DORIS E IL BANANA: CHI TROVA UN AMICO RUBA UN TESORO

Camilla Conti per "Il Fatto Quotidiano"

Tra il Fisco e le società del listino milanese pendono fior di miliardi. Soldi che potrebbero finire nelle casse dello Stato ma sono ancora oggetto di contenzioso, ovvero di partite aperte. Come quella dell'amico di Berlusconi, Ennio Doris: la sua Mediolanum, il gruppo di consulenza finanziaria controllato dalla famiglia Doris e dalla Fininvest, deve pagare 344 milioni di euro.

Nel mirino dell'Agenzia delle Entrate sono infatti finiti i rapporti con la controllata irlandese Mediolanum International Funds che si occupa del confezionamento e della gestione dei fondi che poi vengono distribuiti attraverso la rete di promotori del gruppo Mediolanum.

Poco prima dello scorso Natale, emerge dal progetto di bilancio, Banca Mediolanum e Mediolanum Vita, due delle società del gruppo, si sono viste recapitare una serie di avvisi di accertamento riferiti agli esercizi 2005, 2006 e 2007 per complessivi 323,4 milioni, tra imposte non pagate e sanzioni, che si aggiungono ai 20,8 milioni già contestati nel 2010. Gli avvisi di accertamento hanno seguito anche un'ispezione della Guardia di finanza, tra il settembre 2010 e il febbraio 2011.

A Doris viene contestato il ''livello di retrocessione'' - giudicato inferiore ai parametri di mercato - delle commissioni incassate dalla controllata irlandese a Mediolanum Vita e Banca Mediolanum.

Il sospetto è che il gruppo manterrebbe su Dublino una quota incongrua dei propri ricavi, così da sottoporli alla mano più leggera del fisco irlandese. Secondo l'Agenzia delle Entrate, l'imponibile sottratto al fisco italiano tra il 2005 e il 2007 ammonterebbe a circa mezzo miliardo.

Analisi che Mediolanum definisce ''illegittima'' ed ''errata'' per quanto riguarda il calcolo del maggiore imponibile nonché ''illegittima quanto alle sanzioni''. Tuttavia, il gruppo di Doris ha deciso di attivare la procedura arbitrale europea sulle doppie imposizioni e rimettere così ''la soluzione della controversia alle competenti autorità fiscali italiane e irlandesi'' che a questo punto dovranno decidere quale è la quota di imponibile che spetta ai due Paesi.

Nel "così fan tutti" di Piazza Affari dove le quotate (banche e industrie) fanno i conti col Fisco, spunta anche il contenzioso di Mediaset dell'amico di Doris, Berlusconi. Nel bilancio 2012 del Biscione, alla voce "Fondi per rischi e oneri" viene segnalato che il 21 dicembre 2012 è stato notificato a Mediaset l'avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate con il quale viene rettificato, ai fini Irpeg e Irap, il reddito dell'esercizio 2003 pari a 8,8 milioni di euro, "quale conseguenza del mancato riconoscimento di ammortamenti relativi ai diritti televisivi oggetto del sopra citato procedimento penale".

Gli avvisi di accertamento relativi ai periodi di imposta 2001 e 2002 (rispettivamente 15,6 e 19,9 milioni) - si legge nel bilancio - sono stati già impugnati nei termini di legge davanti alla competente Commissione Tributaria.

Sempre il 21 dicembre dell'anno scorso sono stati notificati altri due avvisi di accertamento: uno alla controllata R.T.I. (con il quale viene rettificato, ai fini Irpeg e Irap, il reddito dell'esercizio 2003 pari a 7,8 milioni, quale conseguenza del mancato riconoscimento di ammortamenti relativi ai diritti televisivi) e uno a Publitalia '80 in materia di Iva per le annualità 2005, 2006 e 2007, Ires per il 2006 e 2007, Irap per il 2006 e 2007 pari complessivamente a 7,2 milioni, oltre a interessi e sanzioni.

 

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