1. COMPAGNI COLTELLI! DOPO IL DISASTRO DI FEBBRAIO, CULATELLO BERSANI NON CAMBIA SPACCIATORE E SI PREPARA A FAR SCHIANTARE IL PD ANCHE ALLE PROSSIME ELEZIONI! 2. IL DISEGNO DELL’EX SEGRETARIO: CONGELARE IL CONGRESSO PER SALVARE LA POLTRONA DI EPIFANI E SCHIERARE LETTA CONTRO RENZI ALLE PRIMARIE PER IL PREMIER. COSÌ IL PARTITO RESTA IN MANO AGLI EX DS E LO SCONTRO FRATRICIDA FIACCHERÀ IL ROTTAMATORE. PER LA GIOIA DI QUEL CHE RESTA DEL CAVALIERE CONDANNATO! 3. LETTA NICCHIA: PREFERISCE PER DAVVERO SEGUIRE IL DISEGNO SUICIDA DI CULATELLO INVECE DI ACCORDARSI CON MATTEUCCIO? ANCHE IL MAGO DALEMIX SPIAZZATO 4. RENZI PROSEGUE LA SUA CAMPAGNA: MERCOLEDÌ TORNA A BOMBARDARE DALLE FESTE IN EMILIA. RENZIANI ALL’ATTACCO: “BASTA COL PD ANESTETIZZATO, CONGRESSO SUBITO!”

1. BERSANI LAVORA PER LA SFIDA TRA LETTA E RENZI
Da "Il Messaggero"


«Possono inventarsi ciò che vogliono, ma quando si voterà io sarò in campo. E ci sarò per vincere». Matteo Renzi risponde così al nuovo attivismo di Pier Luigi Bersani. Il sindaco, che romperà il suo lungo silenzio mercoledì alla festa democrat in Emilia, insomma non si tira indietro. Pronto, come ha spiegato ai pochi parlamentari con cui in queste ore accetta di confrontarsi, a sfidare la «vecchia nomenklatura».

Nel Pd c`è fermento. Renzi, sia chiaro, non ha nessuna intenzione di intestarsi eventuali accelerazioni che dovessero favorire la crisi del governo Letta. La parola d`ordine è: lealtà. Quanto all`ex segretario, in queste ore in cui tirano forti i venti di crisi, ha lanciato segretamente una proposta a Enrico Letta: subito al voto e primarie tra te e Renzi.

Letta ha risposto con un`alzata di spalle. «Enrico è molto cauto», dice un suo fedelissimo, «è totalmente allineato con il capo dello Stato che non vuole assolutamente che si vada alle elezioni in questa fase e tantomeno con l`attuale legge elettorale». Le elezioni immediate, secondo il disegno di Bersani, servirebbero a togliere il partito come oggetto del contendere. Con le urne ravvicinate, infatti, il congresso annunciato per novembre verrebbe rinviato a data da destinarsi, al timone rimarrebbe nella mani di Guglielmo Epifani, e il "rompiscatole" Renzi verrebbe dirottato verso le primarie per la premiership.

Quelle che in cui l`ex segretario vorrebbe si giocasse la sfida tra Letta e il sindaco. «Se poi Enrico vince, Pier Luigi ha fatto bingo, perché avrebbe a palazzo Chigi un premier amico e si sarebbe tolto di torno Renzi una volta per tutte», dice il lettiano doc, «se invece Enrico perde, Bersani avrebbe comunque conservato il controllo del Pd, spedendo Matteo al governo».

IL PIANO B 
Non solo. Secondo la strategia dell`ex segretario, in caso di rifiuto di Letta a sfidare Renzi, c`è anche un "Piano B". Che cambia dal "Piano A" solo per l`assenza di uno dei protagonisti: fuori Letta e con le elezioni in ottobre, il sindaco sarebbe comunque dirottato verso le primarie per la premiership; mentre il congresso verrebbe ugualmente rinviato lasciando Epifani in cabina di comando.

Un attivismo, quello di Bersani, che ha spiazzato perfino Massimo D`Alema. La prova sono le parole del suo candidato Gianni Cuperlo che, di fatto, chiede a Letta di andare avanti. Intanto il Pd, in base alla linea ufficiale, mostra di voler resistere alle provocazioni del Pdl ma far capire che non c`è alcun timore di andare al voto.

Anche i renziani si fanno sentire. Paolo Gentiloni, «pur non dando per sconfitto il tentativo di Letta», sottolinea che «le larghe intese non si possono fare con chi, come il Pdl, propone una sfida alle istituzioni». Lorenza Bonaccorsi, deputata vicina al sindaco fiorentino, evoca il congresso: «Il Pd deve farsi trovare pronto a qualsiasi evenienza, cominciando a velocizzare il percorso congressuale».
[B.L.]

