell’articolo di V. Ma. per il “Corriere della Sera”

 

ELON MUSK

Donald Trump avrebbe detto ad alcuni stretti alleati e membri dell’amministrazione che Elon Musk lascerà il suo ruolo di «impiegato governativo speciale» nelle prossime settimane. Tre «insider» trumpiani affermano che il presidente è «soddisfatto dei risultati del dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge, ndr )» guidato da Musk, ma «entrambi hanno deciso che sarà presto tempo per lui di tornare ai suoi affari e svolgere un ruolo di supporto».

 

Lo scrive il sito Politico : le fonti potrebbero essere repubblicani preoccupati per le elezioni di midterm dopo l’esito del voto per la Corte suprema in Wisconsin, dove Musk si era esposto in prima linea, investendo 20 milioni di dollari, consegnando assegni agli elettori e posando sul palco con il cappello a forma di formaggio.

 

VLADIMIR PUTIN - ELON MUSK - DONALD TRUMP - MEME

Il presidente Trump comunque ne parlava già da un po’. La presenza dell’uomo più ricco del mondo a capo del Doge è stato uno degli aspetti più controversi del secondo mandato di Trump, e ha portato i democratici, divisi e in crisi, a coalizzarsi. Anche l’ala trumpiana nazionalista-populista di Steve Bannon ha espresso dure critiche, mai bloccate dall’amministrazione. Il suo ruolo è sempre stato presentato come temporaneo (130 giorni) ma ultimamente sembrava possibile che venisse esteso.

 

Di fronte alle accuse della sinistra sui rischi di consentire a un privato un tale accesso a dati sensibili e potere decisionale sui «tagli» alla spesa, tutti gli alleati del presidente hanno sempre difeso pubblicamente le scelte di Musk. E ieri la portavoce della Casa Bianca ha bollato come «spazzatura» lo scoop.

 

Ma dietro le quinte molti alleati, pur apprezzando i suoi finanziamenti al partito repubblicano, sono consapevoli della difficoltà di gestirlo, con la sua tendenza a non rispettare la catena di comando e a esprimersi direttamente sul suo social X. Dove, ieri, ha definito «fake news» la notizia pubblicata da Politico .

 

elon musk e donald trump scemo e piu scemo

Già a un incontro di governo del 24 marzo, il presidente aveva annunciato che sarebbe iniziata presto la «transizione» di Musk fuori dall’amministrazione. Subito dopo, davanti ai giornalisti, Trump aveva elogiato il miliardario. E lo stesso avevano fatto i membri del governo — anche quelli che si sono scontrati con lui per averli scavalcati.

 

«Elon, voglio ringraziarti, so che ne hai passate tante», ha detto Trump alludendo alle minacce di morte e alle auto Tesla vandalizzate. Tesla che ieri, dopo lo scoop, ha ripreso a correre in Borsa: le azioni sono salite del 5,33%, dopo una partenza in rosso per via del calo di vendite nel primo trimestre.

 

Giovedì scorso, quando Bret Baier di Fox News ha chiesto a Musk se fosse pronto a lasciare il governo, il miliardario ha dichiarato «missione compiuta»: «Gran parte del lavoro per ridurre il deficit di un trilione di dollari è stato fatto». Lunedì sera Trump aveva già detto ai giornalisti che «a un certo punto Elon vorrà tornare alla sua azienda», aggiungendo: «Lo vuole lui, io lo terrei il più possibile». La sconfitta in Wisconsin non fa che confermare che il suo interventismo può essere un problema politico […]

 

DONALD TRUMP - ELON MUSK

2. “MUSK LASCERÀ IL GOVERNO” UN CASO LE FRASI DI DONALD DOPO LE PROTESTE SUI TAGLI

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/esteri/2025/04/02/news/musk_trump_governo_usa_lascia-424102206/

 

[…] Il ruolo di Musk verrà dunque ridimensionato. Sia chiaro, Trump non è affatto scontento delle azioni intraprese dall’amico imprenditore, che tanto spesso gli sussurra all’orecchio. La separazione pare infatti essere cordiale e consensuale. Trump, insomma, non lo sta licenziando.

 

trump e musk in versione studio ghibli

Semmai lo sta invitando a uscire opportunamente di scena in un momento di particolare nervosismo in casa repubblicana. Dove tanti ormai pensano che l’uomo più ricco del mondo si è spinto troppo in là […].

 

Nelle ultime settimane Musk è stato d’altronde oggetto di proteste sempre più partecipate, organizzate davanti ai concessionari delle sue auto elettriche Tesla, trasformate nel simbolo di una ricchezza accumulata anche grazie a fondi pubblici ottenuti nella forma di sovvenzioni statali.

 

Ormai inviso pure all’elettorato repubblicano che non gli ha perdonato, fra gli altri, i tagli al dipartimento degli Affari dei Veterani, i militari a riposo. […]

 

Dunque, la dinamica del rapporto Trump-Musk sembra mutata rispetto a un mese fa, quando il tycoon diceva dell’amico «è qui per restare ». Ora secondo le fonti di Politico le cose non stanno esattamente così: «Manterrà il ruolo informale di consigliere», dice una. «Chi pensa che scomparirà dall’orbita Trump s’inganna», insiste un’altra.

