joe biden ramstein

“PUNTATE IL CANNOCCHIALE SU RAMSTEIN” – DOMENICO QUIRICO: “È LA CAPITALE DEL NUOVO IMPERO D'OCCIDENTE IN GUERRA CONTRO RUSSIA E CINA. UN MONUMENTALE FRAMMENTO DI STATI UNITI CONFICCATO IN TERRITORIO EUROPEO PER RICORDARE CHE IL MONDO È GUIDATO, SEMPRE E COMUNQUE, DA CHI È CONVINTO DI SPIANARE LE ARMI PER UN IMPULSO IRREFRENABILE DI BONTÀ" - "A RAMSTEIN SI VA PER PRENDERE ORDINI POICHÉ SI ENTRA NEL VIVO DELLA QUARTA GUERRA MONDIALE E L'UNICA POLITICA POSSIBILE È QUELLA DI OBBEDIRE” – “ARRIVERANNO GLI INGLESI, I POLACCHI E I BALTICI, FRANCESI E TEDESCHI. E POI I PICCOLI, COME L'ITALIA, MILITARMENTE IRRILEVANTI..."

Domenico Quirico per “la Stampa”

 

DOMENICO QUIRICO

La conoscenza di una guerra è come la visione di un cannocchiale: si aggiusta guardando, fino a quando non si riesce a mettere a fuoco. Il 20 gennaio si dovrà puntarlo nella direzione di un luogo che si chiama Ramstein.

 

E lì tutto si fisserà, dopo quasi un anno di indecisioni, imprecisioni, frottole, ripugnanze, in una immagine chiara, ben delineata nei contorni.

 

Perché alla fine risulta un ben inutile lavoro quello di soffiare sulle trombe della propaganda. La guerra non ama che la si camuffi, si accanisce e distrugge tutto ciò che è immateriale, anche le illusioni e le speranze, le bugie e i distinguo, lo calpesta con le sue ruvide suole.

 

JOE BIDEN ZIO SAM

Allora: logorati dal vivere questo intervallo tra passato e presente, tra il luminoso avvenire che ci era promesso e il tragico nulla, puntate il cannocchiale su Ramstein. Si badi bene: non su Bruxelles, capoluogo della Alleanza atlantica miracolosamente sottratta al funerale.

 

Su Ramstein: base aerea dell'esercito americano fin dal 1948, quando Churchill aveva appena sillabato la Cortina di ferro. E il presidente americano Truman l'aveva trovata perfetta per la nuova guerra che iniziava contro la Russia dell'ex simpatico "zio Joe" regredito sveltamente a orco Stalin.

 

biden e zelensky alla casa bianca

Si elimini subito un equivoco geografico: Ramstein non è Germania come fallacemente dice l'Atlante. Ramstein è un monumentale frammento di Stati Uniti conficcato in territorio europeo per ricordare che il mondo è guidato, sempre e comunque, da quando invase Messico, Cuba e Filippine da chi è convinto di spianare le armi per un impulso irrefrenabile di bontà.

 

MARK MILLEY, LLOYD AUSTIN E OLEKSIY REZNIKOV A RAMSTEIN

Benvenuti a Ramstein, la capitale del nuovo impero d'Occidente in guerra contro i barbari dell'Eurasia, l'impero d'Oriente di Russia e Cina. Dove non a caso, con la guerra appena in boccio, il segretario alla Difesa chiarì che il conflitto ucraino aveva come scopo l'annientamento della potenza militare russa. La resa senza condizioni dunque, niente di meno.

 

base militare americana di ramstein 2

Per questo, con la boria chiarificatrice che sempre muove chi comanda gli imperi, qui sono stati convocati, il 20 gennaio, gli Stati clienti: una quarantina, «socii» legati da un «foedus» come li definiva Roma, ovvero gli aderenti all'Alleanza atlantica già messi alla prova in questo primo anno di guerra con vari tributi, e una decina di fedeli più periferici ma necessari nel momento in cui lo scontro con il nemico si fa davvero globale, Corea del Sud, Giappone, quel po' di Occidente trasportato agli antipodi che sono Australia e Nuova Zelanda.

