giuseppe del deo giorgia meloni alfredo mantovano 007 intelligence servizi.

DOSSIERINI, SPIONI E MELE MARCE: “DOMANI” RIVELA I COLLEGAMENTI TRA LA “SQUADRA FIORE” (LA CENTRALE DI DOSSIERAGGIO GEMELLA ALLA “EQUALIZE”, MA A ROMA) E LE GERARCHIE DI AISI E DIS. CI SAREBBERO SEI INDAGATI: “IN UN CASO SI TRATTA DI FIGURE DI UN CERTO PESO INSERITE IN UFFICI STRATEGICI. CHE NATURA HANNO TALI RELAZIONI? RIGUARDANO ATTIVITÀ DI SPIONAGGIO APPALTATE ALL’ESTERNO, A GRUPPI COLLOCATI FUORI DALL’ORDINAMENTO E DALLA LEGGE? SI TRATTA DI MELE MARCE CHE SPACCIANO E COMPRANO INFORMAZIONI RISERVATE PER FABBRICARE DOSSIER?" - LE AMBIZIONI RIDIMENSIONATE DI GIUSEPPE DEL DEO, I LEGAMI DELLA EQUALIZE CON GLI 007 E I PASTICCI SULL’ASSE AISI-DIS: LO SPIONAGGIO CONTRO GAETANO CAPUTI E I MISTERIOSI DUE FIGURI CHE RONZAVANO ATTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO...

Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Giovanni Tizian per “Domani”

 

giorgia meloni alfredo mantovano

L’indagine top secret curata da agenti segreti sul capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni.

 

La misteriosa comparsa sulla scena di due sconosciuti figuri che ronzavano attorno all’auto dell’ex compagno della presidente del Consiglio nei pressi della loro abitazione.

 

La società Equalize di Milano di proprietà del manager Enrico Pazzali, presidente della fondazione Fiera di Milano, scoperta nella sua attività di spionaggio e dossieraggio per conto di multinazionali, colossi di stato e forse anche di politici.

 

Infine, come è in grado di rivelare Domani, la presenza di agenti segreti in un’inchiesta ancora in corso a Roma, sulla cosiddetta “squadra Fiore”: una centrale gemella di quella milanese composta da hacker e figure a metà tra spie e imprenditori.

 

ENRICO PAZZALI

Quest’ultima vicenda agita molto i vertici degli apparati, perché da quanto risulta dalle indagini ancora riservatissime, i contatti dalla “squadra Fiore” arrivano in alto nelle gerarchie degli apparati di sicurezza.

 

In ognuno di queste storie apparentemente slegate tra loro due sigle ricorrono spesso: Aisi e Dis. La prima è l’Agenzia di informazioni per la sicurezza interna, i servizi segreti interni; la seconda, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, ha un compito di coordinamento. Tutti i fatti citati possono sembrare sconnessi, casuali. In realtà la faccenda si fa seria a volere unire i punti. E ha il sapore di stagioni passate della prima Repubblica fondata sul depistaggio.

 

[…]

 

GIUSEPPE DEL DEO

La prima volta che è emersa l’esistenza della “squadra Fiore” è in un’intercettazione. Ne ha parlato Samuele Calamucci, il capo degli hacker della società Equalize. Ossia l’azienda di sicurezza al centro dell’inchiesta sulla centrale di spionaggio in cui è indagato sia il poliziotto Carmine Gallo sia il presidente (autosospeso) di fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, […] amico del governatore leghista, Attilio Fontana e del presidente del Senato Ignazio La Russa. […] «Mancini è un componente doppio, l’ho chiamato doppio Mike. È un componente della squadra Fiore, un traditore».

 

Queste sono le parole di Calamucci in cui emerge l’esistenza della “squadra Fiore”. Il riferimento a Mancini, è a Marco Mancini: ex agente dei servizi protagonista del rapimento dell’Imam Abu Omar e dello scandalo spioni di Telecom Italia. Riapparso di recente per via di una foto che lo immortalava in un autogrill impegnato a chiacchierare con l’ex premer Matteo Renzi.

