DOPO IL BASTONE DI TRUMP, LA CAROTA DI RUBIO – ALLA CONFERENZA DI MONACO IL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO PROVA A TENDERE LA MANO ALL’EUROPA, DOPO LO STRAPPO DI MERZ: “I NOSTRI DESTINI SONO INCROCIATI, SIAMO FIGLI DELL'EUROPA” – MA LE PAROLE DEL POLIZIOTTO BUONO DELLA CASA BIANCA NON CONVINCONO I LEADER DEL VECCHIO CONTINENTE. TANTO CHE URSULA VON DER LEYEN, PER LA PRIMA VOLTA IN MODO NETTO, HA MESSO SUL TAVOLO LA CLAUSOLA DI DIFESA RECIPROCA UE: “NON È UN OPTIONAL MA UN OBBLIGO PREVISTO DAI TRATTATI” – L'EUROPA VUOLE FAR CAPIRE ALLO ZIO SAM CHE NON C’È SOLO LA NATO...
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”
marco rubio alla conferenza sulla sicurezza di monaco
Marco Bresolin corrispondente da Bruxelles Marco Rubio prova a tendere la mano all'Europa. Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, un anno dopo il discorso incendiario del vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato americano si è presentato come il poliziotto buono dell'amministrazione Trump: «I nostri destini sono incrociati, siamo figli dell'Europa».
Ma la risposta europea è ormai incardinata su un binario che sembra non dare più troppo peso ai continui capovolgimenti di fronte americani. Tanto che Ursula von der Leyen, per la prima volta in modo così netto, ha messo sul tavolo l'articolo 42.7 del Trattato dell'Unione europea, vale a dire la clausola di difesa reciproca. L'Europa, insomma, vuol far capire che c'è vita anche oltre l'articolo 5 della Nato.
«Noi non vogliamo dividere l'alleanza, ma rivitalizzarla» ha provato a sventolare il ramoscello d'ulivo Rubio. Non facile farlo a poche settimane dall'invasione diplomatica della Groenlandia.
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Il segretario di Stato non ha perso l'occasione per insistere su alcune hit del suo presidente Trump, come la «necessità di riprendere il controllo dei confini» e il disprezzo del «culto del clima». È tornato a colpire sulle Nazioni Unite, che «vanno riformate». Ma ha cercato di rassicurare quelli che ancora considera alleati: «Siamo parte di un'unica civiltà occidentale, l'Europa deve sopravvivere». Per poi mettere a verbale: «La fine dell'era transatlantica non è il nostro obiettivo».
donald trump e ursula von der leyen
Un intervento che è sembrato una risposta al discorso pronunciato il giorno prima da Friedrich Merz, uno dei leader europei che fino a venerdì veniva classificato nella categoria "colombe" per quanto riguarda i rapporti con Trump.
Le parole del cancelliere – con grande soddisfazione di Emmanuel Macron e un po' meno di Giorgia Meloni – sembrano invece riposizionare l'Europa su una linea molto meno prona nei confronti di questa Casa Bianca. E il discorso di Ursula von der Leyen ne è la conferma.
«Il nostro modello di integrazione è stato messo alla prova in tutti i modi – si è sfogata la presidente della Commissione europea – dall'integrità territoriale ai dazi, fino alle norme sul digitale». Serve dunque un cambio di passo: «L'Europa deve diventare più indipendente, non c'è altra scelta». Gli ambiti in cui iniziare a camminare da soli sono quelli elencati da von der Leyen: sicurezza, prosperità, difesa, energia, economia, commercio, materie prime e tecnologie digitali.
marco rubio alla conferenza sulla sicurezza di monaco
In ambito militare, la tedesca rivendica il lavoro fatto negli ultimi mesi che tra due anni potrebbe portare a un clamoroso sorpasso: «Nel 2028 i nostri investimenti nella Difesa saranno superiori alle spese americane nel 2025: questo è il vero risveglio europeo».
Per lo spagnolo Pedro Sanchez, che al vertice Nato dello scorso anno aveva litigato con Trump sul tetto del 5%, «serve subito un esercito europeo, non tra 10 anni».
Von der Leyen è più realista, ma non meno ambiziosa. E da Monaco ha rilanciato un tema che spesso i leader europei tendono a schivare: «È arrivato il momento di dar vita alla nostra clausola per la difesa reciproca, che non è un optional ma un obbligo previsto dai Trattati».
EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACO
Monaco è servita anche per far capire agli americani che in ambito militare gli europei sono pronti ad andare oltre la Brexit. «Non siamo più il Regno Unito della Brexit» ha avvertito il premier britannico Keir Starmer. Von der Leyen ha insistito sulla cooperazione nel campo della Difesa con Londra, ma anche con altri partner, come «Norvegia, Islanda e Canada». [...]
EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ - VERTICE UE AL CASTELLO DI ALDEN BIESEN - FOTO LAPRESSE
URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP A NEW YORK
