GEMELLI ASCENDENTE POLVERINI - DOPO L’OSPEDALE DI DON VERZE’ ANCHE IL POLICLINICO GEMELLI FINISCE IN VENDITA, TRAVOLTO DAI DEBITI (MA CON CREDITI TRA I 600 E GLI 800 MLN € CHE LA REGIONE LAZIO NON VUOLE SALDARE) - UNA POSSIBILE CESSIONE CHE HA ALL’ORIGINE LA GUERRA TRA BERTONE E IL DUPLEX BAGNASCO & SCOLA - SUL TAVOLO ANCHE L’IPOTESI DI UNA CORDATA IOR-MALACALZA, USCITA SCORNATA DALLA GUERRA CON ROTELLI PER IL SAN RAFFAELE…

Antonino D'Anna per "Affaritaliani.it"

Vendere il Policlinico Gemelli, trasformarlo in una bad company o chiedere un aiuto a una cordata appoggiata dalla Santa Sede? Sono tre le opzioni su cui, in questi giorni, si riflette in Vaticano secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it.

"La situazione del Gemelli è molto pesante, ci sono crediti per centinaia di milioni che la Regione Lazio non ha ancora saldato", dice una fonte, precisando che "La cifra è davvero alta". Si parla infatti, da parte dell'ospedale cattolico, di crediti tra i 600 e gli 800 milioni di euro, mentre la Regione Lazio vorrebbe riconoscerne circa un centinaio. Altri 250 milioni, attribuiti da un lodo al Policlinico, sono stati congelati perché la Regione ha fatto ricorso (fissato al 2014). Tutto fermo, insomma (ma il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, ha assicurato il suo impegno per una soluzione del caso): e un buco che può arrivare a circa 400 milioni.

VENDITA? CHIEDERE A TETTAMANZI

Fin qui i fatti. Il punto è che adesso bisogna trovare una soluzione. Quale? L'ipotesi della vendita ha cominciato a circolare Oltretevere in questi giorni, e sembra - per il momento - trovare qualche simpatia. Ma nei sacri palazzi c'è chi paventa qualcos'altro: "Se vendono il Gemelli, questo è un danno all'Università Cattolica", dice una fonte in talare ad Affaritaliani.it. Che aggiunge: "Una volta venduto il Policlinico, infatti, che cosa se ne farà l'università della facoltà di Medicina e dei collegi? Soprattutto: che cosa deciderà l'Istituto Toniolo? Dionigi Tettamanzi è d'accordo?".

Già, che cosa ne pensa l'ex arcivescovo di Milano che presiede ancora il Comitato permanente in seno alla "cassaforte" dell'Università Cattolica? A quanto si potrebbe valutare la vendita di un polo d'eccellenza come il Gemelli (peraltro l'ospedale in cui viene curato il Papa), e a chi venderlo? La bad company? "Non sembra praticabile", dice la fonte.

Che aggiunge: "I tempi non sono rapidi, non possono esserlo per una struttura come il Gemelli. E poi in questo momento la Cattolica è senza Rettore, Tettamanzi dovrebbe scadere - se non si dimetterà prima - dalla presidenza del Toniolo a inizio 2013. È probabile che, una volta risolto il nodo Toniolo/Cattolica, con il rinnovo delle cariche, si deciderà se vendere o no". L'elezione del Rettore è per il 2014: ci sarebbero quindi ancora un paio d'anni per decidere.

IL NO DEI CATTOLICI
Il mondo cattolico trema. Corrado Stillo, responsabile Osservatorio Tutela e Sviluppo dei diritti dell'Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e tutela dei diritti", ha alzato la voce nei giorni scorsi, definendo la vendita del Policlinico "una follia" e sottolineando: "Mentre pescicani della sanità girano attorno alla struttura, definita da Papa Wojtyla come Vaticano III, pronti a gustarsi un troppo facile boccone, non si capisce il perché la Giunta Regionale del Lazio non paghi subito i debiti accumulati per prestazioni erogate ai malati in regime di convenzione".

Ha poi aggiunto: "La presidente Polverini dovrebbe, con meno arroganza, prevenire un disastro economico teso a favorire interessi individuali, evitando così una ritorsione che inevitabilmente andrebbe a gravare sulla situazione dei malati che già sono vessati da una politica di tagli e risparmi e che limita di molto il diritto alla salute dei cittadini".

DEUS EX MACHINA
C'è poi una terza ipotesi: un salvataggio grazie a una cordata cattolica, simile a quella fatta dallo IOR (L'Istituto per le Opere di Religione, la banca vaticana presieduta da Ettore Gotti Tedeschi, molto vicino al segretario di Stato Tarcisio Bertone) e l'imprenditore genovese Vittorio Malacalza.

Ma, visti i cattivi risultati dell'operazione San Raffaele, conclusasi con la vittoria di Giuseppe Rotelli, ritenuto vicino al governatore lombardo Roberto Formigoni, sono in molti a pensarci due volte, come un'altra fonte che, sentita da Affaritaliani.it conclude: "Un intervento dell'Opus Dei? No, c'è già il Campus Biomedico (l'ateneo nato alla fine degli anni '80 da un'intuizione di monsignor Alvàro del Portillo, il successore di San José Maria Escrivà alla guida dell'Opera, N.d.R.).

L'arrivo di un bertoniano, magari supportato dallo IOR, per il Gemelli? È uno scenario. Ma che ne pensa Tettamanzi? Saperlo...". A meno che, aggiunge la fonte: "Qualcuno non telefoni da Oltretevere a Palazzo Chigi sollecitando un aiuto. In quel caso - dice la fonte - saremmo davanti a quello che chiamerei un ‘soccorso rosso'". Rosso porpora?, chiediamo. E lui ride, allusivo.

 

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