 

elon musk donald trump

Tanto più che la sua sarebbe una defenestrazione “da contratto”: in arrivo alla fine del periodo concessogli come dipendente governativo speciale, lo status ritagliato appositamente per lui esonerandolo per 130 giorni dalle regole etiche e di conflitto di interessi cui sono tenuti i funzionari statali. Lo ha implicitamente ammesso pure la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, via X: «Questo scoop è spazzatura.

Musk e Trump hanno sempre detto pubblicamente che Elon lascerà quando avrà completato il suo incredibile lavoro al Doge». Di sicuro le indiscrezioni fanmo bene al titolo Tesla: le cui azioni ieri sono salite del 3,7% a 278 dollari, dopo la partenza in profondo rosso determinata dai dati inforte calo delle vendite nel primo trimestre 2025.

 

ELON MUSK

3. I CENTO GIORNI DI ELON CHE HANNO SCONVOLTO ANCHE I REPUBBLICANI

Estratto dell’articolo di Gianni Riotta per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/esteri/2025/04/03/news/elon_musk_cento_giorni_politica-424102799/

[…] Gli storici faticheranno a riassumere, e comprendere, i 100 giorni del Musk politico, l’illudersi di trattare l’amministrazione fondata da George Washington nel 1776 come una start up di nerd nella Silicon Valley, tanto che, malgrado la trionfale elezione repubblicana di novembre, da lui finanziata con generosità, il 58% degli americani dichiara di detestare le forbici di Doge e solo il 34% apprezza il pittoresco imprenditore.

 

 

elon musk con il figlio x e donald trump 8

Lui non si cura di questi numeri in preda a un entusiasmo messianico corroborato per i detrattori dalle dosi di ketamina e, con il cappello a fetta di gruviera in testa per appoggiare in Wisconsin l’avversario poi battuto da Crawford, con il figlioletto di quattro anni X (battezzato in onore del digital media X, già Twitter) a cavalcioni nello Studio Ovale, definendo online “terrorismo” il rogo delle Tesla a Roma, va avanti irriducibile.

 

Con quale obiettivo reale non è però facile dire. Presentandosi con la motosega, già icona del populista argentino Javier Milei, per tagliare il welfare state Usa, Musk diverte gli influencer trumpiani, ma spaventa gli elettori, repubblicani inclusi, e un fedelissimo come Joe Rogan lo segnala.

 

elon musk gioca con le posate 3

E i Pac, i gruppi che raccolgono fondi per il presidente Trump, girano alla Casa Bianca le preoccupazioni per l’attivismo di Musk di tante lobby, agricoltori, manifattura, ricerca. Per non dire degli ambasciatori e delle cancellerie, che in piena notte vengono svegliati dai loro social media manager, colti di sorpresa da Elon che elogia i neonazisti tedeschi Afd, irride il premier britannico laburista Starmer, facendo capoccella a più ripresa nella bonaria politica romana.

 

Tanti, soprattutto tra gli inamidati columnist liberal, scommettevano sulla precoce rottura della strana coppia Donald-Elon, i due ego più ipertrofici della galassia, ma sono stati delusi. C’è nella psicologia politica della sinistra, non solo americana, l’incapacità di cogliere la virtù postmoderna del Troll, spararle grosse online per poi raccogliere risultati nel rumore di fondo scatenato.

 

donald trump e elon musk

Quando Trump e Musk parlano di un terzo mandato per il leader repubblicano, incostituzionale, quando invocano la pace in Ucraina in 24 ore, dazi per annichilire nemici e amici, 2.000 miliardi di tagli alla spesa, azzerando istruzione, difesa, sanità e previdenza sociale, i due prestigiatori dell’immagine sanno benissimo che non riusciranno mai a ottenere tutto, ma la reazione forzosa che scatenano negli avversari li rende liberi di dominare la narrativa politica: tecnica clonata dalla premier italiana Meloni sul caso Ventotene, per esempio.

 

elon musk cerca di non guardare il culo di karoline leavitt 4

Musk lascerà dunque, entro l’estate, il ruolo di ministro ombra, i conti delle aziende languono, serve tornare in ufficio e magari mandare il buon X a scuola. Intanto si è un po’ stufato di Washington, la faida della chat del Pentagono lo rende nervoso sui leaks che potrebbero colpirlo e ha imparato che nello show-business si deve mutar parte in fretta.

 

Non pensate però di esservi liberati di Elon Musk. Battuto per troppa foga al voto in Wisconsin, sempre attento a non far ingelosire Trump, preoccupato per Tesla, è tuttavia troppo narciso per non riapparire in una nuova veste. C’è già chi a Washington scommette sarà una maschera ben nota nel nostro Paese.

elon musk con il figlio x e donald trump 6trump musk DAZIFASCISMO - MEME BY EMILIANO CARLI donald trump elon musk - intervista doppia a fox newsMusk TrumpELON MUSK CON IL FIGLIO E DONALD TRUMP NELLO STUDIO OVALE elon musk con il figlio x e donald trump 3elon musk con il figlio x e donald trump 7donald trump elon musk - intervista doppia a fox news

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...