 

calamucci gallo

Mancini ha smentito qualunque tipo di appartenenza alla fantomatica “squadra Fiore”, si sta godendo la meritata pensione, ha fatto sapere. Eppure questa fantomatica “squadra Fiore” tanto fantomatica non sembrerebbe esserlo: sta diventando sempre più corposo il fascicolo di indagine aperto a Roma grazie alle informazioni ricevute dalla procura di Milano frutto delle investigazioni sulla società Equalize di Pazzali e Gallo.

 

I carabinieri partendo da questo scambio investigativo con Milano continuano a scavare e trovano riscontri. È stato scritto che gli indagati sarebbero almeno cinque e di legami con apparati italiani e stranieri. Ciò che non si sapeva, e che Domani può raccontare, è fino a dove arriverebbero i tentacoli di questa rete segreta: i detective dei carabinieri avrebbero individuato collegamenti con ex agenti dell’Aisi e funzionari del Dis. In un caso si tratta di figure di un certo peso inserite in uffici strategici.

 

indagine dei servizi su gaetano caputi documento dell aisi pubblicato da domani 3

Che natura hanno tali relazioni? Ma soprattutto riguardano attività di spionaggio appaltate all’esterno, a gruppi collocati fuori dall’ordinamento e dalla legge?

 

Si tratta di mele marce che spacciano e comprano informazioni riservate per fabbricare dossier? Oppure nulla di tutto questo? La procura di Roma prosegue l’indagine e proverà a capire il contesto di questi legami tra la “Squadra Fiore” e pezzi dei nostri servizi.

 

Di certo c’è che già nell’indagine su Equalize sono emerse contiguità con uomini in forze all’Aisi. Negli archivi informatici zeppi di informazioni, peraltro, sono stati trovati atti della massima riservatezza, firmati, appunto, Aisi.

 

Ma forse, in questa storia, è un dato quasi irrilevante. Hanno molto più peso le parole di Gallo, che nel corso degli interrogatori, avrebbe riferito di essere al corrente dei rapporti tra Pazzali e Carlo De Donno (non indagato), vicedirettore dell’Aisi, riconfermato dal governo Meloni alcune settimane fa. Tra Pazzali e il numero due dell’Aisi è solo amicizia (De Donno in effetti è stato capocentro a Milano per circa vent’anni)? E soprattutto: l’Aisi sapeva delle attività di dossieraggio illegale commesse dalla società di Pazzali?

 

enrico pazzali

Ancora una volta molte domande in cerca di risposte. Come resta un mistero il viaggio a Roma del manager amato dalla destra milanese: al suo ritorno avrebbe confidato al gruppo di avere appreso che qualcuno stava indagando su di loro.

[…]

 

I riferimenti ai servizi segreti dell’Aisi nell’inchiesta di Milano sono relativi alla precedente gestione, quando a capo dell’agenzia c’era Mario Parente. Il suo numero due era Giuseppe Del Deo, militare che gode di ottime relazioni con la politica, soprattutto con il ministro della Difesa Guido Crosetto e un tempo anche con la presidente del Consiglio.

 

mario parente foto mezzelani gmt 037

Del Deo e Crosetto hanno peraltro amicizie comuni nel settore della Cybersicurezza, conoscono alla perfezione alcuni importanti imprenditori del settore. Ora Del Deo è il vicedirettore del Dis.

 

Il nome di Del Deo è tornato alla ribalta nelle settimane scorse dopo che il nostro giornale ha pubblicato dei documenti riservati su un’indagine degli agenti segreti su Gaetano Caputi, il capo di gabinetto della premier Meloni.

 

Un’attività dell’Aisi dai contorni ancora oscuri finita in una relazione depositata alla procura di Roma, che stava indagando su una rivelazione di segreto in merito agli articoli pubblicati da Domani proprio su Caputi.

