artem uss joe biden giorgia meloni carlo nordio

“DOMANI” SPIEGA PERCHÈ I SERVIZI SEGRETI NON SI SONO ATTIVATI SUL CASO DI ARTEM USS: PER LA CIA L’IMPRENDITORE NON ERA UNA SPIA, MA SOLO UN FACCENDIERE CON REATI FISCALI A CARICO. E COSÌ, DELLA QUESTIONE SI È OCCUPATA SOLO L’FBI, E AISI E AISE (CHE AVREBBERO POTUTO FARE VIGILANZA SUI DOMICILIARI DI USS) NON SONO STATI ALLERTATI DAI COLLEGHI AMERICANI – DA ORA IN POI I NOSTRI SERVIZI PER AGIRE DEVONO RICEVERE UN PROTOCOLLO DELLA CIA, ALTRIMENTI CICCIA. TANTO VALE CHIUDERE LE AGENZIE E RICICLARE GLI 007 COME PIZZARDONI…

Estratto dell’articolo di Giovanni Tizian per www.editorialedomani.it

 

ARTEM USS

In teoria lo scenario in cui si muove il cittadino russo Artem Uss è di estrema pericolosità per la sicurezza nazionale non solo americana. Soprattutto perché al di là delle frodi e del contrabbando di petrolio con il Venezuela, nell’atto di incriminazione del dipartimento di giustizia americano è ricostruito nei dettagli il traffico di tecnologia militare destinato alla Russia e usato nella guerra in Ucraina.

 

Materia che avrebbe dovuto allertare le intelligence europee, incluso quella italiana. Eppure i nostri 007 nulla sapevano. Il motivo è semplice: per la Cia Uss, spiegano fonti autorevoli dell’intelligence, «non è mai stato una spia», ma “solo” «un faccendiere incriminato dall’Fbi»: dunque trattato non come un problema di sicurezza nazionale ma un semplice delinquente, e perciò mai segnalato ai servizi segreti italiani.

 

ELISABETTA BELLONI ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI IN AUDIZIONE AL COPASIR

Chi ha commesso l’errore fatale sul caso di Uss? Chi ha sottovalutato il ruolo e la caratura del cittadino russo, figlio del potente governatore di Krasnoyarsk in Siberia, legatissimo alla cerchia più stretta di Vladimir Putin? Il rimpallo di responsabilità per ora è tra ministero della giustizia e corte d’Appello di Milano, con la procura generale nel mezzo, l’unica ad aver sostenuto con forza la necessità di mantenere la custodia in carcere fino all’estradizione negli Stati Uniti proprio per le relazioni estese ai massimi livelli di Uss.

 

ARTEM USS NEL 2011

Lo scontro è tra il ministro Carlo Nordio e i giudici che hanno autorizzato gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Uss, il quale due giorni dopo la sentenza sul via libera all’estrazione negli Stati Uniti per essere processato, è fuggito dall’abitazione di Basiglio, nel Milanese, manomettendo il dispositivo di controllo.

 

Sullo sfondo di questo scaricabarile istituzionale, […] sta emergendo però un clamoroso cortocircuito sulla gestione da parte americana del caso Uss. Gli Stati Uniti (e in particolare l’Fbi) sono molto adirati per la fuga del cittadino russo. Avevano scritto al ministro Nordio, che aveva risposto spiegando che il braccialetto elettronico configura comunque una detenzione.

IL BRACCIALETTO - LA FUGA DI ARTEM USS VISTA DA GIANNELLI

 

L’esito ha dato ragione agli Usa, che non hanno digerito quello che loro vedono come una gestione dilettantesca della nostra burocrazia e del nostro sistema. […]

 

È un fatto però che l’intelligence italiana […] nulla sapeva del potenziale pericolo rappresentato da Uss per la sicurezza nazionale. Non per colpa loro. Ma perché non erano stati messi al corrente dagli omologhi della Cia della caratura criminale del cittadino russo incriminato a New York, arrestato a Malpensa il 20 ottobre ed evaso dai domiciliari per rientrare in Russia il 22 marzo, due giorni dopo la decisione con cui i giudici di Milano accordavano al dipartimento di giustizia statunitense l’estradizione.

giorgia meloni carlo nordio

 

La Cia non ha […] segnalato Uss come target agli apparati italiani, questo è certo, confermano più fonti qualificate. Né l’Fbi poteva farlo, perché è una struttura che ha poteri di controspionaggio solo in patria, ma non fuori dai confini nazionali, competenza esclusiva della Cia. […] Nel caso Uss non è mai arrivata alcuna comunicazione, nessun alert, neppure dopo l’evasione di Uss, riferiscono più fonti dell’intelligence.

 

ROTTA JET MILITARI AMERICANI DECOLLATI DOPO LA FUGA DI ARTEM USS

Possibile che sia sfuggito un bersaglio così grosso alla Cia? Dell’assenza di comunicazioni da parte dell’intelligence americana è certo anche il Copasir […]. Anche perché se fosse esistito uno scambio informativo chi di dovere, in questo caso l’Aisi (Agenzia per la sicurezza interna, ndr), avrebbe predisposto un’operazione di monitoraggio sul target e per il russo sarebbe stato impossibile lasciare il paese. Invece né prima né dopo l’evasione gli 007 italiani hanno avuto informazioni privilegiati dalla Cia.

ARTEM USS

 

Anche sulla fuga sono state dette e scritte molte cose sul ruolo di spie russe che avrebbero agevolato Uss nella fuga. Tuttavia, da quanto risulta a Domani, ai nostri servizi non hanno alcuna evidenza su un commando di spioni di Putin nell’esfiltrazione del figlio del governatore siberiano.

 

[…] La profezia dell’uomo d’affari Uss si è, dunque, realizzata, quando intercettato scherzava con il socio russo: «Vuoi essere un fuggitivo internazionale?», diceva ironico il figlio del potente governatore, «Vorresti? Posso organizzarmi molto facilmente», rispondeva il compagno di traffici.

LA STRUTTURA DOVE ARTEM USS ERA AI DOMICILIARI LA FUGA DI ARTEM USS - VIGNETTA DI ELLEKAPPACARLO NORDIO GIORGIA MELONI - FOTOMONTAGGIO IL FATTO QUOTIDIANOGIORGIA MELONI CARLO NORDIO ALEXANDER USSLA VERA FOTO DI ARTEM USS

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