giuseppe conte con la mascherina

“UN LOCKDOWN NAZIONALE? NON FACCIO PREVISIONI” - DOPO LA RAPIDA RISALITA DEI CONTAGI, CONTE NON ESCLUDE PIÙ DI RICHIUDERE IL PAESE: “MOLTO DIPENDE DAI CITTADINI, DAL LORO COMPORTAMENTO. LA FORMULA VINCENTE È COLLABORARE E RISPETTARE LE REGOLE. LA SITUAZIONE NON PUO’ NON PREOCCUPARE. I GOVERNATORI POSSONO INTRODURRE MISURE RESTRITTIVE NON APPENA SE NE PRESENTASSE LA NECESSITÀ…” - LA TENTAZIONE DI ATTIVARE IL MES

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

Solo tre giorni fa Giuseppe Conte diceva di escludere un nuovo lockdown nazionale. Martedì non ne era più così sicuro, tanto che da Palazzo Chigi aveva esortato gli italiani a rispettare le regole: «Dobbiamo evitare di far ripiombare il Paese in un lockdown generalizzato». Ma ieri a Capri, quando gli hanno chiesto un commento sul lockdown a Natale previsto dal virologo Andrea Crisanti («È nelle cose»), il presidente del Consiglio ha risposto con una formula che rivela il livello di allarme e non esclude nulla.

 

«Io non faccio previsioni. Io faccio previsioni sulle misure più idonee, adeguate e sostenibili per prevenire un lockdown». E poi, come a dire che eventuali misure ancora più dure non saranno certo frutto di errori del governo: «Molto dipenderà dal comportamento dei cittadini. Smettiamola con le polemiche e i dibattiti, la formula vincente è collaborare e rispettare le regole restrittive varate dal governo». I numeri che fotografano i contagi record raggiungono il capo dell'esecutivo a Capri, dove è andato a inaugurare un elettrodotto sottomarino.

 

GIUSEPPE CONTE CON LA MASCHERINA

«La situazione non può non preoccupare», ammette Conte e spiega che, se non si rispettano le restrizioni e «si lascia correre il contagio», il rischio è che «non ci saranno numeri sufficienti nelle terapie intensive». Più volte implora «senso di responsabilità», più volte ripete «dipende dai cittadini» e avverte: «È una partita in cui vinciamo o perdiamo tutti». Un monito rivolto anche alle Regioni dopo le tensioni su scuola e trasporti. Ai governatori il premier ricorda che il Dpcm consente loro di «introdurre misure restrittive non appena se ne presentasse la necessità», quindi rivela la strategia sulle zone rosse: «Forse più che le Regioni dobbiamo chiudere temporaneamente determinate aree, se si generalizza si crea più danno che beneficio».

 

conte speranza

Prevenire il peggio, è il chiodo fisso che lo assilla. Muoversi d'anticipo, ostacolare la corsa del Covid. Ma se fosse tardi? Se avessero ragione quei medici che denunciano l'aumento esponenziale dei pazienti in terapia intensiva? No, Conte è convinto che il governo non abbia perso tempo e prova a convincere anche i cittadini: «All'inizio non eravamo pronti. Abbiamo rafforzato il sistema sanitario nazionale, abbiamo attrezzature respiratorie che possiamo distribuire alla bisogna. Manderemo personale medico aggiuntivo».

 

Per «salvare la comunità» sarebbe disposto anche a mettere da parte ogni pregiudizio ideologico e a chiedere all'Europa i soldi del Mes. Ma intanto nel governo il rebus è se non ci sia bisogno di rivedere in corsa il Dpcm appena firmato, se non sia il caso di inasprire le regole sugli assembramenti fermando locali, ristoranti e attività sociali e culturali, anche alla luce del coprifuoco alle 21 scattato a Parigi.

 

giuseppe conte a bergamo con mascherina

«Sono stato preoccupato sin dall'inizio, figuriamoci se non lo sono adesso», è lo stato d'animo del ministro della Salute, Roberto Speranza. In questo clima, ieri Conte ha ricevuto la lettera con cui Riccardo Nencini, presidente della commissione Cultura del Senato, sprona il governo a colmare il ritardo logistico accumulato sui trasporti: «Sarà un novembre drammatico, il Cts dice che treni e bus sono possibili focolai». Il ministro Francesco Boccia constata che «il virus corre veloce» e chiede «comportamenti rigorosi» per evitare che il sistema sanitario entri in sofferenza. Oggi il responsabile delle Autonomie incontrerà in conferenza unificata Regioni e enti locali per confrontarsi sugli ultimi dati: «Monitoriamo ogni giorno la situazione con la massima attenzione».

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