 

VLADIMIR PUTIN IN SIBERIA

L'impero passerà in rassegna le truppe, rampognerà quelli che sono stati finora poco lesti o addirittura subdolamente renitenti nel fornire armi, contingenti, rifornimenti, distribuirà le medaglie ai più baldanzosi. Detterà gli ordini sulla nuova fase della guerra che cambia etichetta, non più semplicemente la difesa della aggredita marca di confine ucraina ma terra bruciata e impegno totale contro il nuovo Blocco nemico. Siamo rientrati in un'era di conflitto costante, in forme mutevoli, sparse per tutto il mondo.

 

xi jinping vladimir putin a samarcanda

Non ci saranno più scuse. Per l'olfatto molto sensibile degli esperti di Washington basta con le distinzioni ambigue e i limiti, la fedeltà dei discorsi priva di rischi e di vincoli, le chiacchiere sulla pace da cercare sempre e i salamelecchi con mediatori prossimi e venturi. A Ramstein si va per prendere ordini poiché si entra nel vivo della quarta guerra mondiale e l'unica politica possibile è quella di obbedire. Ognuno avrà i suoi compiti: armi sofisticate da fornire, accelerare le catene di montaggio della produzione bellica, impegno diretto nelle zone come l'Africa e il vicino Oriente dove lo scontro sarà subito diretto.

 

joe biden incontra i rifugiati ucraini a varsavia 1

Si rinuncia al carattere fluido, avventuroso e aleatorio del dominio adatto a tempi normali, quelli della globalizzazione consumistica entusiasta. Putin con criminale determinazione l'ha assassinato quel tempo, e già ora appare come Storia: lui ha bisogno di un evo di ferro e di odio per dare una giustificazione, interna e non solo, alla propria esistenza autocratica.

 

In questo periodo climaterico l'America deve serrare le fila, stringere il morso ai renitenti, ribadire chiaro che d'ora in avanti quel che conta è la forza: noi l'abbiamo eccome! Voi alleati del mondo libero potete esistere e resistere senza di noi?

 

base militare americana di ramstein 4

A Ramstein saranno tollerate solo obbedienze assolute. Non sono certo che tutto questo ritorno al passato non sia visto a Washington, da larga parte della Amministrazione, con rammarico. Suvvia: basta con tormentati e crepuscolari amleti di Manhattan, sarà un nuovo secolo americano.

 

Allo stesso modo Diocleziano e Solimano il magnifico chiamavano a raccolta gli Stati dipendenti in qualche campo militare vicino al «limes» germanico o partico, o al Danubio dove finivano «le terre di Dio» e iniziava il Jihad. Accorrevano i frombolieri balearici, gli arcieri palmireni, la cavalleria sarmata; e per aiutare la «Spada di Allah» volteggiatori curdi e fanatici convertiti balcanici.

 

giorgia meloni joe biden g20 2

A Ramstein arriveranno gli insostituibili inglesi, i polacchi e i baltici troppo vicini ai barbari per non conoscerne bene le feroci abitudini, francesi e tedeschi più renitenti nel prendere ordini ma le cui velleità astratte si scontrano con i crudi limiti della realtà. E poi i piccoli, come l'Italia, militarmente irrilevanti (non bisogna però dirglielo, per carità) ma che fanno numero e segnano i confini. Sono federati che obbediscono per non doversi accollare gli oneri della propria difesa ma che sono spesso tentati da infedeltà diplomatiche ed economiche se conviene loro.

 

VLADIMIR PUTIN

Adesso che il nemico ha fatto il regalo di presentarsi di nuovo, letale e minaccioso, in fondo a quella steppa tutta eguale e che non si lascia dividere, dove se uno cercasse il suo nessuno troverebbe niente, dovranno allinearsi scordando giri di valzer e improvvisate tentazioni bipolariste. Finito il disordinato panorama geopolitico del dopo '89. Oggi a Ramstein si va per gridare: presente. L'Europa tentata fino al febbraio del 2022 da fumose ambizioni da protagoniste è invitata bruscamente a acclimatarsi.

base militare americana di ramstein vertice ramstein vladimir putin xi jinping a samarcandabase militare americana di ramstein vertice ramsteinbase militare americana di ramstein vladimir putin vladimir putinbase militare americana di ramstein 3

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