2. RENZIANI ALL'ATTACCO: DIREZIONE SUBITO «DOBBIAMO ESSERE PRONTI PER IL VOTO»
Dino Martirano per "Il Corriere della Sera"


Dalla sua casa in Toscana, il segretario del Pd Guglielmo Epifani conferma che il partito è «pronto a tutto», quindi anche alle elezioni anticipate ad ottobre, e che il punto verrà fatto martedì o al massimo mercoledì in direzione, la cui convocazione è stata chiesta ancora ieri con molta insistenza dai renziani.

Epifani - che nella sua intervista all'Unità ha usato più di una volta le parole «spartiacque» e «svolta», riferendosi alla condanna inflitta a Berlusconi - invita però quadri e militanti a tenere i nervi saldi: l'obiettivo immediato dei democratici, almeno di quelli che non inseguono una crisi di governo, è infatti attendere con calma che il Pdl cali le sue carte e mostri se in mano ha un bluff o un poker d'assi.

Il pericolo incombente è quello di abboccare all'amo lanciato da Berlusconi che a questo punto avrebbe un enorme vantaggio se, alla fine, fosse paradossalmente il Pd a dover staccare la spina al governo Letta (che è pur sempre l'ex numero due del partito).

Ai piani alti del Nazareno, dunque, si aspetta con un certa apprensione di verificare la dimensione e la qualità dei partecipanti al sit-in pro Cavaliere indetto per oggi in via del Plebiscito: per questo la «guerra civile» evocata dal coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, viene definita come passo «al limite dell'eversione» dal viceministro dell'Economia, Stefano Fassina.

Che aggiunge: «O il Pdl ritorna nell'alveo della normalità democratica, oppure i suoi ministri che hanno minacciato dimissioni siano conseguenti e si dimettano». 
Ma largo del Nazareno i renziani sono inquieti. E capiscono che questa accelerazione fornita dall'esito del processo Mediaset non consente al partito di far finta di niente: «Il Pd deve farsi trovare pronto a qualsiasi evenienza, convocando con urgenza una riunione quanto mai necessaria in un momento così complicato e velocizzando il percorso del congresso così da assicurare al partito una leadership forte e decisa dagli elettori», ha detto la deputata renziana Lorenza Bonaccorsi.

Più tranciante l'analisi dei colleghi, anche loro renziani, Ernesto Magorno e Federico Gelli: «La situazione sta precipitando, esponenti di primo piano del Pdl portano il loro attacco addirittura al presidente della Repubblica. Possibile che il Pd non abbia in programma nessuna riunione? Il partito si riunisca subito. Mentre Berlusconi parla di elezioni anticipate e prepara la campagna elettorale il nostro partito sembra anestetizzato».

Dunque i renziani spingono perché venga subito stabilita la data del congresso ma si pongono pure il problema della legge elettorale. Se dunque la crisi di governo divenisse conclamata («Nei fatti la crisi di governo già c'è», ha osservato Pippo Civati), il Parlamento avrebbe pochissimo tempo a disposizione per modificare il «porcellum » in corso d'opera: «Una legge elettorale si può modificare in tempi rapidi», azzarda Gianni Cuperlo.

Ma con quali voti? «La strada è quella di cancellare il premio di maggioranza regionale al Senato uniformandolo a quello nazionale della Camera», osserva Michele Anzaldi. Ma il M5S ha smentito di esser disposto a collaborare con il Pd sul terreno della riforma della legge elettorale: «Ecco - aggiunge Civati - il parito di Grillo, che sembra esser sempre più in mano a Casaleggio, dimostra in questo modo di fare da stampella a Berlusconi. Eppoi ci accusano a noi del Pd di essere gli artefici dell'inciucio...».

Dunque, martedì o mercoledi il Pd dovrebbe riunire la direzione per mettere a punto un calendario che ormai appare non più rinviabile anche se poi, in caso di elezioni anticipate, potrebbe essere stracciato da un momento all'altro. L'incaricato Roberto Gualtieri ha consegnato ad Epifani le date delle tappe previste per arrivare in autunno al congresso: congressi di circolo (settembre), provinciali e regionali (a novembre). Se invece il governo Letta non ce la dovesse fare a resistere, il Pd andrebbe direttamente alle primarie per il candidato premier.

 

GUGLIEMO EPIFANI CON BERSANI ALLE SPALLE FOTO LAPRESSEIL SALUTO TRA RENZI E BERSANI Team di Bersani bersani renzi RENZI E BERSANI GIUSEPPE BERSANI E BRUNA BETTA CON I FIGLI PIERLUIGI E MAURO BERSANI IN VERSIONE GIAGUARO bersani by domenico rosaPIETRO GRASSO TRA BERSANI ED ENRICO LETTA

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