 

GUIDO CROSETTO - GIORGIA MELONI

In quella relazione si scopre che almeno tre 007 hanno compiuto verifiche su Caputi richieste da del Del Deo, tra gennaio e settembre 2023. Perché spiare il dirigente apicale della presidenza del Consiglio, da cui peraltro dipende l’Aisi resta un mistero, al dì là delle motivazioni fornite ai pm dall’agenzia.

 

La versione riportata in una relazione ufficiale spiega che alcuni soggetti di interesse dei servizi vantavano una certa confidenza con Caputi. E che grazie a Caputi, sostenevano tali «target», avrebbero portato le loro istanze (affari, si suppone) fino ai vertici delle istituzioni. Su uno degli accertamenti svolti su Caputi, però, l’Aisi risponde che non è possibile riferire poiché si tratta di atti sensibili. Adombrando così questioni non meglio specificate di sicurezza nazionale.

 

ENRICO PAZZALI ATTILIO FONTANA

Di sicuro qualche elemento in più dovrà fornirlo Alfredo Mantovano, sottosegretario con delega ai servizi, convocato dal Comitato parlamentare sulla sicurezza nazionale (Copasir) dopo i nostri articoli. Le domanda sarebbero molte, ma basterebbe iniziare da queste: Perché Del Deo ha dato indicazioni di verificare «rumors» sul tecnico di assoluta fiducia di Meloni?

 

E soprattutto, che fine ha fatto la mole di informazioni raccolte? Chi ha autorizzato l’Aisi a farlo? Davvero è stato Mario Parente, come ha dichiarato Del Deo al nuovo capo dell’Aisi Bruno Valensise?

 

Sempre il nostro giornale, il 28 aprile 2024, aveva svelato un altro intrigo interno all’Aisi che prende avvio dopo una notte di novembre 2023, quando la pattuglia della polizia sotto casa della presidente del Consiglio si accorge di due uomini che ronzavano attorno all’auto di Andrea Giambruno […]. I poliziotti allarmati tentano di capirci di più. E naturalmente parte tutta la trafile informativa che raggiunge l’agenzia all’epoca guidata da Parente con Del Deo vice.

 

gaetano caputi

La procura di Roma apre un’indagine, tuttora in corso per via dei molti misteri ancora irrisolti sull’identità delle due figure che armeggiavano vicino l’auto di Giambruno, ai tempi fresco di scandalo del fuori onda trasmesso da Striscia la Notizia, che ha portato alla separazione con Meloni.

 

Anche l’Aisi svolge un’indagine, che identifica gli sconosciuti in due agenti della scorta di Meloni, in realtà estranei ai fatti. Qualche tempo dopo l’attenzione della Digos ricadrà su due ricettatori della capitale. Ma anche questa versione non convince molto Francesco Lo Voi, che ha avocato a sé l’indagine. Il fascicolo non è ancora stato archiviato e neppure sono state formalizzate accuse nei confronti dei presunti ricettatori.

 

SAMUELE CALAMUCCI CONTA I SOLDI CHE DICE DI AVER RICEVUTO DA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Di certo, […] il fatto che l’Aisi abbia condotto accertamenti maldestri è uno dei motivi che ha convinto la premier a ridimensionare le sue ambizioni: prima dello scandalo era infatti in pole per prendere il posto di Parente, grazie a sponsor di peso come lo stesso ex direttore, Crosetto e l’allora numero uno del Dis Elisabetta Belloni. Severissima con Mancini dopo l’incontro con Matteo Renzi, assai meno con l’ex militare. Del Deo, nonostante gli scandali, è stato spostato dall’Aisi al Dis, mantenendo la qualifica da vicedirettore.

GAETANO CAPUTI Un jammer il disturbatore di frequenze simile a quello usato dalla squadra Fiore (Facebook)ignazio la russa enrico pazzali carmine gallo - lapresseindagine dei servizi su gaetano caputi documento dell aisi pubblicato da domani 2indagine dei servizi su gaetano caputi documento dell aisi pubblicato da domani 5indagine dei servizi su gaetano caputi documento dell aisi pubblicato da domani 7

 

nunzio samuele calamucci

[…]

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…